giovedì 10 novembre 2016

Date Shigezane

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Date Shigezane (伊達 成実; 1568 – 17 luglio 1646) è stato un samurai giapponese della fine del periodo Sengoku e l'inizio del periodo Edo, appartenente al clan Date.
Shigezane era un figlio di Date Sanemoto ed era inizialmente conosciuto come Tōgorō. Era cugino di Date Masamune per parte di madre, e un cugino del padre Date Terumune di Masamune per parte di padre. Dopo essersi distinto nella battaglia di Hitadori (1585) gli fu assegnato il castello di Nihonmatsu e un reddito di 38.000 koku. Ebbe un ruolo considerevole nella sconfitta del clan Ashina nel 1589. Nel 1595, scontento per la sua ricompensa per la guerra Imjin, fuggì nel monte Kōya.
Nel 1600, durante la battaglia di Sekigahara, Uesugi Kagekatsu offrì a Shigezane un compenso esorbitante per diventare un vassallo del clan Uesugi, ma egli rifiutò dicendo "Non potrei mai diventare un vassallo." (Uesugi Sadazane, l'ultimo signore di Echigo della linea di sangue Uesugi, in passato voleva adottare il padre di Shigezane, ma il clan Date rifiutò. Se l'adozione fosse avvenuta, Shigezane sarebbe diventato il signore di Echigo dopo suo padre, e Kagekatsu, come uomo del clan Nagao, sarebbe stato un vassallo sotto il servizio di Shigezane).
Tuttavia Shigezane rientrò al servizio di Date Masamune nel 1600 e combatté nell'assedio di Osaka. Assieme a Oniniwa Tsunamoto e Katakura Kagetsuna era conosciuto come uno dei "Tre grandi uomini del clan Date".
Era famoso per la sua abilità nel combattimento.

mercoledì 9 novembre 2016

Wang Zhengnan muzhiming

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Il Wang Zhengnan muzhiming (王征南墓志铭, L'epitaffio di Wang Zhengnan) è un importante documento delle arti marziali cinesi. È lo scritto che si trova sulla stele della tomba del maestro Wang Zhengnan, realizzato nel 1669, per opera di Huang Zongxi (黄宗羲). È il testo più antico dove appaiono menzionati Zhang Sanfeng (张三峰) ed il Neijiaquan. Sempre in questo testo a Zhang sarebbe attribuita la fondazione di questo stile. Secondo questo epitaffio durante la dinastia Song, Zhang Sanfeng, ricevette in sogno l'insegnamento di Zhenwu (真武, divinità a cui è consacrato il Wudangshan) che gli rivelò i segreti dell'arte del combattimento. Al suo risveglio l'eremita lasciò il suo ritiro per presentarsi alla corte dell'imperatore Huizong. Intanto Zhang, cammino facendo, aveva decimato centinaia di briganti che infestavano la regione. L'Epitaffio precisa che l'arte marziale di Zhang, passò in seguito nella provincia dello Shaanxi dove egli reclutò un certo Wang Zong, poi a Chen Zoutong di Wenzhou nello Zhejiang. Questa arte conosciuta come Neijiaquan si impiantò quindi nella regione del Simingshan con il maestro Zhang Songxi. Del maestro Wang Zhengnan, il suo epitaffio, ricorda che seguì l'insegnamento di Dan Henchen, dopo aver faticato lungamente per divenirne discepolo. Siccome Dan non voleva rivelargli i segreti della sua arte, Wang lo spiava, perciò quando il maestro si ammalò gravemente egli si trovò ad essere l'unico discepolo al suo capezzale ed in ricompensa ricevette tutti i segreti del Neijiaquan. In seguito combatté nell'esercito Ming contro i Mancesi. Quando la sconfitta della dinastia Ming fu totale, Wang si ritirò a Ningbo vivendo nell'anonimato e rifiutando di mangiare carne finché il suo paese fosse stato occupato.

