sabato 30 novembre 2019

Dai Nippon Butoku Kai

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La Dai Nippon Butoku Kai (DNBK) (Kyūjitai: 大日本武德會; Shinjitai: 大日本武徳会 La più grande società giapponese di virtù marziali) è un'organizzazione di arti marziali con sede a Kyoto, in Giappone, fondata nel 1895 sotto l'autorità del Ministero dell'Educazione e sancita dall'Imperatore Meiji.
Il suo scopo originario era quello di standardizzare i sistemi e le discipline marziali in tutto il paese e fu la prima organizzazione ufficiale di arti marziali sancita dal governo. Al suo interno furono accentuate le virtù marziali dei guerrieri samurai e le loro storiche ed eccellenti abilità nelle discipline del combattimento in un'epoca in cui la contaminazione col mondo occidentale era vista come potenzialmente nociva per elementi essenziali per la cultura giapponese come il bushido e il bugei.
L'organizzazione si sciolse spontaneamente il 31 ottobre 1946 in risposta all'ordine impartito, dopo la fine della seconda guerra mondiale, dal generale Douglas MacArthur che imponeva la soppressione di tutte le organizzazioni di carattere militare; rinascerà nel 1957 con una nuova visione filosofica e un nuovo atto costitutivo.

Discipline marziali
Le discipline che sono ufficialmente riconosciute dalla Dai Nippon Butoku Kai sono le seguenti:
  • Jujutsu
  • Aikijujutsu
  • Karate-dō
  • Aikidō
  • Judo
  • Iaidō
  • Kendō
  • Okinawan kobudo
  • Aikido Kobayashi Ryu


venerdì 29 novembre 2019

Wakizashi

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La wakizashi (脇差) è un'arma bianca manesca del tipo spada del Giappone,

Descrizione ed uso
La wakizashi era solitamente portata dai samurai insieme alla katana. Quando indossate insieme la coppia di spade era detta daishō ("grande e piccola", grande per la katana e piccola per la wakizashi).
La lunghezza della lama è compresa tra 1 shaku (30,3 cm) e 2 shaku (60,6 cm).
Mentre il samurai poteva (a volte) riporre la sua katana, per esempio in caso di visite ufficiali, egli non si separava mai dalla wakizashi, che veniva chiamata "la guardiana dell'onore".
La coppia di spade veniva portata dal samurai infilandole nella cintura: la katana al fianco sinistro, ed il wakizashi davanti al ventre (hara, sede dell'anima per i giapponesi). Da qui il concetto di "guardiana dell'onore", che spiega anche perché i samurai si tagliassero il ventre per suicidarsi.
Veniva anche utilizzata dal samurai per suicidarsi (seppuku) ma solamente nei casi di assenza del più pratico ed usato, per questo tipo di funzione, coltello (tantō).


giovedì 28 novembre 2019

Colpo di grazia

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Con colpo di grazia si indica l'attacco finale condotto con un'arma nei confronti di una persona incapace di difendersi (perché condannata a morte, disarmata in combattimento o gravemente ferita).
In passato era un atto di pietà: inferto a un combattente ferito sul campo di battaglia, gli evitava le sofferenze di una lenta agonia, dovute anche ai limiti di una medicina campale carente. Con l'avvento di disinfezione, antidolorifici e anestetici questa definizione perse il valore originale, rimanendo nel linguaggio con il significato esteso di "colpo finale". Il colpo di grazia veniva di solito inferto con una daga, chiamata per questo misericordia, da un prelato, a volte un vescovo, a fine battaglia.
In tempi più recenti, con l'applicazione della fucilazione come metodo di esecuzione di un condannato a morte, il colpo di grazia viene tipicamente comminato con un colpo di pistola alla nuca, generalmente dall'ufficiale che comanda l'esecuzione.


mercoledì 27 novembre 2019

Danna (Giappone)

