Prendiamo subito il toro per le corna.
La domanda brucia il culo di ogni appassionato di armi bianche che si
sia mai chiesto: "Ma due spade fanno davvero il doppio del
male?"
Risposta brutale: sì,
puoi combattere efficacemente con due spade. Ma il diavolo sta nei
dettagli, e la maggior parte di quelli che lo fanno nei film
sarebbero morti in tre secondi.
La verità, come spesso accade, è più
sporca e più interessante. Non è questione di "stile o
sostanza". È questione di contesto, allenamento, e
matematica della sopravvivenza.
Vediamo perché.
Primo principio, scolpiscilo nella
pietra.
In combattimento, non vuoi mai avere
una mano libera.
Perché? Perché una mano vuota è una
mano che non sta né parando, né colpendo, né controllando. È
un'opportunità sprecata. È una risorsa inutilizzata nel momento in
cui ogni risorsa conta.
Quindi, se devi scegliere tra:
La risposta è sempre B. Anche se
l'arma è un pugnale da parata (un jitte o un sai).
Anche se è una spada corta. Anche se è un semplice bastone.
Perché qualcosa è meglio
di niente.
Ma attenzione: questa regola vale in
assenza di alternative migliori.
Se puoi avere uno scudo nella mano
sinistra, lo scudo è quasi sempre superiore a una seconda spada. Se
puoi avere un'arma a due mani (spadone, alabarda), quella è spesso
superiore a due armi singole.
Il combattimento con due spade non è
la scelta ottimale in un campo di battaglia con scudi e formazioni. È
una scelta da duello.
Da difesa personale in
ambienti ristretti. Da assassino che deve muoversi
veloce.
E i samurai lo sapevano.
I samurai giapponesi, che di
combattimento con la lama se ne intendevano, avevano una soluzione
elegante.
Portavano due spade:
la tachi (o katana), lunga, e
la wakizashi, corta.
La maggior parte del tempo, la
wakizashi restava nel fodero. Si usava per il combattimento in spazi
stretti, per il seppuku, o come arma di riserva.
Ma a volte, i samurai più esperti (e
più incazzati) le tiravano fuori entrambe.
E combattevano con due spade.
Questa tecnica si chiamava Niten
Ichi-ryu (Scuola
delle Due Spade come una). E il suo massimo esponente fu Miyamoto
Musashi, probabilmente il duellante più letale della storia
giapponese.
Musashi non era uno spettacolare. Non
faceva acrobazie. Non cercava di sembrare figo. Era un bastardo
pratico.
La sua strategia? Semplice e brutale.
La spada lunga (la katana, o talvolta
una spada di legno più lunga) fungeva da arma
principale.
Attaccava, minacciava, controllava
la distanza.
La spada corta (wakizashi) fungeva
da arma
di supporto. Parava. Intralciava. Colpiva quando il nemico era
distratto. E, cosa più importante, copriva
gli angoli morti.
Con una spada sola, hai un cono
d'attacco. Con due spade, hai due coni. E se sai usarle, puoi
attaccare da sinistra mentre pari da destra. Puoi minacciare due
linee contemporaneamente. Puoi costringere l'avversario a difendersi
su due fronti.
E la difesa su due fronti, nel
combattimento con armi, è una merda. Perché hai una sola arma. E
due lame che ti vengono addosso.
Questo è il vantaggio delle due
spade. Non la spettacolarità. La pressione moltiplicata.
Ora, la parte onesta. Quella che i film
non mostrano.
Combattere con due spade è una
rottura di coglioni.
Primo problema: coordinazione.
Il cervello umano non è cablato per muovere due armi in modo
indipendente. Hai una dominanza naturale. La mano destra (per i
destri) è più veloce, più precisa, più forte. La sinistra è
lenta, goffa, inaffidabile.
Per usare due spade,
devi riprogrammare il tuo cervello. Devono passare
anni. Migliaia di ore. Devi diventare ambidestro. Non tutti ci
riescono. Anche Musashi, che era il migliore, diceva che la via delle
due spade è lunga e irta di fallimenti.
Secondo problema: gestione
della distanza. Con una spada a due mani (tipo spadone), hai un
raggio d'azione. Con due spade, hai due raggi diversi. Una lunga. Una
corta. Devi sapere quando usare l'una e quando usare l'altra. Devi
sapere a che distanza stare. Se stai troppo lontano, la spada corta
non arriva. Se stai troppo vicino, la spada lunga è ingombrante.
Terzo problema: intralcio.
Le due lame si intralciano a vicenda. Se non sei preciso, la tua
spada sinistra urta la tua spada destra. E mentre sei impegnato a
districarle, l'avversario ti trafigge. Musashi studiava angoli e
traiettorie per evitare questo esatto problema. Non è banale.
Quarto problema: difesa.
Con una spada a due mani o con spada + scudo, la difesa è più
solida. Con due spade, la difesa è affidata alle parate attive. Devi
parare con le lame. E parare con una lama è più rischioso che
parare con uno scudo. Se sbagli l'angolo, la lama nemica ti scivola
addosso. Se l'avversario è più forte, la tua parata viene sfondata.
Per tutti questi motivi, il
combattimento con due spade non è mai stato la norma. È stata
una specializzazione per pochi. Per i pazzi. Per i
talenti naturali. Per quelli come Musashi, che potevano dedicare la
vita a imparare questa singola abilità.
Per la persona comune, meglio una spada
e uno scudo. O un'arma a due mani. O una spada e un pugnale da
parata. O una spada e una mano libera per afferrare, spingere,
controllare.
Due spade è una scelta di nicchia.
Detto questo, ci sono situazioni in cui
due spade sono non solo efficaci, ma superiori.