martedì 8 novembre 2016

Monti Wudang

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I Monti Wudang (in cinese: 武当山, Wǔdāng Shān), conosciuti anche col nome di Wu Tang Shan o semplicemente Wudang, sono una piccola catena montuosa che si trova nella provincia di Hubei, in Cina, poco a sud della città di Shiyan. Sono monti sacri e mete di pellegrinaggio per i fedeli taoisti e rappresentano una delle mete più rilevanti per il turismo cinese.
Queste montagne sono luoghi importanti sin dai tempi antichi per la presenza dei numerosi monasteri taoisti che vi si trovano, famosi come centri accademici di ricerca, insegnamento e pratica della meditazione, delle arti marziali cinesi, della medicina tradizionale cinese e delle pratiche e arti connesse all'agricoltura taoista. Già durante la dinastia Han le montagne attrassero l'attenzione dell'imperatore (fra il I e il III secolo). Durante la dinastia Tang (fra il 618 e il 907) venne costruito il primo tempio. Nel 1994 i templi delle montagne Wudang vennero inclusi nell'elenco dei Patrimoni dell'umanità dell'UNESCO.
Nel 1956 una grande quantità di statue antiche raffiguranti divinità e santi vennero fuse. Durante la rivoluzione culturale (1966 - 1976), con la quale venne attuata una capillare destituzione ed eliminazione delle religioni, i templi vennero svuotati, danneggiati, molti distrutti e dimenticati per decenni. Le attività religiose sono riprese di recente con il revival del Taoismo, alcuni templi, ricostruiti o restaurati, stanno tornando attivi e si stanno costituendo nuove comunità di monaci. Alcuni monasteri si sono organizzati in un'associazione, la Chiesa taoista dei monti Wudang. Nel giugno 2005 numerose comunità monastiche e maestri spirituali che si trasferirono in Taiwan per sfuggire alle persecuzioni sono stati autorizzati a fare ritorno presso i templi.
Fra gli edifici, costruiti ed ampliati soprattutto durante la dinastia Ming, si trovano costruzioni risalenti al VII secolo. Il complesso templare ha una grande valenza artistica, in quanto esprime l'apogeo raggiunto dall'arte e architettura cinese in un periodo di circa 1.000 anni.

lunedì 7 novembre 2016

Gaidojutsu

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Il Gaidojutsu è un'arte marziale fondata nel 1992 dall'allenatore professionista di arti marziali miste statunitense Greg Jackson.

Storia

Nato a Washington nel 1974 in una famiglia di lottatori di successo e trasferitosi a soli tre anni ad Albuquerque, nel New Mexico, nel 1992 Jackson si diploma nella locale Rio Grande High School e da allora si dedica allo sviluppo e all'insegnamento del Gaidojutsu (allargandosi poi alle MMA nel 2000).
Oggi Jackson è co-proprietario della Jackson Wink MMA Academy (dopo essere entrato in società con l'allenatore di strinking Mike Winklejohn nel 2007), universalmente riconosciuta come la migliore palestra di arti marziali miste del mondo.
A conferma del suo successo, Jackson ha vinto tre World MMA Awards: nel 2009 i premi come miglior allenatore e migliore palestra, l'anno successivo quello per il miglior allenatore dell'anno.

Cenni sulla tecnica

Il Gaidojutsu combina in sé tecniche rudimentali della lotta e della Kickboxing con alcune prese del Judo; nell'evoluzione di questa arte Jackson ha aggiunto a questa base elementi del grappling e del Jiu jitsu brasiliano.

Praticanti famosi

Il successo di questa tecnica è in non poca parte dovuto al fatto che molti combattenti professionisti se ne sono serviti nel corso della loro carriera; tra i più celebri si possono citare gli ex campioni UFC Frank Mir, Georges St-Pierre, Holly Holm, Jon Jones e B.J. Penn.

domenica 6 novembre 2016

Grandmaster

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Grandmaster (o Grand Master) e Master sono i titoli utilizzati per descrivere alcuni anziani o esperti artisti marziali. Tali titoli possono, in qualche misura, allineati a maestri anziani di arti marziali stock character in fiction. Nelle arti marziali orientali, i tradizionali sistemi dei titoli variano tra le nazioni e le arti, ma termini come "insegnante" erano più comuni di "master." L'uso moderno proviene dalla società occidentale degli anni 1950 con le storie di gesta marziali viste in Asia.

