Il nome completo di quest'arte, Tai Chi Chuan, si traduce letteralmente come "Pugno Supremo Finale". Già questo dovrebbe far capire che le sue radici sono profondamente marziali. La verità è che il Tai Chi non è solo una ginnastica dolce; è un sistema di combattimento completo, e alcuni stili hanno preservato questa eredità molto più di altri.
Per capire la differenza, bisogna guardare alla storia delle sue due principali famiglie.
Il Tai Chi come lo conosciamo oggi è principalmente merito della famiglia Yang. Yang Luchan (1799 – 1872), il fondatore dello stile Yang, era un combattente talmente formidabile da essere soprannominato "Yang l'Invincibile", famoso per non aver mai perso un incontro. Il suo Tai Chi era un'arte marziale pratica e letale, appresa direttamente dalla famiglia Chen.
Tuttavia, fu suo nipote, Yang Chengfu (1883 – 1936), a compiere una scelta che avrebbe cambiato per sempre il volto del Tai Chi. Per rendere la disciplina accessibile alle masse e promuoverne i benefici per la salute e la longevità, semplificò i movimenti, eliminò gran parte delle esplosioni di energia (fajin) e delle posizioni profonde e faticose. La sua versione, più lenta e fluida, è quella che ha conquistato il mondo.
Oggi, quando si dice "Tai Chi" in occidente, nella stragrande maggioranza dei casi ci si riferisce allo stile Yang nella sua forma più "soft".
Se cercate le vere radici marziali del Tai Chi, dovete guardare allo stile Chen. È considerato il più antico dei cinque stili tradizionali di famiglia, e la sua essenza marziale non è mai stata diluita.
Mentre nello stile Yang i movimenti sono costantemente lenti, nello stile Chen il ritmo cambia: si alternano movimenti lenti e fluidi a scatti improvvisi, esplosivi e potenti, che sono la chiave per le applicazioni in combattimento.
Ecco cosa rende lo stile Chen una vera arte marziale:
Fajin (emissione esplosiva di energia): Non è una forza muscolare, ma un rilascio di energia coordinato che parte dal centro del corpo e si esprime in un colpo rapido, a volte con un caratteristico "scatto" del braccio o una torsione del busto.
Movimenti a spirale (Chansi Jin): Questa è la meccanica fondamentale che permette di assorbire e reindirizzare la forza dell'avversario. È l'equivalente marziale dell'idea di "cedere per vincere".
Posizioni basse: Le forme richiedono un grande sforzo fisico, per sviluppare radicamento e potenza nelle gambe.
Tecniche di bloccaggio articolare (Qinna) e proiezioni: Le forme non sono coreografie astratte, ma sequenze di movimenti che contengono leve, colpi e proiezioni.
Il maestro Chen Fake (1887-1957), che insegnò a Pechino, è una figura fondamentale per la sopravvivenza di questo stile. Le sue modifiche e il suo insegnamento hanno cementato la reputazione del Tai Chi Chen come arte marziale efficiente e letale.
Il cuore dell'allenamento marziale nel Tai Chi è il Tui Shou, o "Mani che Spingono". A differenza degli esercizi passivi che si vedono in alcuni corsi di benessere, nel Tui Shou marziale, due praticanti mantengono il contatto con le braccia, cercando di compromettere l'equilibrio dell'altro, individuare i punti deboli e eseguire proiezioni o atterramenti utilizzando la leva e la sensibilità, non la forza bruta. È una forma di lotta in piedi che sviluppa le qualità di "ascolto" e adattamento necessarie per il combattimento.
La prova più evidente che il Tai Chi può essere un'arte marziale pratica è il suo utilizzo come allenamento complementare nel Sanda, la kickboxing cinese.
Uno studio ha dimostrato che l'uso di forme di Tai Chi e del Tui Shou come allenamento ausiliario per gli atleti di Sanda ha migliorato significativamente il loro successo nelle proiezioni e la loro capacità di difendersi dai takedown. Questo perché i principi del Tai Chi aiutano a comprendere meglio il movimento del baricentro e a sviluppare una maggiore sensibilità al contatto. Non è raro che i praticanti di Tai Chi Chen si allenino attivamente con sacchi da boxe e guantoni per testare le loro abilità in competizioni a contatto pieno.
La differenza, dunque, non è tra un Tai Chi "marziale" e uno "del benessere", ma piuttosto tra due finalità e due metodi di insegnamento.
Lo stile Yang (e derivati) è stato deliberatamente adattato per la salute e la longevità. I suoi movimenti lenti e fluidi sono eccellenti per questo scopo e, per chi sa guardare, contengono ancora i principi marziali originali.
Lo stile Chen (e alcuni altri stili tradizionali) ha conservato intatta la sua anima di arte marziale. È caratterizzato da movimenti esplosivi, posizioni impegnative e un allenamento che mira all'efficacia nel combattimento.
Entrambi sono Tai Chi. Entrambi hanno valore. Ma se il tuo obiettivo è imparare a difenderti, lo stile Chen e il suo approccio marziale, con il Tui Shou e il Sanda, rappresentano la via autentica del "Pugno Supremo Finale".
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