mercoledì 31 maggio 2017

Jeet Kune Do

«Il Jeet Kune Do rifugge dal superficiale, penetra nel complesso, va al cuore del problema e ne individua i fattori chiave.»
(da jeet kune do il libro segreto di Bruce Lee)





Emblema del JKD. I caratteri cinesi intorno al Taijitu dicono: "Nessuna via come via, nessun limite come limite" (inglese: Using no way as way, having no limitation as limitation").
Il Jeet Kune Do (截拳道), abbreviato in JKD, è un'arte marziale, non tradizionale, scientifico-filosofica basata sul combattimento "essenziale" fondata dal celebre shifu Bruce Lee negli anni sessanta. In cantonese Jeet significa "intercettare", Kune "pugno" e Do "via"; Jeet Kune Do significa, quindi, la "La via del colpo intercettore".

Origine

Il suo fondatore, Bruce Lee, nel 1957 all'età di 16 anni iniziò a praticare Wing Chun dal maestro Yip Man, ed il giovane allievo si rivelò particolarmente dotato nelle arti marziali. Quando nel '59 si trasferì a San Francisco, Lee iniziò ad interessarsi anche ad altre arti marziali, oltre al Wing Chun. Lesse numerosi libri e studiò diversi modi di combattere, focalizzando il proprio interesse soprattutto sulla boxe, e imparò persino a ballare il Cha cha cha. Andando controcorrente, Lee preferì, quindi, appoggiarsi anche alle arti marziali occidentali, nonostante provenisse da un insegnamento orientale. Avendo imparato uno stile di combattimento che sfruttava i colpi da breve o brevissima distanza, Lee risultava evidentemente impreparato nel combattimento dalla distanza lunga e media, e poiché il Wing Chun non prevede combattimenti a lunga distanza, si sarebbe trovato spiazzato contro un avversario che combattesse in tale modo: di conseguenza approfondì anche quest'ambito del combattimento. Pensava che un buon artista marziale dovesse essere completo: era, quindi, indispensabile saper tirare calci da lontano e da vicino, pugni alti e bassi. Iniziò ad allenarsi modificando il wing chun classico che aveva appreso: apportò modifiche alla posizione di guardia, ad alcuni angoli e aggiunse anche una distanza lunga di tecniche di calci che derivava da studi sugli stili di kung fu del nord. Lee approfondì anche le sue conoscenze scientifiche: chinesiologia , fisiologia, dietistica, ecc...

«Per cogliere l'essenza delle arti marziali occorrono intelligenza, lavoro assiduo e perfetta padronanza delle tecniche. Per dominare un'arte marziale non sono sufficienti un allenamento intensivo e l'uso della forza. È necessario «capire», e presupposto della comprensione è lo studio dello sviluppo del movimento naturale in tutti gli esseri viventi. Ma è utile anche osservare gli altri, i modi e la rapidità con cui agiscono e i loro lati deboli. Anzi, proprio la conoscenza di questi elementi ci consente di battere i nostri avversari.»
(da Jeet kune do. Il libro segreto di Bruce Lee)

«Alcune arti marziali sono molto popolari perché sono belle da vedere, caratterizzate da tecniche fluenti, scorrevoli. Ma attenzione! Sono come un vino che è stato annacquato. E il vino annacquato non è vero vino, non è un vino buono, un prodotto genuino. Altre fanno meno figura, però - come sai - hanno un non-so-che, un tocco di autenticità, il sapore della genuinità. Sono come le olive. Il loro sapore può essere aspro, dolce-amaro. Ma l'aroma persiste. E impari ad apprezzarle. Mentre nessuno ha mai apprezzato un vino annacquato.»
(da Jeet kune do. Il libro segreto di Bruce Lee)


Le origini di quello che Bruce Lee chiamava Jeet Kune Do, si hanno nel 1965, quando aveva una palestra ad Oakland. Allenandosi con James Lee, Bruce continuò a modificare il Wing Chun fino a renderlo differente e denominandolo successivamente, Jun Fan Gung Fu, il kung fu di Jun Fan (il nome cinese di Bruce Lee), un'arte ancora molto simile al Wing Chun. Lo scontro tra Bruce Lee e Wong Jak Man si rivelò un punto di svolta per lo sviluppo del Jeet Kune Do. Lee concluse dal combattimento che la stretta aderenza al sistema di forme del Wing Chun classico era limitativa in situazioni di combattimento reale. Egli decise quindi di studiare altre arti marziali, Judo, Ju Jitsu, Karate, Taekwondo, Savate, Muay Thai, Aikido, Silat, Tai Chi, Panantukan e svariati stili di kung fu, e addirittura prese in considerazione la scherma occidentale, assorbendo ciò che risultava utile e scartando ciò che non era necessario. Il termine ufficiale fu scelto da Lee nel 1967 dopo un'intensa sessione di sparring con Dan Inosanto. Il continuo processo di evoluzione del JKD culminò quando nel 1970, a seguito di un incidente, costretto a letto, Lee iniziò un'intensa attività di elaborazione filosofica e metodologica. A seguito di ciò si completò la sua filosofia/metodo di stile senza stile, nessun metodo come metodo.

«Io non ho inventato un nuovo stile, non ho composto né modificato ciò che si trova all'interno di distinte forme in "quel" metodo e in "quell'altro". Al contrario, spero di liberare i miei seguaci dall'aggrapparsi a stili, modelli, o forme. Ricordate che il Jeet Kune Do è solo un nome usato, uno specchio nel quale vedere "noi stessi"... Il Jeet Kune Do non è una istituzione organizzata della quale si può essere un membro. O si capisce o non si capisce. Non vi è alcun mistero sul mio stile, i miei movimenti sono diretti, semplici e non classici. La straordinaria forza del Jeet Kune Do risiede proprio nella sua semplicità... Sono sempre convinto che il modo più semplice è il modo più giusto. Il Jeet Kune Do è semplicemente l'espressione diretta dei propri sentimenti con il minimo dei movimenti e di energia…»
(da "Liberate Yourself From Classical Karate")