Sistemi tradizionali

Alcuni utilizzano l'equivalente di 'grandmaster', altri non hanno direttamente del termine equivalente e derivano direttamente da vecchi sistemi, altri sono relativamente moderni.

Giappone

Le arti giapponesi e derivate comunemente utilizzano Sensei (先生) che significa "insegnante" o letteralmente tradotto: "nato prima" o "uno che è andato prima". Un Sensei è una persona che ha la conoscenza ed è disposto ad insegnare ad altri la conoscenza. Un Sensei aiuta gli studenti al ken shiki "il perseguimento della conoscenza". Alcune organizzazioni, come Bujinkan, Kodokan (Judo e Shodokan Aikido, utilizzano il termine shihan per gli istruttori di alto livello o altamente distinti. Sōke (宗家), significa capo famiglia [casa]." è solitamente usato per riferirsi al "fondatore di uno stile" perché molti moderni sōke sono la prima generazioni di capo maestri della loro arte, ma ci si riferisce più correttamente come l'attuale capo. Un sōke è considerato la massima autorità nella sua arte ed ha il potere di emettere un certificato menkyo kaiden che indica che qualcuno padroneggia tutti gli aspetti dello stile.

sabato 5 novembre 2016

Seinosuke Mitsuya

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Seinosuke Mitsuya (Osaka, 4 ottobre 1946) è un karateka giapponese, maestro di Karate e Kobudo (8º Dan, Hanshi). Fondatore del Mitsuya-Kai International, vive in Italia, a Palermo.

Biografia

Il maestro Mitsuya è nato il 4 ottobre 1946 ad Osaka in Giappone. Sin da giovane iniziò lo studio delle arti marziali giapponesi (Karate e Kobudo) sotto la guida del maestro Teruo Hayashi.
Durante il periodo universitario il maestro Mitsuya fu l'assistente del maestro Teruo Hayashi, insegnando Karate e Kobudo presso la palestra principale. Fu capitano del club delle arti marziali della sua università, e ha guidato e coordinato anche altri club universitari della sua città d'origine, Osaka.
Negli anni settanta il Sensei Mitsuya lasciò il Giappone per trasferirsi negli Stati Uniti, dove collaborò con molte palestre. Durante questo periodo divenne il primo rappresentante all'estero dell'organizzazione Hayashi-ha Shito-ryu Kai fondata dal maestro Teruo Hayashi, per conto del quale diffondeva i principi del karate e kodubo secondo lo stile Hayashi.
A metà anni settanta il Sensei Mitsuya si trasferisce in Europa, e dopo aver lavorato in numerose città europee sceglie Palermo come base operativa per continuare il proprio lavoro di diffusione e rappresentanza dello stile Hayashi-ha.
Un importante riconoscimento per il maestro Mitsuya fu ottenere il grado di 8° Dan e il titolo di Hanshi datogli dal Soke Teruo Hayashi.
Ad oggi Hanshi Seinosuke Mitsuya, continua a lavorare per diffondere i principi del Karate grazie soprattutto all'organizzazione Mitsuya-Kai International da lui fondata e presieduta. Organizzazione alla quale sono affiliati numerosi gruppi da tutto il mondo.



Wado-Ryu

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Il Wado-Ryu, o anche Wadoryu (和道流 Wadō-ryū), è uno stile giapponese di karate fondato nel 1934 dal Gran Maestro Hironori Otsuka. Wadoryu significa Scuola/Stile (ryu) della Via (do) della Pace/Armonia (wa). Al contrario della maggior parte degli stili di karate, che sono stati sviluppati ad Okinawa, il Wado Ryu è il primo stile di karate ad essere originario del Giappone.

