sabato 16 aprile 2016

Hōjō Tsunashige

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Hōjō Tsunashige (北条 綱成; 1515 – 11 giugno 1587) è stato un samurai giapponese appartenente al clan Hōjō durante il periodo Sengoku.
Tsunashige, conosciuto anche come Hōjō Tsunanari, era figlio del servitore Imagawa Fukushima Masashige e fu adottato da Hōjō Ujitsuna. Provò il suo talento in battaglia contro gli Uesugi nel 1537 e fu dislocato al castello di Kawagoe nella provincia di Musashi. Difese il castello e la sua importante posizione contro gli Uesugi e Ashikaga nel 1544 (vedi assedio di Kawagoe), i quali di arresero nonostante avessero un'imponente armata. Riuscì a resistere abbastanza a lungo da far arrivare Hōjō Ujiyasu in suo aiuto all'inizio del 1545, e fece parte del famoso attacco notturno che spezzò l'assedio e fece ritirare le forze assedianti. Guadagnò molta fama in numerosi scontri e fu assistito con abilità dal figlio Hōjō Ujishige (anche se morì prima del padre nel 1578). Tsunashige fu il guadiano del castello di Tamanawa nella provincia di Sagami. Nel 1568-69 durante la guerra con il clan Takeda, resistette al castello di Fukuzawa a Suruga (assedio di Kanbara) e respinse numerosi attacchi avversari finché fu in grado di ripiegare nella provincia di Sagami.

venerdì 15 aprile 2016

Cheung Yee Keung

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Cheung Yee Keung (Canton, 1947) è un artista marziale cinese, maestro di Kung Fu dello stile Hung Kuen (Hung Gar) e medico ortopedico.

Biografia

Intenzionato fin da piccolo ad approfondire la conoscenza del Kung Fu, Cheung Yee Keung giovanissimo scappò dalla Cina comunista dove le arti marziali erano vietate, e approdò a Hong Kong per avvicinare il Gran Maestro Chan Hon Chung. Il Gran Maestro lo accolse nella sua scuola dove Cheung Yee Keung studiò e praticò con straordinaria dedizione lo stile Hung Gar e apprese i principi della medicina tradizionale cinese, seguendo le orme del suo maestro e specializzandosi nell'ortopedia.
Rimase per molti anni nella scuola di Chan Hon Chung, fin quando non decise di aprire una propria scuola-clinica basata sui principi tradizionali cinesi. La scuola ebbe un gran successo e arrivò a contare fino a 160 allievi.
In Italia, sono allievi diretti del maestro Keung il Sifu Michele Angelo Riolo (responsabile tecnico dello stile Hung Gar per l'Italia centro-meridionale) e il Sifu Giuseppe Turturo (responsabile tecnico dello stile Hung Gar per l'Italia settentrionale).

Genealogia dei maestri di Hung Kuen (Hung Gar)

Chi Shin Chin
Hung Nei Kung
Lei Wu Tsi ------------------- > Lok Ha Choy
Ti Kiu San
Ta Mo Chun
Lam Fok Sen
Leon Pou San
Wong Tai
Wong Kei Yen
Wong Fei Hung
Lam Sai Wing ---------------------> Lam Jo
Chan Hon Chun

Date Sanemoto

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Date Sanemoto (伊達実元; 1527 – 16 luglio 1587) è stato un samurai giapponese del periodo Sengoku, appartenente al clan Date.
Sanemoto era il terzo figlio di Date Tanemune e supportò il padre nelle sue campagne. Doveva essere adottato da Uesugi Sadazane ma la resistenza di entrambi i clan, sia Date che Uesugi, sfociò in un conflitto interno alla famiglia Date chiamato conflitto Tenbun. Dopo questi eventi divenne un valido servitore prima di suo fratello Harumune e poi di suo nipote Terumune.
Suo figlio fu Date Shigezane.

giovedì 14 aprile 2016

Kama

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Il kama (or かま) è un attrezzo agricolo tradizionale tipico del Giappone e di Okinawa, simile ad una piccola falce usata per mietere il grano, e utilizzata anche come arma. Prima di essere usata nelle arti marziali, il kama fu usato estesamente in Asia per tagliare i raccolti, soprattutto il riso. Si usa anche nelle arti marziali provenienti da Malesia, Indonesia e dalle Filippine dove è reperibile in varie forme. Il Kama è usato inoltre nelle arti marziali cinesi, anche se non frequentemente. Da entrambe queste aree il Kama fu portato a Okinawa, e lì integrato nelle pratiche del te ( letteralmente "mano", un'antica pratica marziale dell'isola).
Il Kama viene spesso incluso negli addestramenti con le armi nelle varie arti del taekwondo, silat e spesso anche in alcuni sistemi del kung fu. È inoltre una popolare e moderna forma di competizione con le armi. Le moderne forme di competizioni spesso adattano semplicemente le loro pratiche a mani nude con piccole e accurate tecniche di kama, o tramite l'uso di elaborate esecuzioni tecniche con l'arma, che differiscono radicalmente dalle forme Okinawensi.
È anche utilizzata da Akali di League Of Legends.

