Il rischio di essere coinvolti in una lotta con un coltello è una
delle situazioni più critiche che un praticante di arti marziali
possa affrontare. La domanda che molti si pongono è: come si vince
una lotta con i coltelli? La risposta, però, non è mai semplice e
dipende da una serie di fattori, che vanno dalla velocità alla
consapevolezza dell’ambiente circostante. In questa guida,
esploreremo le strategie chiave per difendersi e sopravvivere in una
situazione estremamente pericolosa.
La Prima Regola: Scappare
La prima e più importante cosa da fare in una situazione di
confronto con un coltello è, senza dubbio, cercare una via di fuga.
Il concetto di "vivere per combattere un altro giorno" è
fondamentale: evitare il combattimento è sempre la scelta migliore,
soprattutto quando il rischio di ferite gravi o mortali è altissimo.
Se c’è una via di uscita, non esitare a prenderla.
Se Non C’è Via di Fuga: Conoscere la Minaccia
Se, però, non c’è possibilità di fuga e sei costretto a
combattere, è essenziale conoscere la minaccia. Contrariamente alla
percezione comune, le pistole non sono necessariamente più
pericolose dei coltelli. Secondo i dati, circa l'85% delle vittime di
colpi d’arma da fuoco sopravvive, ma se un coltello ti colpisce in
punti vitali, come la giugulare o l’arteria principale nell’addome,
la morte può arrivare rapidamente.
I poliziotti, ad esempio, sono più preoccupati da un aggressore
armato di coltello che da uno con una pistola, poiché un coltello
può raggiungere la vittima in tempi molto più rapidi. In media, un
aggressore armato di coltello può percorrere 20 piedi (circa 6
metri) in soli 2 secondi, un lasso di tempo troppo breve per molte
forze dell’ordine per reagire in modo efficace.
Tecniche di Difesa: Agire Sui Punti Vitali
Quando si combatte contro un aggressore armato di coltello, è
fondamentale concentrarsi su alcuni punti chiave per disarmarlo o
metterlo fuori gioco. Il punto focale della difesa è il taglio dei
tendini. Un modo efficace per neutralizzare un aggressore è colpire
i tendini dell'avambraccio con una mossa rapida, impedendogli di
maneggiare il coltello. L’obiettivo è far sì che l’aggressore
non possa più tenere l’arma, tagliando i tendini delle dita o
dell'avambraccio. Se non può più afferrare il coltello, diventa più
difficile per lui continuare l’attacco.
Inoltre, utilizzare l’altra mano per bloccare o distrarre
l’aggressore, afferrando il suo braccio o il coltello stesso, è
una strategia che può rallentare significativamente i suoi
movimenti, dandoti il tempo necessario per reagire. Non sottovalutare
mai il pericolo di un aggressore determinato: la rapidità è
fondamentale.
La Difesa Attiva: Tecniche di "Targeting"
Il principio delle tecniche di "Targeting" si basa
sull’attacco rapido e preciso ai punti vulnerabili del corpo
dell'aggressore. In un contesto di autodifesa, questa tattica implica
concentrazione totale sui bersagli vitali – occhi, gola, ginocchia
e altre articolazioni – per limitare la capacità dell'aggressore
di muoversi o difendersi.
Una delle mosse più efficaci è l’attacco agli occhi. Colpire
l'occhio con il pollice o con un movimento di torsione è sufficiente
a causare una reazione immediata da parte dell’aggressore, che
probabilmente proverà a indietreggiare per il dolore e la cecità
temporanea. L’attacco agli occhi può essere eseguito rapidamente,
anche se l’aggressore è più grande o più forte di te, e può
rendere l’aggressore incapace di proseguire.
La Tattica del Calcio: Colpire i Punti Deboli
Un’altra tecnica altamente efficace è il calcio nelle zone
vulnerabili, come l’inguine, le ginocchia e le caviglie. Colpire
con forza l’inguine può avere un effetto paralizzante, mentre un
calcio ben piazzato sulla parte laterale del ginocchio può rompere
l’articolazione, lasciando l'aggressore incapace di alzarsi.
Queste tecniche non richiedono una grande forza fisica ma
sfruttano il potenziale delle leve corporee e il bersaglio mirato.
L’efficacia di un calcio ben piazzato è impressionante, poiché
può mettere immediatamente a terra un aggressore di dimensioni molto
più grandi.
La Psicologia della Difesa: Restare Calmi e
Focalizzati
La componente psicologica è altrettanto cruciale quanto la
componente fisica in una situazione di autodifesa. La reazione
emotiva, come l’ira, può ostacolare le tue capacità di
ragionamento e di reazione. Gli esperti di autodifesa consigliano di
mantenere la calma e di concentrarsi sulla sopravvivenza, non
sull’eliminazione dell’aggressore.
Quando ti trovi faccia a faccia con un aggressore, non devi
lasciare che l'adrenalina prenda il sopravvento. Essere in grado di
pensare con lucidità ti darà il vantaggio necessario per sfruttare
ogni opportunità di fuga o disarmo.
Saper difendersi in una lotta con i coltelli è una competenza che
ogni praticante di arti marziali dovrebbe padroneggiare. Non si
tratta solo di combattere, ma di saper reagire tempestivamente e in
modo mirato agli attacchi. L'addestramento in tecniche di "targeting"
e difesa attiva è fondamentale per ogni scenario di autodifesa.
Anche se il rischio di un attacco con il coltello può sembrare
distante, la preparazione è l’unica via per garantire la propria
sicurezza. Con la pratica e la conoscenza dei punti vulnerabili, è
possibile affrontare anche l’aggressore più temibile e,
soprattutto, aumentare notevolmente le possibilità di sopravvivenza.
Non sottovalutare mai la preparazione fisica e mentale, poiché la
tua vita potrebbe dipendere da essa.