Cos'è il JKD

Il JKD è un'arte, scienza e filosofia del combattimento ideata da Bruce Lee attraverso un processo di semplificazione, modificazione e aggiornamento di tecniche e principi combattivi appartenenti sia alle arti marziali orientali che agli sport da combattimento occidentali.
Il JKD promuove il concetto di semplicità, efficacia ed economia delle energie ed esclude la distinzione in scuole e stili.
Inoltre, accoglie al suo interno alcuni principi filosofici del Taoismo, Buddhismo Zen, del Maestro indiano Krishnamurti e del Pragmatismo.
Per quanto riguarda il bagaglio tecnico-tattico, Lee analizzò molti sistemi di combattimento tra i quali Judo, Ju Jitsu, Karate, Taekwondo, Kendo, Muay Thai, Aikido, Silat, Tai Chi, Panantukan e svariati stili di kung fu, ma le arti marziali e gli sport da combattimento che ispirarono maggiormente Bruce Lee nel processo di sintesi e intuizione del JKD sono il Pugilato e la Scherma (il riferimento a queste discipline è costante nelle migliaia di pagine di scritti di Bruce Lee, laddove gli altri metodi vengono esauriti in poche righe, in cui si limita ad elencarne punti deboli e punti forti) , e in minor misura il Wing Chun ed alcune tecniche di gamba appartenenti agli stili di Kung Fu della Cina del Nord e alla Savate francese.
Di notevole supporto per Lee fu lo studio delle teorie e metodologie dell'allenamento, nonché della fisiologia e biomeccanica del corpo umano, in quanto influirono positivamente nell'elaborazione del JKD tanto quanto l'analisi dei vari stili di combattimento.
Ogni tecnica del Jeet Kune Do è stata sviluppata dal suo stesso creatore: Bruce Lee. Il principio dell'economia della linea diretta e di combattimento ridotto all'essenziale, nonché gli esercizi per lo sviluppo dell'equilibrio e della sensibilità (chi-sao), vengono direttamente dal Wing Chun. La posizione, il footwork, e altre strategie di movimento del JKD vengono assorbite dalla scherma. Anche il principio di base del JKD di intercettare l'avversario, infatti, è un atteggiamento tipico della scherma. Ed è proprio questo principio che dà il nome al Jeet Kune Do. Secondo Aldo Nadi e Julio Martinez Castello, due schermidori citati ampiamente negli scritti di Lee, l'idea centrale della scherma è poter sistemare il proprio avversario in modo da poterlo intercettare e colpirlo in un suo punto debole. Per i movimenti e la generazione massima di forza, Lee s'ispirò a pugili come Dempsey, Haislet, Driscoll. Anche costoro sono stati ampiamente citati negli scritti di Lee. Il jab verticale del JKD, il corretto allineamento, il modo di colpire un corpo, la rotazione del bacino e altre tecniche ancora derivano tutte dal pugilato. Sembra inoltre che abbia visto e rivisto moltissimi incontri di Muhammad Ali e Joe Louis, in quanto stimava entrambi i loro stili pugilistici. Le tecniche di gamba sono sempre ispirate dai principi del pugilato e della scherma occidentale e in minor misura dalla Savate francese e dagli stili di kung fu della Cina del nord.
A differenza degli stili orientali, da cui proveniva Lee, nel Jeet Kune Do si riscontra la totale assenza di kata. Secondo Lee, infatti, gli insegnamenti proposti dai kata non potevano risultare efficaci nei combattimenti reali. A proposito degli insegnamenti delle arti marziali classiche, Lee sosteneva che:

«[...] tutti gli stili rappresentano un prodotto di azioni che assomigliano molto a una nuotata sulla terraferma, perfino la scuola del wing chun.»
(da Manuale pratico del Jeet Kune Do)

Nonostante abbia avuto forti influenze dalla scherma e dal pugilato, mantenendo anche alcune tecniche ed esercizi provenienti dal Wing Chun e dagli altri stili cinesi, è importante precisare che il JKD non è boxe, non è scherma e non è wing chun. Ogni singola tecnica è stata oggetto di analisi scientifiche, è stata modificata e adattata per funzionare in situazioni reali di combattimento.Va quindi specificato che il JKD non va considerata un'arte marziale ibrida, non è un miscuglio di arti marziali e non va neanche confuso con il Jun Fan Gung Fu , ovvero ciò che Bruce Lee praticava prima di elaborare il Jkd. Il Jeet kune Do non va quindi considerato come un Wing Chun modificato né tanto meno come il precursore delle moderne Arti Marziali Miste.
Bruce Lee riteneva importante conoscere le caratteristiche dei vari sistemi in quanto adattarsi a tutti i metodi significava poter affrontare combattenti esperti in discipline diverse , adattandosi comunque al loro modo di combattere senza che essi potessero portarlo,combattivamente parlando, nel campo e nella distanza a loro congeniale o comunque ad attuare tecniche e strategie vincenti. Bruce Lee sviluppò il Jeet Kune Do, con l'essenzialità del suo approccio tecnico e dei suoi principi, proprio per non avere bisogno d'altro.
D'altronde, come egli disse:
«Il miglior combattente non è un pugile, un karateka o un judoka. Il miglior combattente è qualcuno che si può adattare a qualsiasi stile di combattimento».
È importante sottolineare che il processo di analisi dei vari stili combattimento è una fase prettamente precedente al 1967. Una volta costituito il Jeet Kune Do, Bruce Lee, anche se continuò ad affinare la sua arte al fine di renderla sempre più efficace, migliorando anche l'adattamento alle altre arti marziali, non infranse né diluì i principi cardine del suo jeet kune do, come la semplicità, non telegraficità ed economia dei movimenti, azione diretta e non classica, lato più forte avanti con uso predominante del braccio e della gamba avanzata, arma più lunga verso il bersaglio più vicino e singola scelta di reazione. C'è da dire inoltre che il Jeet Kune Do, pur essendo un'arte marziale che tratta tutte le distanze di combattimento, è un’arte principalmente offensiva basata sull'attacco e sul contrattacco, che mette al primo posto il principio di intercettazione .

Principi pratici del Jeet Kune Do

Bruce Lee lasciò una grande quantità di consigli, studi, scritti, appunti personali e pubblici riguardo al JKD.

«1. Rigorosa economia strutturale nell'attacco e nella difesa (attacco: arti avanzati vivi/difesa: mani che trafiggono).
2. Armi versatili, calci e pugni sferrati "con arte senza arte", senza attenersi ai metodi, per evitare parzializzazione
3. Ritmo spezzato, mezzo ritmo e ritmo intero o ritmo di trequarti (ritmo del JKD nell'attacco e nel contrattacco) le 5 vie di attacco estrapolate da scherma e boxe
4. Allenamento coi pesi, allenamento scientifico supplementare e messa a punto completa
5. Movimenti diretti, il "movimento diretto del JKD" in attacchi e contrattacchi sferrati dalla posizione in cui si è (senza modificarla)
6. Tronco mobile e lavoro di gambe disinvolto
7. Materia morbida e tattiche di attacco imprevedibili
8. Corpo a corpo spietato:
  • a. abbattimento con astuzia
  • b. atterramento
  • c. presa stretta
  • d. immobilizzazione
9. Irrobustimento dell'intero organismo (allenamento totale e allenamento mediante contatto, su bersagli mobili)
10. "Armi" potenti rese aguzze dal continuo "affilamento"
11. Espressione individuale e non produzione di massa, vitalità e non morta applicazione di regole classiche (comunicazione vera)
12. Oltre ai movimenti fisici, cura la 'continuità dell'io che si esprime'
13. Totalità, non frammentarietà strutturale
14. Rilassamento e insieme potente penetrazione. Ma un rilassamento ricco di elasticità, di scatto, non un corpo fisicamente rilassato. E versatilità mentale
(interiore)
15. Flusso ininterrotto (movimenti rettilinei e curvi, in alto e in basso, verso destra e verso sinistra, passi laterali, oscillazione verticale e circolare del busto, movimenti circolari con le mani)
16. Atteggiamento ben bilanciato durante il movimento, costantemente. Continuità fra massima tensione e massimo rilassamento.»
(da Jeet Kune Do. Il libro segreto di Bruce Lee"")