Lo stile Wadoryu

Pur trovando le sue origini nel Te di Okinawa, il Wadoryu è uno stile in qualche modo a sé stante. La sua caratteristica principale è la fusione operata dal M. Otsuka tra lo Shindo Yoshin Ryu Jujitsu e il Rykyu Kenpo To-Te-Jitsu. Le posizioni sono comode, morbide e la distanza di combattimento è medio-corta. Lo stile pone particolare attenzione alla mobilità, alla velocità e soprattutto alla fluidità delle tecniche con un uso sapiente del Taisabaki. Otsuka stesso insegnò che il proprio movimento è la manifestazione del proprio spirito. Caratteristica portante è inoltre l'ampio bagaglio di Jujitsu con lo studio approfondito di proiezioni (nage-waza), leve articolari (kansetsu waza), immobilizzazioni e strangolamenti (shime waza) che si accompagnano all'uso degli atemi waza (tecniche di percussione) derivati dal karate il cui scopo è quello di causare un trauma anatomico in zone sensibili del corpo umano per neutralizzare l'avversario nel modo più rapido possibile (con colpi alle articolazioni, al femore, all'inguine, alle ginocchia, alle fluttuanti, al fegato, alla gola, alle orecchie ecc.).
Al classico schema "attacco-parata-contrattacco" il maestro sostituì quello più efficace di "attacco-contrattacco" rifiutando dunque un contrasto cruento ma prediligendo, al contrario, l'evasione (Nagashi) e la schivata. Nei Kihon Kumite, infatti, che si possono definire la "summa" degli insegnamenti del maestro Otsuka, ritroviamo un concetto dinamico particolarissimo caratterizzato da: "schivata-contrattacco-proiezione(o sbilanciamento)" in un unico gesto tecnico. Osserviamo in ciò il principio di flessibilità (Ju) tipico del Jujitsu con l'adozione del principio di circolarità dell'Aikido. In tutto questo assume particolare importanza la rotazione delle anche. Tutte le tecniche Wado, in sostanza, richiamano all'essenzialità della difesa secondo il principio "sei ryoku zen‘ yo" (massimo risultato con il minimo sforzo). Fondamentale importanza assume nello studio degli atemi il controllo della respirazione e della muscolatura mediante la contrazione soltanto al momento dell'impatto per tornare immediatamente alla decontrazione muscolare.
Il programma tecnico di base dello stile comprende:
15/18 Kata
9 Kata codificati dal Maestro Otsuka:
  • Pinan Shodan
  • Pinan Nidan
  • Pinan Sandan
  • Pinan Yondan
  • Pinan Godan
  • Chinto
  • Kushanku
  • Naihanchi
  • Seishan
6/9 Kata aggiunti successivamente:
  • Bassai
  • Jion
  • Jitte
  • Kumpu
  • Niseishi
  • Rohai
  • Suparimpei
  • Unsu
  • Wanshu
I primi 9 sono i Kata codificati dal Maestro Otsuka (anche il Kata Kumpu sarebbe stato composto da Otsuka). I restanti Kata furono aggiunti successivamente.
42 Kumite:
  • 10 Ippon Kumite
  • 12 Sanbon Kumite (codificati dal maestro Tatsuo Suzuki ma ormai parte integrante del metodo)
  • 8 Ohyo Kumite (codificati dal maestro Tatsuo Suzuki ma ormai parte integrante della didattica Wadoryu)
  • 10 Kihon Kumite
  • 2 Nihon Kumite
Alla pratica superiore appartengono:
  • 10 Tanto Dori (difesa da coltello. Essendo di tradizione dell'Aikido, il maestro Otsuka era solito dimostrarli indossando l'hakama)
  • 5 Tachi Dori (difesa da spada)
  • 5 Idori (tecniche di difesa in seiza)
Dal punto di vista psicomotorio, il Wadoryu in generale, considerate le sue peculiarità può essere consigliato a bambini a partire da 5 anni indirizzandoli anche al pre agonismo. Anche chi è più maturo, o anziano lo può intraprendere amatorialmente: vista la sua fluidità di movimento, può essere consigliato per tonificare polmoni, diaframma ecc. ecc; inoltre nel karate ci si esercita scalzi e questo fortifica la pompa plantare rinforzando il cuore.