Situazione 1: Combattimento in spazi
stretti.
In un corridoio, in una foresta, tra
mobili e ostacoli, uno scudo è ingombrante. Un'arma a due mani è
lenta. Due spade, invece, sono compatte. Puoi tenerle vicine al
corpo. Puoi colpire da angoli stretti. La wakizashi, in particolare,
è progettata per spazi ridotti.
Situazione 2: Duello senza scudo.
In un duello programmato, dove nessuno
dei due ha scudo, la seconda spada è un vantaggio enorme. Perché
l'avversario ha una sola lama da bloccare. Tu ne hai due. Puoi
attaccare con una e parare con l'altra. Puoi legare la sua lama con
una spada e colpire con l'altra.
Musashi faceva proprio questo. Nei suoi
duelli famosi, spesso usava una spada lunga e una corta. O
addirittura due spade di legno di diverse lunghezze. Il suo
avversario, con una sola spada, era costretto a difendersi su due
fronti. E perdeva.
Situazione 3: Difesa personale
contro avversari multipli.
Se sei circondato, avere due lame è
meglio che averne una. Perché puoi minacciare due direzioni diverse.
Puoi tenere a bada un avversario con la spada lunga mentre colpisci
l'altro con la corta. Non è ideale (meglio scappare), ma se devi
combattere, due armi danno più opzioni.
Situazione 4: Quando non hai nulla
di meglio.
E qui torniamo al punto di partenza. Se
sei in una situazione di merda, senza scudo, senza arma a due mani,
con solo due spade a disposizione... beh, le usi. E sono meglio di
niente. Molto meglio.
Miyamoto Musashi non è famoso perché
combatteva con due spade. È famoso perché vinceva sempre.
Il suo record? Oltre 60 duelli. Zero
sconfitte.
Non usava sempre due spade. A volte
usava una spada sola. A volte un bastone. A volte una spada di legno
più lunga di un uomo (il bokken lungo che usò per
uccidere Sasaki Kojiro). Era un pragmatico.
Usava ciò che funzionava.
Le due spade erano una delle sue
soluzioni. Non l'unica. Ma quella che lo ha reso iconico.
La sua lezione non è "usate due
spade". La sua lezione è imparate
a usare tutto.
Siate completi. Non siate
prevedibili. Se sapete combattere con una spada, con due, con un
bastone, con le mani nude... allora siete pericolosi.
Musashi non era uno "stilista".
Era un combattente.
E i combattenti non si fissano su
una tecnica. Si adattano.
Ora, veniamo al pugno nello stomaco.
Quello che vedi nei film (le due spade
che roteano, le acrobazie, i salti mortali) è pura
apparenza.
È coreografia. Non è
combattimento.
Perché?
Perché roteare le spade apre la
guardia. Espone i fianchi. Perde tempo. Un combattente vero non
rotea. Tiene le lame in posizione di guardia, pronte a parare e
colpire nel movimento più breve.
I film mostrano due spade perché
sono fighe.
Perché danno spettacolo. Perché
il pubblico si eccita. Ma nella realtà, il 90% di quei movimenti ti
farebbe uccidere in due secondi.
Il vero combattimento con due spade
è poco
appariscente.
È fatto di movimenti corti,
parate precise, colpi diretti. Non c'è spettacolo. C'è solo
efficienza.
Musashi, nei suoi scritti (il Gorin
no Sho, il Libro dei Cinque Anelli), dice una cosa chiara:
"Nella via delle due spade, non
c'è nulla di segreto. Si tratta di tenere entrambe le lame in
posizione di colpire, e di colpire quando l'avversario si apre. Tutto
il resto è fantasia."
Fantasia. Parola importante.
Ecco il punto che molti dimenticano.
Il combattimento con armi non è uno
show di attacco. È difesa.
La priorità numero uno è non
essere colpiti. Poi, colpire.
Con due spade, la difesa è più debole
che con uno scudo. Perché devi parare attivamente. E parare
attivamente richiede tempo, precisione, energia. Lo scudo, invece, è
passivo. Copre. Assorbe. Ti permette di pensare ad altro.
Quindi, se hai scelta, scegli lo scudo.
Ma se non hai scelta, due spade sono
meglio di una. Perché con una spada sola, se l'avversario è bravo e
ha due armi, sei fottuto. Non puoi parare tutto. Devi indietreggiare.
E indietreggiare, prima o poi, ti fa finire contro un muro.
Questo è il ragionamento di
Musashi: "Se il nemico ha una spada e io ne ho due, io ho
il doppio delle opzioni. Lui ha la metà."
E in combattimento, le opzioni sono
vita.
Torniamo alla domanda.
È possibile combattere efficacemente
con due spade?
Sì. Ma solo se:
Sei disposto a dedicare anni di
allenamento per diventare ambidestro e coordinato.
Non hai uno scudo (perché
lo scudo è meglio).
Non hai un'arma a due
mani (perché spesso è più efficace).
Combatti in contesti di duello
o spazi stretti (non in campo aperto con formazioni).
Hai una spada lunga e una
corta (due spade lunghe sono ingombranti e si intralciano).
Non cerchi la
spettacolarità (il vero combattimento con due spade è
brutto da vedere, ma funziona).
Se rispetti queste condizioni, due
spade sono una scelta letale. Se no, sono una moda pericolosa.
E ricorda: anche Musashi, il più
grande, non usava sempre due spade. Usava ciò che serviva. Impara da
lui.
Non innamorarti di uno stile.
Innamorati della sopravvivenza.
E se la sopravvivenza ti chiede di
usare due spade, usale. Ma se ti chiede di scappare, scappa. La spada
più affilata è quella che non devi mai estrarre.