Varie scuole di JKD

Molte scuole di JKD nacquero a seguito della morte del suo creatore, alcune originate direttamente dai suoi allievi, altre di seconda generazione, diverse senza nessun legame e infine, altre che usano il nome JKD solo per pubblicizzare il proprio stile.
Le due principali scuole in quest'ambito sono: Jeet Kune Do Original - Jeet Kune Do Concepts.
Nel Jeet Kune Do Original o Jun Fan Jeet Kune Do si studia solo ciò che Bruce Lee aveva elaborato ed insegnato tra il1967 e il 1973 cercando di tramandarlo il più fedelmente possibile. Tra gli allievi di prima generazione atti a preservare e diffondere l'originale arte del jeet kune do vanno inclusi Ted Wong, Bob Breemer, Jerry Poteet .
Nel Jeet Kune Do Concepts si analizza in "chiave jkd" le altre arti marziali, assorbendone tecniche e principi utili in termini di efficacia, integrandole eventualmente al bagaglio tecnico del jun fan gung fu e jeet kune do original. Gli allievi di prima generazione che si sono orientati verso questa visione del JKD sono Dan Inosanto, Richard Bustillo e Larry Hartsell.
Ci sono poi gli allievi della scuola di Seattle che appresero solo la versione modificata dello stile Wing chun con elementi di altri stili cinesi, solitamente chiamato Jun Fan Gung Fu, e fra questi spiccano Jesse Glover e Taky Kimura.
Nella scuola di Oakland, Bruce Lee introdusse elementi di Boxe occidentale. È in questo periodo storico che vi è il passaggio definitivo da un allenamento improntato sul Kung fu, il cui nucleo era costituito dal Wing Chun, al Jeet Kune Do. Solitamente ci si riferisce a quest'arte sempre col nome di Jun Fan Gung fu, ma alcuni allievi preferiscono definire questo approccio combattivo col nome Oakland Jeet Kune Do, per via dell'introduzione di principi e tecniche che hanno in seguito portato alla nascita del Jeet Kune Do a Los Angeles. Tuttavia questo nome non sarebbe corretto perché tale pratica trascura altri principi importantissimi nell'era di Los Angeles e ancora ingloba principi e strutture tipiche del Jun Fan Gung Fu. L'allievo più importante della scuola di Oakland era l'assistente istruttore James Yimm Lee.

Bruce Lee Foundation

La più famosa corporazione atta a preservare e a diffondere l'arte originale di Bruce Lee è la Bruce Lee Foundation, creata dagli stessi familiari di Lee e di cui fanno parte anche alcuni allievi diretti di sifu Lee, come Ted Wong e Taky Kimura. La BLF possiede i diritti sul marchio del JKD e organizza la sua corretta diffusione. La BLF rilascia il proprio marchio solo a chi insegna l'arte ufficiale di Lee, il Jun Fan JKD. Chi ne è sprovvisto, insegna un'arte marziale che la BLF non riconosce come Jeet Kune Do, quindi frutto di proprie manipolazioni e non degli insegnamenti del maestro Lee.

Perché Jun Fan JKD?

Per evitare che il JKD originale fosse confuso con quello insegnato da altri, cioè dei propri adattamenti liberi su ciò che aveva insegnato Lee, dal 2004 la BLF ha posto prima del nome Jeet Kune Do il nome Jun Fan (in cinese "colui che apporta sviluppo alla propria nazione"), uno dei nomi con i quali i genitori di Bruce erano solito chiamare quest'ultimo; così, ora, il nome ufficiale dell'arte marziale di Bruce Lee è Jun Fan Jeet Kune Do, letteralmente: il Jeet Kune Do di "colui che apporta sviluppo alla propria nazione".

Critica al Jun Fan Jeet Kune Do come stile e metodo

Una sempre più folta schiera di appassionati di JKD decide di interpretare il JKD come concepito nella fase finale della vita di Bruce e prende una posizione critica nei confronti delle scuole di JKD. Questa critica nasce dalle numerose affermazioni di Bruce e, secondo i critici, dalla stessa natura del JKD:
«Il JKD NON consiste nell'accumulare una conoscenza fissa piuttosto è un processo che induce a scoprire le cause dell'ignoranza...»
(da "Liberate Yourself From Classical Karate")



«Per ragioni di sicurezza la vita, che non ha limiti, viene trasformata in qualcosa di morto, in un modello che ha dei limiti. Per capire il Jeet Kune Do, getta alle ortiche tutti gli schemi, tutti i modelli, tutti gli stili e lo stesso concetto di ciò che non è ideale nel Jeet Kune Do. Sai definire una situazione senza darle un nome? Definire, dare un nome, fa paura»
(da "Jeet Kune Do. Il libro segreto di Bruce Lee")

«In definitiva l'uomo di JKD che afferma che il JKD è esclusivamente il JKD, non ha capito niente. Si aggrappa ancora alla resistenza del suo io limitante... lasciatemi ripetere ancora una volta che il JKD è solo un nome, una barca che viene usata per una traversata e che una volta usata si lascia, e non va trasportata sulle spalle... Non confondete il dito con la luna...»
(da "Il Tao del Dragone")

Il JKD è oggi visto da molti come un percorso marziale, una filosofia volta a rendere completo l'approccio alle arti marziali e alla vita. Non sono pochi quindi coloro che praticano un determinato stile e affermano di praticare anche JKD.