I Principi del Wadoryu

Sulla base del Rykyu Kenpo To-Te-Jitsu, Otsuka elaborò una serie di principi dinamici e di combattimento derivati dalla sua esperienza nel Jujitsu che fanno del Wadoryu un eccellente sistema di difesa personale. Questi principi possono essere riassunti in vari punti chiave:
  • Principio della flessibilità (Ju) attraverso tecniche di evasione e schivata
  • Principio del "sei ryoku zen‘ yo" (massimo risultato con il minimo sforzo)
  • Principio del ritorno dopo una tecnica di pugno (ikite) e di calcio (ikiashi)
  • Principio del Gosen-no-sen: nello stesso momento in cui si blocca l'attacco dell'avversario si contrattacca
  • Principio del Sensen-no-te: quando l'avversario cerca di attaccare prendendo l'iniziativa, viene bloccato, senza attendere la sua iniziativa e quindi attaccato prima che lo faccia lui.
Principi del movimento:
  • Nagasu (lasciar correre, rapidità dell'acqua)
  • Inasu (schivare, scivolare come una goccia di rugiada)
  • Noru (avvolgere)
  • Principio dello spostamento rapido e piccolo con posizioni raccolte e gambe meno statiche
  • Principio di circolarità dell'Aikido

La filosofia del Wadoryu

«Quando pratichi il Wado-ryu come arte marziale, non significa solo impegnarti; ma anche impegnare te stesso ad un certo modo di vivere; che include allenamento agli ostacoli della vita e trovare la via per un'esistenza ricca di significati per tutto il tempo che ti è concesso su questa terra. Attraverso questo modo di vivere potrai raggiungere il Wa e vivere la pienezza della vita. Bisogna trovare il Wa attraverso l'allenamento, una volta entrato nel Wa, tu troverai molte altre vie per crescere e migliorare il tuo modo di vivere. Ti aiuterà a migliorare in tutti i settori della tua vita.»
(Hironori Otsuka)



Il Wadoryu oggi

In realtà gli stili di Wadoryu proposti sia da Wado Academy che da Wado Kai sono differenti anche se hanno lo stesso substrato. La Wado Academy privilegia tecniche di Ju Jitsu con molte proiezioni e leve, il Wadoryu proposto dalla Wado Kay invece privilegia gli Atemi (colpi) assieme a tutto il repertorio tipico di questo stile. Si tratta dunque di punti di vista differenti ugualmente efficaci. Inoltre il Wadoryu oggi, è lo stile più diffuso in Giappone e negli Stati Uniti viene utilizzato come terapia sperimentale per i disturbi legati allo sviluppo dei bambini e degli adolescenti (disturbi del comportamento, l'aggressività, il disturbo da deficit dell'attenzione con iperattività). Questi studi hanno portato ad un notevole miglioramento per ciò che riguarda l'intensità, l'adattabilità e la capacità di regolazione dei propri stati emotivi.

Gradi di cintura

I gradi nel Wadoryu sono conformi alla gerarchia delle cinture, che prende il nome di Kyudan. Questa divisione separa gli allievi dai maestri.
Cinture Allievi
  • Bianca (dopo 2 mesi di allenamento costante)
  • Gialla (dopo 4 mesi di allenamento costante)
  • Arancione (dopo 6 mesi di allenamento costante)
  • Verde (dopo 9 mesi di allenamento costante)
  • Blu (dopo 1 anno di allenamento costante)
  • Marrone (dopo 1 anno e 7 mesi di allenamento costante)
Cinture Maestri
  • 1º dan: (dopo almeno 3 anni e 3 mesi di allenamento costante)
  • 2º dan: (dopo almeno 5 anni e 3 mesi di allenamento costante)
  • 3º dan: (dopo almeno 8 anni e 3 mesi di allenamento costante)
  • 4º dan: (dopo almeno 12 anni e 3 mesi di allenamento costante)





venerdì 4 novembre 2016

Date Tadamune

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Date Tadamune (伊達 忠宗; 23 gennaio 1600 – 10 agosto 1658) è stato un daimyō giapponese della fine del periodo Sengoku e l'inizio del periodo Edo, appartenente al clan Date.
Secondo figlio di Date Masamune, succedette al padre come daimyō del dominio di Sendai. Nonostante fosse secondo figlio il suo fratellastro Hidemune non poteva essere l'erede di Masamune poiché nato da una concubina. Quando Tadamune morì nel 1658 fu succeduto dal figlio Tsunamune.

