Se applicata con tutta la forza, una leva al polso dell'Aikido può causare la frattura dell'articolazione. Se eseguita correttamente, può spezzare il braccio di un avversario in un istante. Ironicamente, questo estremo pericolo è proprio il motivo per cui l'Aikido è oggi ampiamente criticato e considerato una "danza coreografata" o, peggio, una pratica inutile per il combattimento reale.
Come può un'arte marziale che contiene tecniche letali essere considerata inefficace? E come può condividere le stesse radici del Jujitsu, ma essere percepita come il suo opposto?
La risposta sta in una divergenza filosofica che risale a più di un secolo fa, quando due maestri giapponesi presero due strade opposte con lo stesso patrimonio marziale. Da un lato, Jigoro Kano creò il Judo (e da lì il Jiu-Jitsu brasiliano) eliminando le tecniche pericolose per permettere un allenamento competitivo a piena intensità. Dall'altro, Morihei Ueshiba mantenne le tecniche letali ma le avvolse in una filosofia pacifista che rese impossibile testarle contro un avversario resistente.
Il risultato è un'arte marziale che conserva la biomeccanica elegante del combattimento dei samurai, ma che non funziona più come un sistema pratico di autodifesa moderno.
Sia l'Aikido che il Jiu-Jitsu brasiliano (e il Judo) condividono un antenato comune: il jujutsu tradizionale giapponese. Era un brutale sistema di prese, proiezioni e leve articolari ideato per i samurai in armatura sul campo di battaglia. Non era uno sport. Era un metodo per uccidere o neutralizzare un avversario armato quando si era disarmati.
Il jujutsu includeva:
Colpi a punti vitali
Leve articolari per rompere ossa
Proiezioni per atterrare l'avversario
Sottomissioni per immobilizzare o strangolare
Colpi all'inguine, agli occhi, alla gola
Era un sistema completo, letale e senza regole. Ma alla fine del XIX secolo, con la fine dell'era dei samurai e la modernizzazione del Giappone, il jujutsu tradizionale rischiò di estinguersi. Fu in quel momento che due maestri presero due strade opposte.
La Biforcazione: Due Maestri, Due Percorsi
Jigoro Kano e il Judo: La Via della Competizione
Jigoro Kano era un educatore e un riformatore. Voleva preservare il jujutsu, ma renderlo praticabile per tutti, non solo per i guerrieri. La sua soluzione fu il Judo (la "via della cedevolezza").
Cosa fece Kano:
Eliminò le tecniche più pericolose (colpi ai punti vitali, leve che fratturano istantaneamente).
Introdusse un regolamento che permetteva agli studenti di lottare a piena intensità senza subire lesioni gravi.
Creò un sistema di cinture e gradi per motivare gli studenti.
Enfatizzò la competizione come metodo di verifica.
Il risultato: Il Judo divenne uno sport olimpico e un sistema di combattimento testato contro avversari resistenti. Da lì, il Judo si evolse nel Jiu-Jitsu brasiliano, che portò la lotta a terra a un livello ancora più specializzato.
Morihei Ueshiba e l'Aikido: La Via della Pace
Morihei Ueshiba era un maestro di un devastante stile di jujutsu chiamato Daito-ryu. Era un combattente temibile, ma dopo un'esperienza spirituale, abbracciò il pacifismo. Cercò di trasformare la sua arte marziale in uno strumento di pace .
Cosa fece Ueshiba:
Mantenne le leve articolari pericolose (torsioni di polsi, gomiti e spalle).
Aggiunse movimenti circolari e fluidi per reindirizzare la forza dell'avversario.
Sviluppò una filosofia basata sull'armonia e sulla protezione dell'aggressore.
Eliminò la competizione, considerandola contraria ai principi dell'arte.
Il risultato: L'Aikido divenne un'arte marziale che conservava tecniche letali, ma che non poteva essere testata contro avversari resistenti. Perché una leva al polso, se applicata con tutta la forza, frattura l'articolazione. Non puoi allenarti a piena intensità con tecniche che possono rompere il braccio del tuo compagno.
Il Paradosso: Perché l'Aikido è Criticato
1. L'Allenamento Cooperativo
Per allenare le tecniche pericolose dell'Aikido senza danneggiare i compagni, i dojo hanno sviluppato un sistema di compensazione: l'attaccante si impegna in un colpo e poi, intenzionalmente, si gira o si ribalta con il corpo per alleviare la pressione sulle articolazioni . Nel corso delle generazioni, questo meccanismo di sicurezza si è trasformato in una coreografia cooperativa.
Il problema: Se l'attaccante sa già cosa succederà e coopera con il movimento, la tecnica funziona sempre. Ma in un combattimento reale, l'avversario non coopera. Oppone resistenza. E quando oppone resistenza, la leva non si applica con la stessa fluidità.