Critica al Jeet Kune Do Concepts

Secondo i sostenitori del Jun Fan JKD, i praticanti del JKD concepts tendono ad avere una propria evoluzione e quindi uno stile personale che non può essere più etichettato come JKD. Oltre al fatto che l'accumulo di tecniche rende il JKD meno semplice e meno essenziale, secondo le affermazioni dello stesso Bruce:
«Ogni giorno qualcosa di meno, non qualcosa di più: sbarazzati di ciò che non è essenziale.»
(da "Jeet kune do. Il libro segreto di Bruce Lee")



«Non vi è alcun mistero sul mio stile. I miei movimenti sono semplici, diretti e non classici. La parte straordinaria di esso sta nella sua semplicità. Ogni movimento nel Jeet Kune Do è il prodotto di se stesso. Non c'è nulla di artificiale in esso. Credo sempre che il modo più semplice sia la strada giusta.»
(da "Liberate Yourself From Classical Karate")

La difficoltà principale nel considerare la maggior parte dei sistemi di combattimento che affermano di ispirarsi ai concetti di JKD ( jeet kune do concepts ) in linea con il "jeet kune do arte marziale" sta proprio nel fatto che gli istruttori che praticano tali sistemi non rispettano alcuni dei principi fondamentali facenti parte del JKD stesso , ad esempio:
- " semplicità, non telegraficità ed economia dei movimenti, azione diretta e non classica, lato più forte avanti con uso predominante del braccio e della gamba avanzata,arma più lunga verso il bersaglio più vicino e singola scelta di reazione. il Jeet Kune Do è un'arte principalmente offensiva basata sull'attacco e sul contrattacco che mette al primo posto il principio di intercettazione ".
Appare quindi difficile analizzare in chiave jkd alcune arti marziali aventi principi cardine esattamente antitetici a quelli riportati sopra. Inevitabilmente una delle due nature andrebbe completamente "corrotta " o "intaccata", rendendo quindi il jeet kune do "arte marziale" assai differente dai vari "jkd concepts", i quali concetti il più delle volte portano all'elaborazione di sistemi di combattimento ibridi o a vere e proprie "Arti Marziali Miste da strada".
Il primo marzialista a coniare il termine "JKD Concepts" è stato Dan Inosanto, tuttavia sono stati alcuni tra i suoi più importanti allievi a incoraggiare l'uso di questo termine in contrasto col jun fan/jeet kune do, tra i quali Paul Vunak, i Dog Brothers, Burton Richardson e altri ancora. I loro sistemi di combattimento, infatti, ben riflettono la loro natura ibrida, nata dalla miscela di tecniche appartenenti a varie arti marziali (Kali, Silat, Jun Fan Gung Fu, Muay Thai, Brazilian Ju Jitsu..).

L'eredità del Piccolo Drago

Bruce Lee rilasciò ai suoi studenti tre diversi certificati. Su un certificato si legge “Jun Fan Gung Fu Institute”, su uno “Bruce Lee's Tao of Gung Fu” e su un altro “Bruce Lee' s Jeet Kune Do”.
Il certificato “Jun Fan Gung Fu” fu rilasciato nelle scuole di Lee. Chi frequentava i corsi al Jun Fan Gung Fu Institute, poteva conseguire questo certificato. Gli altri due certificati “Bruce Lee's Tao of Gung Fu” e “ Bruce Lee' s Jeet Kune Do” sono stati distribuiti principalmente agli studenti privati che lo hanno seguito nelle ultime fasi dello sviluppo della sua arte marziale. Oltre a questa differenza esiste anche una spiegazione cronologica. Il certificato “Jeet Kune Do” fu l'ultimo ad essere donato da Lee in termini di tempo. È, inoltre, molto meno diffuso rispetto agli altri. Bruce Lee certificò personalmente quattro allievi: Taky Kimura, James Yimm Lee, Dan Inosanto e Ted Wong. Tra essi solo i primi 3 ebbero formalmente il permesso di insegnare il programma didattico sviluppato da Bruce Lee.
Taky Kimura venne certificato nel Jun Fan Gung fu, dove ottenne il 5º grado tecnico. In questa disciplina è il più esperto degli allievi di Lee. James Yimm Lee venne certificato istruttore nel Jun Fan Gung Fu, dove ottenne il 3º grado tecnico. Dan Inosanto fu l'unico allievo ad essere certificato sia nel Jeet Kune Do che nel Jun fan Gung fu e nel Tao of Gung Fu . Ottenne il 3º grado tecnico in tutte e 3 le discipline. Ted Wong è stato allievo diretto e sparring partner di Bruce Lee. Dopo poche lezioni effettuate nella scuola di Los Angeles nel 1966, nel 67 Lee lo scelse come suo studente privato per collaudare tecniche e strategie di combattimento. Le Agende personali di Lee testimoniano che i due si incontrarono in almeno 122 occasioni tra il 67 e il 71. Ted Wong ha ricevuto il certificato nel Jeet Kune Do e prima ancora nel Tao of Gung Fu, direttamente da Bruce Lee, ottenendo il 2º grado tecnico in entrambe. Bob Bremer frequentò assiduamente le lezioni alla scuola di Los Angeles sotto la direzione dello stesso Lee. Fece anche parte insieme a Jerry Poteet, Steve Golden, Pete Jacobs e Daniel Lee di un gruppo chiuso di studenti privati e in seguito continuò a praticare sotto la guida di Dan Inosanto, venendo certificato Istruttore. Insieme agli amici e compagni di allenamento Tim Tackett e Jim Sewell fondò il Wednesday Night Group, attualmente ancora in attività. Jerry Poteet apprese il JKD direttamente da Bruce Lee e fu il secondo allievo tesserato della scuola di Los Angeles. Oltre alla normali lezioni in palestra, Jerry venne selezionato a far parte di un gruppo chiuso di 5 studenti, che Lee addestrava privatamente. Venne introdotto ai vari aspetti dell'arte di Bruce Lee, tra cui il Wing Chun modificato, i 5 metodi di attacco e altro ancora. Dopo la morte del Piccolo Drago, continuò lo studio del JKD direttamente sotto la guida di Inosanto, che lo certificò Istruttore. Jesse Glover fu il primo studente di Lee e il suo primo assistente istruttore non certificato. Conobbe Bruce nel 1959 e praticò con lui fino al 1962. È in questi anni che Bruce Lee passò dal Wing chun tradizionale ad un suo approccio non classico, per poi inserire anche elementi di altri stili cinesi, comprese le tecniche di gamba degli stili di kung fu del Nord Cina per poter sopperire a quelli che considerava i limiti del wing chun, il tutto sempre con un approccio non ortodosso per quei tempi (Jun Fan Gung Fu; Bruce Lee' Tao of Chinese Gung fu). Jesse prese questa idea di non classicità, mantenne la struttura del wing chun e cominciò ad insegnare, con il permesso di Bruce Lee, il suo personale metodo di combattimento, che chiamò Non Classical Gung Fu. Bruce Lee chiese espressamente sia a lui che a Jemes Demile di non usare i termini Wing Chun, per rispetto verso Yip Man, e Jun Fan, visto che a quei tempi egli si stava ulteriormente distaccando da ciò che precedentemente aveva insegnato a Jesse. Anche James Demile, uno dei suoi primi studenti, dopo aver praticato con Bruce per qualche tempo, ideò un sistema di arti marziali e difesa personale che chiamò Wing Chun Do (letteralmente "la via dell'eterna primavera", termine coniato e registrato qualche anno dopo la morte di Lee). Anche questo sistema trae la sua origine dai principi del wing chun.

martedì 30 maggio 2017

Chun Kuk Do

Chuck Norris, il fondatore del chun kuk do






Il Chun Kuk Do è un'arte marziale ibrida creata e insegnata per primo da Chuck Norris. La frase "Chun Kuk Do" (천국도 Cheongukto) significa "via universale". Quest'arte consiste in una combinazione tra Tangsudo, Taekwondo, Brazilian Jujitsu, Lotta libera, Muay Thai, Karate Shotokan, Judo, Kickboxing, Pugilato e alcune altre arti marziali.
Ogni estate l'organizzazione della UFAF (United Fighting Arts Federation) organizza un congresso/torneo di chun kuk do a Las Vegas.