giovedì 3 novembre 2016

Kiri sute gomen

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Kiri sute gomen (斬り捨て御免 o 切り捨て御免: letteralmente, "autorizzazione a tagliare e abbandonare" (il corpo della vittima) è un'antica espressione giapponese risalente all'era feudale riguardo al diritto di colpire.
I samurai avevano diritto di colpire chiunque li disonorasse, ma solo se di classe inferiore; i samurai di rango superiore potevano colpire quelli di rango inferiore.
Il diritto permetteva di attaccare soltanto se l'offesa veniva attuata poco prima e non si poteva attaccare pretestuosamente. Essendo la legge intesa solo come un supplemento all'autodifesa, era vietato uccidere il nemico con un coup de grâce. Non solo: il samurai che obbediva alla legge doveva poi mostrare di essere nel giusto, altrimenti sarebbe stato severamente punito per il suo gesto: decapitato senza poter applicare il diritto di seppuku, i suoi figli non avrebbero ereditato il casato. Molti commisero seppuku prima che il verdetto di colpevolezza fosse emanato. L'esecuzione erronea di abitanti di altre province era considerato un gesto sconsiderato ed estremamente irrispettoso ed un samurai doveva sempre agire con estrema cautela. Per guadagnarsi dei testimoni, i samurai si portavano appresso dei servi.
Chi veniva accusato, ma solo tra i samurai, poteva difendersi con il proprio wakizashi (spada corta), in particolare durante i conflitti tra samurai di grado maggiore e samurai di grado minore. Un evento particolare riguarda un certo samurai che non ricevette scuse da un cittadino qualunque ma si sentì magnanimo e gli concesse il proprio wakizashi per difendersi, ma costui fuggì con il wakizashi, disonorando ulteriormente il samurai, che perse il rango per colpa della sua ingenuità. Il samurai, comunque, riottenne gli onori dopo aver scoperto chi fosse il suo ingannatore ed avergli ucciso la famiglia.
L'espressione è usata ancora oggi, intesa come “Mi scuso in anticipo per questo” per via dell'umorismo sottinteso dalla frase stessa.



Riferimenti culturali

L'espressione è citata nel romanzo su James Bond Si vive solo due volte.
Kirisute Gomen è anche il titolo di un brano musicale americano di genere heavy metal della band Trivium, presente nel loro album musicale Shogun.




mercoledì 2 novembre 2016

Nodachi

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Una nodachi (野太刀) è una spada giapponese a due mani.

Nome

Il suo nome si traduce approssimativamente come "spada da campo" ma il vocabolo nodachi è utilizzato spesso nelle fonti storiche con la stessa funzione di ōdachi che significa "grande spada". L'uso originario del termine è invece riferito a qualunque tipo di grande spada da battaglia (daitō), incluso il tachi.

Caratteristiche

Una nodachi ha il medesimo disegno e aspetto generale di una tachi, ma è considerevolmente più lunga, in quanto può raggiungere una lunghezza che varia solitamente da 1,4 m a 1,8 m circa. Molte nodachi presentano una tsuka, o impugnatura, molto più lunga rispetto alla katana semplice, e per questo appaiono esteticamente sproporzionate, tuttavia una nodachi ottimale dovrebbe presentare un rapporto kissaki/tsuka di 4/1. Le nodachi sono state utilizzate sui campi di battaglia dalla fanteria per contrastare la cavalleria.

martedì 1 novembre 2016

Calcio circolare

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Un calcio circolare (conosciuto anche come calcio girato a power angle che viene spesso confuso con round kick) è un calcio in cui l'attaccante gira intorno alla propria gamba con movimento semicircolare, colpendo con la parte anteriore della gamba o del piede. Questo tipo di calcio è utilizzato in molte arti marziali ed è famoso nelle competizioni sportive senza contatto o a contatto pieno. Il calcio ha molte varianti basate su posizione, movimento delle gambe e altezza del calcio stesso.

Calcio semi-circolare

Un calcio semi-circolare è un calcio circolare forty five degree roundhouse kick (o "calcio diagonale"). Molto popolare nel kick-boxing, boxe birmana e nella Muay thai, può essere utilizzato in qualsiasi situazione. Con questo calcio tutte le parti del corpo dell'avversario possono essere attaccato e ogni tipo di attacco può essere neutralizzato.