Uno dei più famosi è quello di George Gulas, figlio del promoter e booker Nick Gulas, figura dominante della NWA Mid-America, territorio che comprendeva principalmente Tennessee e aree circostanti.
Il problema non era semplicemente che George fosse un wrestler mediocre. Il vero problema era che suo padre aveva deciso di trasformarlo in una delle principali attrazioni della federazione, indipendentemente da quanto il pubblico e gli altri wrestler sembrassero apprezzare l'idea.
Gulas iniziò addirittura come arbitro, ma venne rapidamente promosso nella parte alta della card. In seguito fu trasformato in un babyface, cioè nel classico beniamino del pubblico destinato a rappresentare l'eroe contro i cattivi della federazione.
Il problema era che George non possedeva né le capacità tecniche né il carisma necessari per sostenere quel ruolo.
Nonostante questo, conquistò più volte i titoli di coppia, arrivando a cambiare partner con una frequenza impressionante. La situazione diventò quasi paradossale: invece di costruire squadre stabili e credibili, Gulas continuava a essere inserito nelle storyline principali perché era il figlio del proprietario.
Il pubblico, naturalmente, se ne accorse.
Uno degli episodi più emblematici arrivò quando Gulas pareggiò per limite di tempo contro il campione mondiale NWA. Invece di essere percepito come il risultato di una grande impresa sportiva, l'incontro provocò una reazione estremamente negativa e contribuì ad alimentare il malcontento nei confronti del territorio.
La questione, quindi, andava ben oltre la qualità di un singolo wrestler.
Quando un promoter insiste nel mettere il proprio figlio in cima alla card nonostante le reazioni negative del pubblico, rischia di compromettere l'intera struttura della federazione. Nel wrestling, infatti, il pubblico deve credere che ciò che vede sul ring abbia un significato. Se diventa evidente che un determinato wrestler è protetto esclusivamente perché appartiene alla famiglia del proprietario, la sospensione dell'incredulità comincia a crollare.
E la NWA Mid-America aveva un problema ulteriore: la concorrenza.
Jerry Jarrett aveva creato una realtà alternativa a Memphis, allontanandosi progressivamente dall'orbita di Gulas e costruendo uno spettacolo più attento alle esigenze del pubblico.
La differenza fu decisiva.
La storia di George Gulas è quindi interessante non tanto perché fosse semplicemente un cattivo wrestler, quanto perché rappresenta uno degli esempi più evidenti dei rischi del nepotismo nel wrestling professionistico.
Un promoter può imporre il proprio figlio nella posizione che preferisce.
Non può però obbligare il pubblico ad amarlo.
E quando il pubblico smette di crederci, prima o poi anche il territorio comincia a pagare il prezzo delle decisioni prese dall'alto.
George Gulas sopravvisse alla NWA Mid-America.
La federazione, invece, no.
Cesio Endrizzi
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