Codice d'onore

Il chun kuk do include un codice d'onore e delle regole, come molte altre forme di arti marziali. Queste regole sono un codice personale di Chuck Norris:
  1. Svilupperò al massimo le mie potenzialità in ogni modo.
  2. Dimenticherò gli errori del passato e farò pressione sulle ambizioni più grandi.
  3. Sarò sempre in uno stato mentale positivo e comunicherò questa sensazione a tutte le persone che incontro.
  4. Lavorerò continuamente per lo sviluppo dell'amore, felicità, lealtà nella mia famiglia e riconoscerò che altro successo non potrà compensare il fallimento nella mia casa.
  5. Cercherò la parte buona in tutte le persone e farò diventare utile questo sentimento.
  6. Se non ho niente di buono da dire riguardo ad una persona, non dirò niente.
  7. Dedicherò così tanto tempo al miglioramento di me stesso che non avrò tempo per criticare gli altri.
  8. Sarò sempre entusiasta per il successo degli altri come lo sono per il mio.
  9. Terrò un atteggiamento di mente aperta verso un punto di vista di un'altra persona, mantenendo come punto fermo quello che so essere veritiero e onesto.
  10. Manterrò rispetto per le autorità e manifesterò questo rispetto sempre.
  11. Rimarrò sempre leale al mio Dio, il mio paese, la famiglia e i miei amici.
  12. Rimarrò molto orientato verso i miei obiettivi in tutta la mia vita perché quest'attitudine positiva aiuta la mia famiglia, il mio paese e me stesso.
Il chun kuk do è basato su quattro principi:
  • Disciplina
  • Integrità
  • Lealtà
  • Rispetto

Gradi di cinture colorate

Nel chun kuk do i gradi di cintura sono i seguenti:

Bianca
Oro
Viola
Arancione
Blu
Verde
Rossa
Nera
(10 dan)
Ci sono anche gradi avanzati: tra una cintura e l'altra c'è una cintura intermedia con una striscia orizzontale con il colore della prossima cintura. Ci sono dieci gradi di cinture nere, benché Chuck Norris sia l'unica cintura nera di decimo dan. Quando si riceve il quinto dan si è qualificati, automaticamente, come Maestri.

lunedì 29 maggio 2017

Arte marziale ibrida

Risultati immagini per Arte marziale ibrida


Un'arte marziale ibrida (anche conosciuta in lingua inglese come hybrid fighting systems) indica arti marziali o sistemi di combattimento corpo a corpo nati dalla fusione di più sistemi differenti e che quindi incorporano tecniche o teorie da molte arti marziali particolari.

Caratteristiche

Mentre numerose arti marziali potrebbero anche prendere in prestito o adattarsi ad altre per alcuni punti, un'arte marziale ibrida vera e propria dà rilievo alle sue origini stilistiche. Un esempio di queste è il kajukenbo, nella cui pratica include specifici elementi dal karate, judo, jūjutsu, kenpō e sanda.
Altri termini come arti marziali miste e combattive forse sono a volte visti come sinonimi di arti marziali ibride, ma come termini hanno in realtà altri significati: arti marziali miste o MMA si riferiscono a un tipo di sport da combattimento in cui si incorporano tecniche da differenti discipline, mentre le combattive sono associate all'United States Army.

Esempi

Il primo probabile precedente storico dell'incrocio culturale ibrido delle arti marziali è il bartitsu, nato tra il 1899 ed il 1902 come combinazione di molte forme del jūjutsu tradizionale, kōdōkan judo, boxe inglese, savate e stick fighting.
In tempi più recenti, invece, è stato sviluppato il daido Juku come arte marziale e sport da combattimento dalla fusione del kyokushinkai e del judo, integrandoci elementi presi anche da muay thai, kickboxing e Jiu jitsu brasiliano.
Le arti marziali ibride sono ampiamente adoperate anche in ambito militare per via della relativa velocità di apprendimento: ne è un esempio il Nagasu do, sistema di combattimento creato dall'ex operatore dello Special Air Service Mick Gould, che si basa su un mix di Jūjutsu, Judo ed Aikidō o il più conosciuto Krav Maga, inizialmente messo appunto dal lottatore ebreo Imi Lichtenfeld per difendersi dalle rappresaglie naziste nei ghetti, in seguito adottato su larga scala dalle Forze di difesa israeliane, dal Mossad e da molte forze militari straniere per via della sua versatilità; del Krav maga esistono due varianti: una militare ed una civile, la seconda si discosta dalla prima poiché meno brutale e letale.
Alcune delle più famose arti marziali ibride vennero elaborate in Giappone a partire dagli anni '70, grazie ad Antonio Inoki che organizzò degli eventi di combattimento sportivo interstile definiti Ishu Kakutōgi Sen (異種格闘技戦, letteralmente "scontri di sport da combattimento eterogenei"), in seguito conosciuti con il nome di "Shoot Wrestling", all'interno del quale era permesso usare sia tecniche di lotta (wrestling-grappling) che tecniche di "striking" (pugni-calci-ginocchiate-gomitate). Successivamente, a metà degli anni '80, partendo da questo principio di complementarità tra sport da combattimento e lotta, Sensei Satoru Sayama ideò lo Shooto, con l'intento di creare uno sport realistico che potesse competere a livello internazionale con ogni tipo disciplina marziale, "scremando" perciò nel tempo le tecniche ritenute meno efficaci e sviluppando invece le migliori. A partire dal 1989 lo Shooto divenne anche il nome di una delle prime e più importanti organizzazioni di arti marziali miste professionistiche. Parallelamente allo Shooto e allo Shoot Wrestling, le arti marziali miste giapponesi vennero conosciute per molto tempo anche con il termine Shootfighting, fino a quando tale termine non venne registrato da Bart Vale. Attualmente egli lo utilizza per descrivere la sua tecnica di combattimento ibrida derivata dalla fusione tra lo shoot wrestling appreso in Giappone e la sua esperienza nell'American Karate e nella Kickboxing. Va sottolineato che nonostante sia lo Shooto che lo Shootfighting nacquero dalla fusione di alcune delle migliori tecniche di wrestling e di striking, le tecniche e più in generale i principi e le tattiche di lotta risultano prioritari, mentre i colpi e i principi di striking ricoprono perlopiù un ruolo di secondaria importanza. Nel 1985, Caesar Takeshi ideò la Shoot boxing, uno sport da combattimento simile alla kickboxing ma che prevede anche l'utilizzo di proiezioni e tecniche di sottomissione in piedi come strangolamenti e chiavi alle braccia, ma diversamente dallo Shooto e dallo Shootfighting, essa non prevede fasi di combattimento a terra.
Alcuni considerano il sistema di combattimento Jeet Kune Do un'arte marziale ibrida, oltre che una filosofia. In realtà, nonostante Bruce Lee, il creatore del sistema, analizzò e apprese svariati stili di combattimento, il Jeet Kune non è un mix di tecniche prelevate dalle altre arti marziali, ma è un sistema di combattimento autoctono che possiede una propria struttura ed è costituito da principi e tecniche peculiari. Nonostante ciò, rimane comunque evidente che la Boxe, la Scherma e il Kung fu abbiano enormemente ispirato Lee nella sintesi, intuizione ed elaborazione del Jeet Kune Do.
È corretto invece considerare un'arte marziale ibrida il Jun Fan Gung Fu, ciò che Bruce Lee praticava prima di sintetizzare il JKD.

