MMA, Krav Maga e MCMAP vengono spesso messi sullo stesso piano perché utilizzano colpi, proiezioni, leve e tecniche di controllo. In realtà, nascono per rispondere a problemi completamente diversi.
Nelle MMA, l'obiettivo è vincere un combattimento a mani nude contro un altro atleta. Nel Krav Maga, l'obiettivo principale è sopravvivere a un'aggressione e riuscire ad allontanarsi. Nel MCMAP, invece, il combattimento a mani nude rappresenta soprattutto una situazione nella quale il Marine deve continuare a operare anche quando non può utilizzare immediatamente la propria arma.
Le MMA sono probabilmente il sistema più rigorosamente verificabile dei tre quando si parla di combattimento individuale senza armi. Boxe, Muay Thai, wrestling e Brazilian Jiu-Jitsu vengono combinati in un sistema nel quale l'atleta deve saper colpire, difendersi dai colpi, portare l'avversario a terra, controllarlo e lavorare sulle sottomissioni.
Il grande vantaggio delle MMA è la verifica continua contro avversari realmente resistenti. Non ci si limita a eseguire una tecnica: bisogna riuscire a utilizzarla mentre qualcuno cerca attivamente di impedirlo.
Ma le MMA sono uno sport. Esistono categorie di peso, arbitri, un ambiente controllato e regole che eliminano molte delle situazioni più pericolose di una vera aggressione. Non sono quindi progettate specificamente per affrontare armi, più aggressori o un'imboscata.
Il Krav Maga parte invece da un presupposto completamente differente: una persona potrebbe trovarsi coinvolta in una situazione violenta senza averla scelta e senza conoscere le intenzioni dell'aggressore.
Per questo l'attenzione viene posta sulla rapidità, sulla sorpresa, sulla gestione della distanza e sulla capacità di interrompere l'aggressione il più rapidamente possibile. Vengono inoltre affrontate situazioni che negli sport da combattimento non possono essere simulate nello stesso modo, come minacce con armi o scenari ambientali complessi.
Ma anche il Krav Maga non dovrebbe essere interpretato come una formula magica per la strada. La qualità dell'allenamento dipende enormemente dalla scuola, dagli istruttori e soprattutto da quanto le tecniche vengono sottoposte a una resistenza realistica.
Il MCMAP, il programma ufficiale di arti marziali del Corpo dei Marines degli Stati Uniti, appartiene invece a una categoria ancora diversa. Non nasce come disciplina sportiva e non è semplicemente un sistema di autodifesa civile.
È inserito all'interno dell'addestramento militare e considera il combattente come parte di un sistema più ampio nel quale esistono armi, equipaggiamento, compagni di squadra e una missione.
Il combattimento corpo a corpo può quindi diventare una situazione di emergenza nella quale il Marine deve continuare a operare quando l'arma primaria non è immediatamente utilizzabile o quando la distanza e l'ambiente impediscono di impiegarla efficacemente.
Per questo l'MCMAP comprende striking, grappling, controllo dell'avversario e tecniche relative all'impiego dell'equipaggiamento militare.
La differenza fondamentale può quindi essere riassunta in tre obiettivi diversi.
Le MMA cercano di rendere l'atleta il più efficace possibile contro un altro combattente.
Il Krav Maga cerca di insegnare a gestire un'aggressione e a creare una possibilità di fuga.
L'MCMAP prepara un militare a continuare la propria missione anche quando il combattimento entra nella distanza ravvicinata.
Questo spiega anche perché confrontare direttamente le tre discipline chiedendo quale sia «la migliore» abbia poco senso.
Un lottatore MMA è estremamente preparato nel combattimento individuale regolamentato. Un praticante di Krav Maga viene invece addestrato a considerare scenari nei quali non esistono regole. Un Marine viene preparato all'interno di una realtà operativa nella quale il combattimento corpo a corpo è soltanto una delle componenti della missione.
E c'è una lezione comune a tutti e tre i sistemi: una tecnica che funziona soltanto quando l'avversario collabora non è ancora una tecnica realmente collaudata.
La differenza sta nel tipo di situazione contro cui quella tecnica viene allenata.
Il tatami, la strada e il campo di battaglia non sono la stessa cosa. Pretendere che lo siano significa ignorare proprio ciò che rende differenti questi tre sistemi.
Cesio Endrizzi