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La parola danna (旦那) in giapponese significa padrone, ma in relazione con la geisha questo termine significa cliente-marito.
Il danna è colui che si occupa di tutto ciò di cui ha bisogno una geisha, paga le sue spese, acquista i suoi costosissimi kimono, la sommerge di regali e a volte, se è particolarmente generoso, le compra anche un'abitazione, o una ochaya (casa da tè); per questo motivo di solito i danna sono persone molto importanti e facoltose.
Tra le altre cose è anche il finanziatore dei suoi spettacoli (la geisha deve pagare per potersi esibire), quindi può essere considerato una sorta di mecenate.
Spesso i danna erano già piuttosto avanti con gli anni, quindi alla loro morte una geisha poteva trovarne un altro.
Colui che sceglieva una geisha per diventare il suo danna stipulava un contratto con la proprietaria dell'okiya, non molto diverso da un contratto di matrimonio, e saldava tutti i debiti che la geisha aveva nei confronti della "madre". La geisha aveva la possibilità di rifiutare un danna, ma solo se era molto richiesta, in caso contrario rischiava di non trovarne un altro, cosa che l'avrebbe legata per sempre a lavorare per la "madre".
Il danna solitamente era già sposato, ma in passato questo non era un problema per la vera moglie, anche perché solitamente i matrimoni erano combinati dalle famiglie degli sposi, non erano una scelta dettata dall'amore. In secondo luogo era molto prestigioso avere per amante una geisha famosa, o a volte anche più di una.
Ovviamente geisha e danna non vivevano sotto lo stesso tetto, ma quando egli annunciava una sua visita la geisha doveva dimostrarsi totalmente disponibile nei suoi confronti, anche se in sua assenza poteva avere anche altri clienti.
Mentre in passato il danna era necessario per una geisha, attualmente è una figura sempre più rara. Capita a volte che una geisha si innamori (anche se non dovrebbe farlo) e decida di sposarsi, abbandonando la professione e magari diventando insegnante di danza o di shamisen.


martedì 26 novembre 2019

Dakyu

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Il dakyu (打毬 Dakyū) è un antico gioco equestre giapponese.

Storia
Originario della Cina,le prime notizie di questo gioco risalgono all'VIII secolo: la più antica testimonianza scritta è in un documento del 727 d.C. Lo scritto descrive una sfida disputata a Kasugano, nella provincia di Nara, mentre nello stesso anno un editto dell'imperatore proibiva le discipline equestri perché troppo popolari, impoverendo le forze della cavalleria imperiale. È rimasto popolare tra l'aristocrazia fino al periodo Kamakura, quando si estinse a poco a poco (l'ultima partita è stata registrata nel 986).
Nel XVIII secolo il gioco riapparve, in gran parte dovuto al sostegno di Tokugawa Yoshimune. A questo punto si era evoluto da un gioco simile al polo (usando bacchette) a qualcosa di più simile al lacrosse. Durante questo periodo, il dakyu era considerato come un corollario per l'addestramento militare (allo scopo di una formazione delle competenze necessarie per maneggiare una lancia a cavallo). Questo aspetto è stato sottovalutato in epoca Meiji, quando il gioco ancora una volta perso la sua diffusione. Oggi sopravvive solo come assetto culturale; viene praticato come forma di spettacolo, soprattutto in Cina, in occasione di rievocazioni storiche.

Regole
Nella sua forma primitiva il gioco consiste nel colpire una pietra sferica con lunghe pertiche di legno. Le competizioni si svolgevano su campi non delimitati da alcun lato e lo scopo era quello di spingere la sfera nella zona avversaria.
Nel XV secolo vengono stabilite delle dimensioni per il campo (20 m di larghezza e 50 m di lunghezza) e fissato a 5 il numero di giocatori per squadra.
Nel XVI secolo si sostituiscono gli strumenti del gioco: dalle pertiche si passa a mazze con lunghe canne terminanti con rete metallica che cattura e sposta la palla, come nel lacrosse. Lo scopo è quello di tirare la palla dentro il cerchio avversario (46 cm di diametro) posto a 2,13 m dal suolo. Una partita è divisa in due tempi e termina quando una delle due squadre arriva a 12 punti.

Stile Kagemiryu
Nello stile di gioco Kagemiryu o Hachinohe, che risale al XVIII secolo, le squadre sono composte da quattro cavalieri ciascuna. I giocatori corrono a sospingere palline del diametro di 30 cm del loro colore nei quattro obiettivi posti nel campo (due per ogni lato), tirando da una distanza predefinita tra i 18 e i 27 metri dall'obiettivo. Un obiettivo centrato è segnalato da percussioni, tamburi per la squadra bianca, gong per la squadra rossa. La squadra vincente è la prima a mettere tutte le palle in gol.

Stile Yamagata
Nello stile Yamagata o Imperiale, vengono utilizzati bastoni più brevi (solo 1 metro, meno della metà della lunghezza di quelli utilizzati nello stile Hachinohe), ed entrambe le squadre devono centrare un unico obiettivo. La palla è anche più piccola, avendo soli pochi centimetri di diametro. Nei giochi in stile Yamagata vengono utilizzate cinque sfere, mentre undici nello stile imperiale. Quando l'obiettivo ha ricevuto tutte le palle, una palla finale chiamata agemari è messa in gioco; a seconda di quale squadra poi ha segnato con la agemari vince la partita.



lunedì 25 novembre 2019

Combattimento corpo a corpo

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Il combattimento corpo a corpo è una modalità di combattimento ravvicinato, tra due o più persone. Si intende generalmente un combattimento a mani nude disarmato, o utilizzando armi bianche quali manganelli, lame, fucili muniti di baionette. L'espressione viene utilizzata in special modo per confronti con esiti mortali, come nei combattimenti militari o di duello. Ciò lo distingue dalla disciplina sportiva (sport da combattimento), quest'ultima praticata anche per scopi di autodifesa.