domenica 28 maggio 2017

Kajukenbo

Risultati immagini per Kajukenbo




Il Kajukenbo o Kajukembo è un'arte marziale ibrida, orientata prevalentemente alla difesa personale. Nasce in epoca recente, dalla fusione di cinque stili tra loro differenti. Stile codificato dopo la seconda guerra mondiale in Oahu nelle isole Hawaii, quale metodo di autodifesa contro i criminali ed i soldati della marina americana che avevano preso di mira i locali. Il più importante dei cinque creatori è Adriano Emperado, che dopo alcuni anni è stato invitato negli Stati Uniti, dove lo stile si è largamente diffuso. Il Kajukenbo è per definizione un metodo dove sia le difese sia gli attacchi sono in continuo cambiamento. È un sistema in rapida evoluzione, in grado di appropriarsi di qualunque tecnica utile.

Storia

Gli stili che compongono il Kajukenbo

Gli stili che lo compongono danno anche l'origine alla sua definizione:
  • Ka - Il tangsudo, o stile coreano del karate.
  • ju - il jūdō ed il jujitsu, di origine giapponese
  • ken - il kenpo o il kempo, di origine cinese e giapponese
  • bo - il pugilato (boxe) americano, e il wushu o kungfu cinesi.

I fondatori del Kajukenbo

Cinque maestri delle arti marziali diverse si riunirono per completare la loro idea:
  • Peter Young Yil Choo - Campione hawaiano di pugilato e il maestro di tangsudo
  • Joseph Holck - Maestro di judo Kodokan e di jujitsu di Danzan Ryu
  • Frank Ordoñez - Maestro di judo Kodokan e di jujitsu di Sekeino
  • Adriano Emperado (chiamato "sijo" - "il fondatore") - Maestro di Kempo di Kara-ho e di Eskrima
  • George "Clarence" Chang - Maestro di pugilato cinese di Shaolin (Sil Lum kung fu, nord e del sud)

1945-1959

Tra il 1945 ed il 1947 i fondatori della disciplina avevano sintetizzato le loro conoscenze con la pratica. Avevano studiato in dettaglio tutte le possibili tipologie di aggressione che un individuo avrebbe potuto subire nella realtà. Più tardi hanno deciso di chiamare questo sistema "Kajukenbo". Inoltre decisero anche di creare la Società delle Cinture Nere e simultaneamente l'istituto dell'Autodifesa di Kajukenbo. Con il tempo, ciò che loro avevano insegnato, si era trasferito sulla Costa del Pacifico degli Stati Uniti: infatti, nel 1958, alla base d'aria di Travis in California, il maestro Aleju Reyes apre la prima scuola al di fuori delle isole Hawaii, e diede speciali lezioni ai membri dell'esercito dell'aria degli Stati Uniti d'America. Uno di questi membri era il professore Richard Peralta che nel 1959 iniziò a praticare il Kajukenbo.
Nel 1959, il Sijo Emperado, ha aggiunto le tecniche del Wushu al Kajukenbo, cambiando l'arte marziale in una combinazione fluente di tecniche "dure" e tecniche "molli".

Dopo 1959

Charles Gaylord, Ramos Tony ed Aleju Reyes, che avevano ricevuto le cinture nere da Emperado, hanno trasmesso il kajukenbo al continente americano. Ciascuno di loro apre la sua propria scuola in California. Nel 1969, Tony Ramos ha praticato con Bruce Lee ed ha scambiato con lui le sue tecniche. Aleju Reyes morì nel 1977 e Tony Ramos nel 1999 alle Hawaii. Charles Gaylord aveva personalizzato la tecnica inventando il cosiddetto "Metodo Gaylord". È attualmente presidente dell'Associazione del Kajukenbo dell'America ed ha ereditato l'arte del suo sijo.
La sua diffusione nel resto del mondo abbastanza modesta, è legata principalmente all'iniziativa di singoli individui che l'hanno trasferita nei luoghi ove si trovavano per motivi di servizio. Maestro di tale arte è stato Kenzo Roroi, co protagonista di alcuni film.

Il Kajukenbo ora

Attualmente, il Kajukenbo annovera più tecniche di prese e più proiezioni di altre scuole di Kenpo. Le tecniche di difesa di tale arte marziale, sono una fusione di colpi presi dai diversi stili, che, in una sequenza micidiale, conduce all'immobilizzazione, spesso definitiva, dell'avversario. Include: leve alle articolazioni, collegamenti tra due ossa, colpi bassi, e attacchi con l'aiuto di diverse combinazioni. Anche se contiene certi aspetti della competizione, si concentra principalmente sul vero combattimento e sul significato delle analisi pratiche. In generale, le persone che praticano il Kajukenbo pensano che le azioni considerate eticamente "disgustose e estremamente sgradevoli", come i colpi negli occhi o nel genitali, possono essere permesse, se aiutano con la difesa contro l'aggressore. La maggioranza di scuole del Kajukenbo evita i trucchi ed movimenti, spettacolari ma poco pratici. I piani di studi includono diversi contrattacchi contro i colpi con di pugno, contro i coltelli, contro i bastoni, contro l'arma da fuoco e contro prese di lotta.
Anche se i diversi tipi del Kajukenbo hanno origine da una base comune, sono possibile delle variazioni. Tale arte marziale è basata su quattro stili diversi. È impossibile incorporarli interamente: la specializzazione è inevitabile. Un approccio aperto spinge pertanto le scuole di Kajukenbo ad incorporare nella sua pratica colpi e tecniche provenienti da altre arti marziali. Gli esempi sono l'Escrima filippina e l'Aikido giapponese.
Certe scuole di Kajukenbo dirigono l'attenzione a 26 forme ("Kata") fondamentali. Tali Kata erano stati suddivisi in 13 "Pinyans" e 13 "Concentrazioni". Ognuna possiede il suo nome specifico: per esempio, la prima è chiamata "il colpo della gru/l'artiglio della tigre". Il nome di ogni "Concentrazione" descrive il suo movimento caratteristico. Allora, la prima concentrazione include un colpo della gru ed un artiglio della tigre. Queste sequenze sono incorporate in Kajukenbo per migliorare le capacità dello studente. Ogni movimento in queste forme ha il suo significato. Per esempio, il primo movimento nella "Pinyan 1" è un colpo esterno destro che si porta durante il movimento nella posizione di flessione all'indietro. Questo movimento può essere applicato per bloccare un colpo con un pugno. Queste sequenze si concentrano anche nel combattimento che vede di fronte più di un avversario.
La Kajukenbo Prayer, di Frank Ordonez, include una consistente pratica mistica, pratica che manca alla maggior parte delle scuole. Agli studenti di questa arte marziale, viene nel corso del tempo insegnato che il Kajkenbo si basa su tre elementi fondamentali: spirito, mente e corpo. Nel corso degli insegnamenti gli studenti e l'istruttore nello stesso modo aprono le loro mani per rappresentare la pace; poi salutano con una riverenza per esprimere il rispetto. Il saluto viene praticato in molte scuole: nello stesso modo, sia gli studenti che gli istruttori, quando entrano in palestra, salutano le persone che hanno raggiunto il livello di cintura nera.

