Nel suo instancabile viaggio per creare un sistema di combattimento senza limiti, Bruce Lee non si fermò mai a una singola arte marziale. Studiò boxe, scherma, judo, wing chun e molte altre discipline. Tra queste, una delle più affascinanti e meno note è il Savate, la boxe francese, un'arte marziale che lo attrasse per la sua reputazione di eccellenza nei calci e per la sua filosofia pratica.
Per Bruce Lee, il Savate non era solo un'altra tecnica da imparare. Era un tassello del suo puzzle filosofico: l'arte di essere un combattente completo, capace di usare ogni parte del corpo come un'arma, senza essere vincolato da tradizioni rigide.
Bruce Lee era probabilmente interessato al Savate perché aveva la reputazione di essere un'ottima disciplina di calcio, e un buon calcio faceva parte della sua filosofia generale di essere un atleta completo.
Il Savate, noto anche come boxe française, è un'arte marziale francese che combina i pugni della boxe occidentale con una varietà di calci precisi ed eleganti. A differenza di altre discipline come la Muay Thai, il Savate prevede l'uso esclusivo dei piedi per calciare e richiede l'uso di scarpe, un retaggio delle sue origini come tecnica di combattimento di strada.
Bruce Lee, che già nel 1960 cercava attivamente nuove arti marziali da studiare, vide nel Savate un'opportunità per ampliare il suo arsenale di calci. Secondo Dan Inosanto, uno dei suoi più stretti collaboratori, Lee studiò il Savate utilizzando film in Super 8mm che gli erano stati forniti da Ed Parker. Studiò, sperimentò e perfezionò queste tecniche prima di incorporarle nel suo sistema, il Jeet Kune Do.
La sua dedizione allo studio di quest'arte è testimoniata anche da un'antica locandina della boxe francese che teneva appesa nel suo ufficio alla Golden Harvest. La locandina, che confrontava la boxe inglese con quella francese, era un segno del suo costante interesse per l'apprendimento da ogni forma di combattimento.
Lee non si limitò a copiare le tecniche del Savate. Le studiò, le sperimentò e le adattò al suo sistema, arricchendo il Jeet Kune Do con nuovi strumenti e principi.
Secondo le fonti, Lee incorporò diverse tecniche di calcio del Savate nel JKD:
Il "Cross Stamp Kick": Questo calcio, che consiste in un movimento simile a un timbro incrociato, è stato notato da alcuni studiosi nei film di Lee, in particolare nel calcio che sferra al ginocchio di Chuck Norris in L'ultimo combattimento.
Il "Chassé" e il "Fouetté": Il Savate prevede calci come lo Chassé (calcio laterale o frontale a pistone) e il Fouetté (calcio circolare a frusta), che Lee studiò e adattò.
Il "Coup de pied bas": Un calcio basso alla tibia, eseguito con una caratteristica inclinazione all'indietro, è un'altra tecnica che Lee avrebbe potuto integrare.
Calci a frusta e combinazioni: Si ritiene che Lee abbia appreso dal Savate l'idea di usare la punta del piede (protetta dalla scarpa) per colpire il bersaglio e di creare combinazioni rapide con i piedi, simili ai jab multipli della boxe occidentale.
L'interesse di Lee per il Savate non era solo tecnico, ma anche filosofico. Il principio cardine del Jeet Kune Do è "assorbire ciò che è utile, scartare ciò che non lo è, aggiungere ciò che è unicamente tuo". Il Savate, con la sua combinazione di pugni occidentali e calci precisi, rappresentava un esempio perfetto di questa filosofia.
Lee era attratto dalla completezza del combattimento e il Savate, con il suo arsenale di colpi, era un ottimo strumento per raggiungere questo obiettivo. L'idea di poter usare i calci in modo efficiente e preciso, come parte di un sistema di combattimento più ampio, si allineava perfettamente con la sua visione di un "atleta completo".
Il Savate non fu la sola influenza su Bruce Lee, ma rappresenta un esempio perfetto del suo approccio alle arti marziali. Non si limitò a imparare una tecnica, ma la studiò, la analizzò e la integrò nel suo sistema, arricchendo il suo arsenale e la sua filosofia.
La sua ricerca del Savate, in un'epoca in cui era un'arte rara e poco conosciuta, dimostra la sua dedizione alla scoperta di ciò che funzionava, indipendentemente dalla sua origine o popolarità. Per Lee, il combattimento era un linguaggio universale, e il Savate era una delle sue parole più affascinanti.