Storia
Le organizzazioni militari hanno sempre istruito i propri soldati nel combattimento disarmato da affiancare al combattimento armato. I soldati Cinesi sono stati addestrati nel combattimento disarmato fin dalla Dinastia Zhou (1022 a.C. - 256 d.C.).
L'addestramento rimase anche dopo cambiamenti tecnologici importanti nei conflitti quale l'uso della polvere da sparo nelle guerre napoleoniche, la mitragliatrice nella guerra russo-giapponese e nella guerra di trincea della prima guerra mondiale. Per esempio, un metodo di combattimento corpo a corpo come quello con l'uso della baionetta è rimasto comune nell'addestramento militare moderno, benché l'importanza di addestramento convenzionale sia notevolmente declinata dopo il 1918.
Durante la seconda guerra mondiale, il combattimento con la baionetta non è stato sempre insegnato alle reclute: dal 1944 i fucili tedeschi cominciarono ad essere prodotti senza alette per l'innesto della baionetta. A partire dal conflitto, l'utilizzo di tale tecnica è stato notevolmente ridimensionato, per poi essere rivalutato dopo la fine della guerra del Vietnam, col proliferare dei conflitti a bassa intensità e della guerra urbana hanno messo in evidenza l'utilità di addestrarsi in questa disciplina.

Caratteristiche
Queste arti di combattimento sono abilità militari essenziali anche nella guerra moderna. Le armi da fuoco possono essere perse o rotte, o possono non riuscire ad essere imbracciate. Quando le forze amiche e nemiche vengono a scontrarsi in campi ristretti e confusionali in cui le armi da fuoco e le granate non sono utilizzabili, l'abilità di combattimento corpo a corpo si trasforma in un bene vitale.
Vi sono antiche tradizioni di combattimento corpo a corpo. La maggioranza delle culture ha i propri dati storici particolari relativi al combattimento ravvicinato e specifici metodi di pratica. Ci sono molte varietà all'interno delle arti marziali, compresa la boxe. Altre varianti includono i combattimenti dei gladiatori di Roma antica e degli eventi medioevali di torneo come le giostre.

Stili e tipologie
I vari tipi e sistemi di combattimento corpo a corpo sono il frutto del lavoro di dozzine e perfino di centinaia di istruttori dedicati e personali, conosciuti e sconosciuti. Altri sistemi di combattimento corpo a corpo moderni che hanno le loro origini nell'ambiente militare sono il cinese San Shou, il sovietico Sambo, il russo Systema, gli israeliani Kapap, Kalah, Hashita e Krav Maga e l'italo-americano Wilding o autodifesa istintiva.
Il combattimento urbano in ambito, così come viene insegnato dai tempi della Seconda guerra mondiale, è stato in gran parte codificato da William Ewart Fairbairn e Eric Anthony Sykes, conosciuti principalmente per aver creato il coltello da combattimento Fairbairn-Sykes.
Fairbairn e Sykes lavorarono a Shanghai nella Polizia Municipale e contribuirono ad insegnare alle forze armate britanniche una tecnica rapida, efficace e semplice per combattimento con o senza armi in situazioni di mischia. Addestramento simile è stato fornito ai commando britannici, alla Brigata del diavolo, all'OSS, ai Rangers dell'esercito di Stati Uniti ed ai Raiders di Marina. Fairbairn chiamò questo sistema Defendu e scrisse varie pubblicazioni su di esso, come fece il suo collega americano Rex Applegate.
Attualmente la maggior parte delle forze speciali militari e dei corpi speciali delle forze di polizia (teste di cuoio) studiano e si allenano nelle arti marziali miste (MMA).
Qualora si faccia utilizzo di armi si parla di Close Quarters Battle CQB se coinvolge una squadra o un plotone, o Military Operations on Urban Terrain MOUT a livelli tattici elevati.

Utilizzo
Nella maggior parte dei casi il combattimento corpo a corpo viene insegnato ad agenti di polizia, per le arti marziali o per il combattimento sportivo, ma vi sono molti casi in cui vengono addestrati anche i civili per l'autodifesa.
La specializzazione e lo stile di addestramento al combattimento vengono sviluppati sia per corpi speciali addestrati per combattere in guerra, ad esempio i corpi d'élite e i commando: unità che tendono ad avere un addestramento molto più completo sul combattimento ravvicinato che la maggior parte degli altri militari, che per uomini che operano in contesti civili. In Italia ad esempio corpi di polizia istruiti alla disciplina sono i NOCS o il Gruppo di Intervento Speciale dei Carabinieri.