I gradi ed i titoli

Cintura
Tempo approssimativamente (mese)
bianca
4
gialla
5
arancione
6
porpora
7
blu
8
verde
9
marrone III
6
marrone II
6
marrone I
6
nera
12



I gradi ed i titoli sono diversi in alcune scuole. Le persone che hanno raggiunto il livello di cintura nera, avevano ricevuto titoli di origine cinese:
  • Sijo (in cinese: "il professore, il fondatore") è il grado più alto. Rappresenta il fondatore della scuola. Questo titolo è usato da Adriano Emperado.
  • Sigung ("il grande padre") rappresenta l'insegnante degli insegnanti - il sesto grado di maestria o sopra.
  • Sifu ("il padre") rappresenta l'insegnante - dal terzo al quinto grado di maestria.
  • Sibak ("il fratello più vecchio") rappresenta l'assistente dell'insegnante - la persona che aiuta nell'istruzione - sotto il terzo grado di maestria.
Le persone che hanno cinture nere dell'ottavo grado sono titolati "i professori", il nono grado di maestria è "il grande maestro" (grandmaster).


sabato 27 maggio 2017

Tsubo

Risultati immagini per Tsubo



Nella medicina tradizionale cinese gli tsubo sono 361 punti del derma su particolari linee energetiche chiamate meridiani, attraverso le quali è possibile accedere al sistema energetico di ogni individuo mediante una particolare sollecitazione con aghi nell'agopuntura o con la pressione manuale nello shiatsu.
Ogni tsubo possiede un nome che ne specifica una caratteristica e/o la localizzazione anatomica: "piccola residenza", "alloggio dell'energia", "cancello inferiore" ecc. Ciascuno di essi è collegato attraverso il sistema neurovegetativo a uno o più organi interni.
Attraverso la stimolazione di ciascuno tsubo mediante aghi, pressioni o moxa, è possibile ottenere effetti terapeutici e/o antalgici, anche immediati, sull'organo o gli organi ad esso collegato. Risultati stupefacenti si possono avere in particolare su problemi alla testa, allo stomaco o alla schiena.
Una mappatura degli tsubo con i relativi effetti è nel testo "Tsubo" di Katsusuke Serizawa.

Nell'universo immaginario di Naruto, ogni individuo possiede 361 punti "di fuga", tramite i quali si può controllare il flusso del chakra, l'energia presente in ogni persona; nell'universo di Ken il guerriero coloro che praticano le micidiali arti marziali "Hokuto Shinken" e "Hokuto Ryuuken" sconfiggono i loro avversari colpendo i punti di pressione per far esplodere gli avversari. In Hunter x Hunter gli shouko vengono paragonati agli tsubo.  

venerdì 26 maggio 2017

Naha-te

La genealogia del Naha-te (in Giapponese)
Naha-te (那覇手 Okinawan: Nāfa-dī) è un termine usato prima della Seconda guerra mondiale per indicare il karate che si praticava nell'area intorno a Naha, l'antica città commerciale del Regno delle Ryūkyū e oggi città capitale delle isole di Okinawa. Si crede derivi dallo Shōrei ryū.
Nelle prime decadi del XX secolo, ci si riferì alle arti marziali di Okinawa con il nome te, che nella lingua giapponese significava "mano". Il Te venne spesso accompagnato al nome di una città, per distinguere i vari stili di te, e spesso la parola faceva da prefazione all'area di origine, per esempio: Naha-te, Shuri-te, o Tomari-te.
Il Naha-te si basava originariamente sul sistema della Gru Bianca di Fujian della Cina meridionale, che confluì ad Okinawa agli inizi del XIX secolo attraverso Kumemura (Kuninda); il Naha-te nacque nell'allora sobborgo di Naha, e continuò a svilupparsi ed evolversi fino ad essere formalizzato da Higaonna Kanryō negli anni ottanta. L'Okinawa-te o più semplicemente Te, detta anche Tode, si differenziò subito in tre stili, a seconda dei luoghi di Okinawa in cui veniva praticato: il Naha-te (sul modello del kung fu/gongfu della Cina meridionale), il Shuri-te e il Tomari-te (entrambi sul modello del kung fu/gongfu della Cina settentrionale).
Nei primi anni del XX secolo, furono fondate diverse organizzazioni ufficiali di arti marziali okinawensi, e grazie alla loro influenza la parola karate divenne ampiamente accettata come un termine generico per qualsiasi tipo di arte marziale okinawense senza armi. Con la popolarità del termine karate, la pratica di nominare ogni tipo di arte marziale a partire dalla sua area geografica di origine declinò. Dal Naha-te derivò uno stile di karate: il Goju-ryu. Il termine Naha-te non è più di uso corrente.

Importanti maestri okinawensi di Naha-te

  • Isei Kogusuku
  • Ranhō Maezato
  • Seishō Arakaki
  • Higaonna Kanryō
  • Chōjun Miyagi
  • Kyoda Jūhatsu
  • Kenwa Mabuni

Kata importanti

  • Sanchin
  • Saifa
  • Seienchin
  • Seipai
  • Seisan
  • Shisochin
  • Suparinpei

Stili di Naha-te

Ulteriori stili di Naha-te sono:
  • Gōjū-ryū,
  • Tōon-ryū (sviluppato dagli studenti di Higaonna Kanryō),
  • Kogusuku-ryū,
  • Ryūei-ryū
ed altri ancora.
Al di fuori degli stili di Naha-te veri e propri, ricordiamo che dalle arti marziali Naha-te e dal Kung Fu il Mushindo Kempo ha preso alcuni aspetti.