2. Gli Attacchi Stilizzati
L'Aikido si allena contro attacchi specifici, spesso stilizzati. Non contro un jab di un pugile, un calcio basso di un lottatore di Muay Thai o una proiezione di un lottatore. Invece, si allena contro colpi che simulano la discesa di una lama di katana .
Il problema: In un combattimento moderno, nessuno attacca con un taglio di katana. Nessuno si lancia con un pugno largo e prevedibile. Gli studenti di Aikido moderni raramente si allenano contro avversari che oppongono resistenza o contro attacchi reali.
3. La Mancanza di Competizione
L'Aikido non ha competizioni. Non c'è un modo per testare le tecniche contro un avversario che cerca attivamente di vincere. Questo significa che non c'è un feedback oggettivo su cosa funziona e cosa no.
Il problema: Senza competizione, l'arte non si evolve. Rimane cristallizzata nel tempo, come una capsula del tempo che conserva tecniche che potrebbero non funzionare più.
4. La Frustrazione dei Praticanti
Molti studenti di Aikido, dopo anni di pratica, scoprono che le loro tecniche non funzionano contro un avversario resistente. Questo porta alla frustrazione e all'abbandono. E alimenta la percezione che l'Aikido sia una "danza coreografata" piuttosto che un'arte marziale efficace.
Tabella Comparativa: Aikido vs Judo/Jiu-Jitsu Brasiliano
Aspetto |
Aikido |
Judo / Jiu-Jitsu Brasiliano |
Radice |
Daito-ryu Jujutsu |
Jujutsu tradizionale |
Filosofia |
Pacifismo, armonia, protezione dell'aggressore |
Competizione, miglioramento personale |
Tecniche |
Leve articolari in piedi, proiezioni, movimenti circolari |
Leve articolari, proiezioni, sottomissioni |
Allenamento |
Cooperativo, coreografato |
Competitivo, a piena intensità |
Avversario |
Si lancia per evitare lesioni |
Oppone resistenza attiva |
Competizione |
Nessuna |
Sì (Judo olimpico, BJJ) |
Test di efficacia |
Limitato (solo in dimostrazioni) |
Continuo (in competizioni e sparring) |
Percezione |
"Danza coreografata", inefficace |
Sistema di combattimento testato |
Esiste un ramo dell'Aikido che mantiene un approccio più duro e competitivo: l'Aikido Yoshinkan. Fondato da Gozo Shioda, un allievo diretto di Ueshiba, lo Yoshinkan enfatizza l'allenamento rigoroso, le posizioni più basse e le tecniche applicate con maggiore forza . È considerato lo stile più "duro" e marziale dell'Aikido, ed è stato adottato dalla polizia giapponese per l'addestramento al controllo degli aggressori.
Anche così, lo Yoshinkan non è un sistema completo di combattimento, ma offre un approccio più realistico e meno coreografato rispetto all'Aikido tradizionale.
Domande e Risposte Sporche
L'Aikido è
davvero inutile in un combattimento?
Non è inutile, ma
è limitato. Le tecniche di leva e proiezione funzionano se applicate
contro un avversario che non conosce l'arte. Ma contro un combattente
esperto, un lottatore o un pugile, le possibilità di applicare una
leva in piedi sono ridotte.
Perché
l'Aikido non ha competizioni?
Ueshiba credeva che la
competizione fosse contraria ai principi dell'Aikido, che si basa
sull'armonia e sulla protezione dell'aggressore. Inoltre, le tecniche
pericolose rendono difficile una competizione sicura.
L'Aikido è
una buona arte marziale per i principianti?
Dipende. Se
cerchi un'arte marziale per la crescita spirituale e il miglioramento
personale, l'Aikido è eccellente. Se cerchi un sistema di
combattimento efficace per autodifesa, non è la scelta migliore.
Si può
integrare l'Aikido con altre arti marziali?
Sì, molti
praticanti di MMA o di arti marziali complete integrano alcune
tecniche di Aikido per il controllo e le leve, ma le usano in un
contesto di combattimento più completo.
L'Aikido è un'arte marziale che ha scelto la bellezza sull'efficacia, la filosofia sulla praticità. Ha mantenuto le tecniche letali del jujutsu tradizionale, ma le ha private del loro contesto di combattimento, trasformandole in movimenti eleganti che funzionano solo quando l'avversario coopera.
Il paradosso è amaro: l'Aikido è criticato proprio perché è troppo pericoloso per essere testato. Se le tecniche fossero meno letali, gli studenti potrebbero allenarsi a piena intensità e l'arte sarebbe più efficace. Ma mantenendo la loro pericolosità, l'Aikido si è condannato a essere una coreografia, non un combattimento.
Come disse un maestro di jujutsu: "Ueshiba ha creato un'arte per i samurai. Ma i samurai non esistono più. E senza un avversario che resiste, anche la tecnica più letale diventa una danza."
L'Aikido non è inutile. È un'arte marziale meravigliosa, profonda, elegante. Ma non è un sistema di combattimento. E questa è la sua forza e la sua debolezza.
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