Jimpul

Risultati immagini per Jimpul



Il jimpul (chiamato anche jumbul, mandau pasir, parang djimpul, parang jimpul) è un'arma tradizionale delle popolazioni Dayak e Kenyah originarie del Borneo. È un'arma ibrida tra il mandau e il langgai tinggang originatasi all'incirca tra il 1870 e il 1885.

Descrizione

La lama del jimpul ha i lati piatti ed è ricurva; si allarga verso la punta e termina con un angolo obliquo o una punta di tipo "drop point". La parte tagliente è più lunga del dorso della lama. La lama può avere due o tre scanalature vicine al dorso, così come uncini e sporgenze (dette krowit) vicine all'elsa o al filo. Su entrambi i lati dell'elsa possono essere presenti scene di caccia. L'impugnatura e il fodero sono fatti nello stesso modo che nel mandau, con la differenza che il fodero è ricurvo e ricalca la forma della lama.

giovedì 25 maggio 2017

Gosoku Ryū

Risultati immagini per Gosoku Ryū


Il Gosoku Ryū ( 剛速流) è uno stile di Karate fondato dal Gran Maestro Soke Kubota Takayuki, 10 Dan, fondatore e presidente della International Karate Association, Inc. In giapponese, la parola, "Gosoku" esprime il concetto di "duro e veloce", il che suggerisce una combinazione tra tecniche dello stile Shotokan, veloce e dinamico, con le tecniche dello stile, Goju Ryū, duro e concreto.

Soke Kubota Takayuki

Il maestro Soke Kubota Takayuki |宗家洼田孝行| nasce il 20 settembre 1934, nella prefettura di Kumamoto, Giappone, luogo in cui visse, per gli ultimi sei anni della sua vita, anche il famoso e leggendario schermidore Miyamoto Musashi. Detiene il titolo di Soke, grazie al suo contributo dato allo sviluppo dello stile karate Gosoku Ryū. Nel 1950 fu istruttore di auto-difesa per il dipartimento di polizia di Tokyo, dove venne notato per la sua competenza nel praticare uno stile di karate pratico ed efficiente. Ha dedicato la sua vita per l'apprendimento, la creazione, l'insegnamento e l'applicazione di tecniche di autodifesa per militari, polizia e personale civile. Si è guadagnato i gradi cintura di nera di karate, Judo, aikido e kendo . Fu anche l'inventore della Kubotan, un portachiavi di autodifesa che porta il suo nome. È inoltre fondatore e presidente della International Karate Association, Inc.

Sistema dei gradi

L'avanzamento nei gradi, come indicato dal colore della cintura, è un processo che valuta nel tempo il miglioramento nel controllo e nella coordinazione di corpo e mente durante la pratica di un'arte marziale. La durata del tempo necessario per raggiungere un determinato livello, dipende in gran parte dalla dedizione e dell'impegno del singolo studente. Ogni persona, indipendentemente dall' età, genere, o talento innato, può diventare abile, solo se applica diligentemente le tecniche insegnate.
La progressione dei gradi del karate si riflette nella differenziazione dei colori delle cinture. Vi sono due grandi classificazioni: i gradi delle cinture nere sono chiamati dan, mentre tutti quelli al di sotto della cintura nera sono definiti kyū.
Nel Gosoku-ryū, vi sono nove gradi di kyu :
Bassissima

10° Kyu
Cintura bianca

9° Kyu
cintura gialla

8° Kyu
Cintura arancione

7° Kyu
Cintura blu

6° Kyu
Cintura porpora

5° Kyu
Cintura verde

4° Kyu
Cintura verde

3° Kyu
Cintura marrone

2° Kyu
Cintura marrone

1° Kyu
Cintura marrone

Highest



Origini

L' International Karate Association venne fondata nel 1953 a Tokyo, in Giappone, allo scopo di promuovere l'insegnamento e lo stile Gosoku Ryū del karate. Gosoku Ryū, "lo stile di forza e rapidità," incorpora i metodi di Goju Ryū e Shotokan karate con jujitsu aikido, e judo. Viene applicato in modo da difendersi da qualsiasi attaccante proveniente da tutti i lati. L' International Karate Association crebbe rapidamente, fino alla sua attuale quota di 100.000 aderenti, distribuiti in 45 paesi diversi. Nel 1964, il maestro Kubota Takayuki si è recato negli Stati Uniti. Fu in grado di interessare al suo stile di arte marziale molti giovani di talento allo scopo di creare il primo nucleo della succursale statunitense. Sotto la tutela Kubota, l' International Karate Association ha ottenuto ampio riconoscimento nel mondo delle arti marziali. I membri dell'organizzazione hanno vinto diversi titoli, tra cui quelli statali vinti nello Stato della California, nazionali vinti negli Stati Uniti e i Campionati del Mondo. L' International Karate Association ha la sua sede centrale a Glendale (California).


Maggiori differenze con gli altri stili

Lo stile Gosoku Ryū è simile allo stile del karate Shotokan. Si differenzia da quest'ultimo in quanto al suo interno sono presenti sia i movimenti potenti e lineari dello Shotokan sia movimenti veloci, circolari e morbidi del Goju Ryū. Viene data molta enfasi sull'applicazione pratica e sullo sparring. Le posizioni sono generalmente più corte quando si mettono in atto posizioni difensive o di transizione e posizioni più lunghe, nei movimenti potenti. Durante i calci e nel kihon, l'insieme delle tecniche fondamentali, le mani sono tenute in guardia. Il Gosoku Ryū insegna l'uso delle spazzate veloci. Nel kumitego allenamenti, gli attacchi finiscono sempre sul pavimento. Il gioco di gambe, la velocità e la potenza usata dalla rotazione delle gambe costituiscono la particolarità del Gosoku Ryū rispetto agli altri stili. Il Gosoku Ryū presenta al suo interno tecniche di Aikido, Judo, e Jujitsu utilizzate nel combattimento.

Armi del Kobudo

Sul dojo vengono utilizzate molte armi: il Kubotan, il Tonfa, il Kama, il Jō, il Bokken, il Bokuto, lo Shinai, il Tsue (walking cane), e la Katana, o spada giapponese. Il maestro, Soke Kubota Takayuki addestrò i suoi allievi con Taira Shinken imparando gli antichi kata del Kobudo, mentre sviluppava i suoi per la sua scuola. I kata del Kobudo da lui creati da lui :
  • Tonfa - Washi no kata, Juji no uke.
  • Jō - Keibo jitsu, Ken shin ryū.
  • Tsue - (walking cane) Tsue ichi no kata, ni no kata, san no kata, yon no kata, go no kata, roku no kata, Mawashi no kata.
  • Katana - creati dal maestro Kubota: Sankaku giri, Atemi no kata, Kubo giri, Gyaku giri, Iaido ichi no kata, ni no kata, san no kata, Toshin.
  • Bokken - Ken no Michi, Ken no Mai