Variazioni

Quando una sfera metallica ed una catena vengono attaccate alla parte finale del Kama, questa diviene un kusarigama, un'arma eccellente, in quanto il suo uso corretto rende difficile l'avvicinarsi di un avversario.

mercoledì 13 aprile 2016

Agni

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Presso la religione induista, Agni è il dio del fuoco, figlio del cielo e della terra (rispettivamente Dyaus e Prthivi), è una divinità vedica che rappresenta le forze della luce; è inoltre un invincibile guerriero ed è il signore del luogo della cremazione e del fuoco della foresta; suo è il "calore" generato nelle pratiche yoga.
La sua principale manifestazione è "il fuoco che brucia sull'altare dei sacrifici"; brucia i demoni che minacciano di distruggere tali sacrifici ed è un mediatore tra gli dei e gli umani da cui i sacerdoti comprendono molto sulla vita dell'aldilà. In questa divinità persiste anche la concezione di "fuoco universale" che nell'uomo si individua nel calore della digestione (infatti, secondo l'Ayurveda, Agni è il fuoco vitale, che anima tutti i processi biologici, e rappresenta il metabolismo digestivo) e nel moto animico della collera e del "bruciante pensiero".
Agni si può manifestare sotto tre forme: Davagni, Vadavagni e Jatharagni (o Vrika)
Ad Agni è legato il numero 7; difatti, 7 sono le madri, le sorelle ed i raggi da cui è circondato; egli ha i tratti di divinità acquatica, difatti è chiamato "colui che si veste del mare" e "colui che vivifica il seme nell'acqua".
È raffigurato in forma di uomo rosso con due teste, quattro braccia e tre gambe, occhi scuri e fiamme che gli fuoriescono dalla bocca, sempre a cavallo di un ariete (infatti, da Agni deriva il segno zodiacale dell'Ariete, che è appunto un segno di fuoco). Nelle mani sorregge gli strumenti per ravvivare il fuoco, e il cucchiaio dei sacrifici. Secondo altre rappresentazioni, il suo aspetto è caratterizzato da sette lingue e capelli di fuoco oppure da un corpo dorato, denti possenti, mille corna e mille occhi.

I nomi di Agni

Come per tutte le deità induiste, anche Agni era conosciuto con vari nomi, tra cui:
  • Abjahasta
  • Apam Napat, figlio delle acque
  • Chagaratha
  • Dhumateku
  • Dvijnman
  • Grihaspati
  • Hutabhu
  • Jataveda
  • Yahva
  • Pavaka
  • Saptajihva
  • Tomaradhara
  • Vahni
  • Vaishvanara

martedì 12 aprile 2016

Gatka


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Gatka (lingua punjabi ਗਤਕਾ gatkā) è una arte marziale indiana associata ai Sikh della regione del Punjab. Nel Gatka vengono impiegai bastoni di legno a simulare le spade.

Origine del nome

Il nome Punjabi è gatka che si riferisce al bastone di legno utilizzato. La parola originariamente nasce come derivato dalla parola sanscrita "gadha" cioè "mazza".

Storia

Lo stile ha origine nel tardo XIX secolo, fuori dalla pratica di spada dell'Esercito dell'India Britannica, diviso in due sotto-stili chiamati: rasmi (ritualistico) e khel (sport) dal 1880. Ci fu una ripresa nel corso e successivamente al XX secolo, con l'International Gatka Federation che fu fondata nel 1982 e formalizzata nel 1987 con il gatka che oggi è popolare come uno sport o una performance di danza delle spade che viene spesso mostrato durante i festival Sikh.

lunedì 11 aprile 2016

Hōjō Ujikuni

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Hōjō Ujikuni (北条 氏規; 1541 – 19 settembre 1597) è stato un samurai giapponese appartenente al clan Hōjō durante il periodo Sengoku.
Terzo figlio di Hōjō Ujiyasu fu adottato da Fujita Yasukuni. Era in competizione con la fama del suo fratello maggiore Hōjō Ujiteru, col quale si assomigliava in molti modi. Fu sconfitto assiema a Ujiteru nella battaglia di Mimasetoge da Takeda Shingen nel 1569. Era anche il signore del castello di Hachigata, che fu assediato due volte, nel 1568 e nel 1590. Fu costretto ad arrendersi nel 1590 da Maeda Toshiie e Uesugi Kagekatsu che l'avevano assediato su ordine di Toyotomi Hideyoshi. Resistette per un mese prima di arrendersi.
Ujikuni aiutò in seguito nella difesa della roccaforte degli Hōjō di Odawara. L'assedio di Odawara fu l'ultima battaglia del clan Hōjō, la quale segnò la loro fine.
Fu perdonato e morì più tardi di malattia a Kanazawa, nella provincia di Kaga.




domenica 10 aprile 2016

Date Shigezane

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Date Shigezane (伊達 成実; 1568 – 17 luglio 1646) è stato un samurai giapponese della fine del periodo Sengoku e l'inizio del periodo Edo, appartenente al clan Date.
Shigezane era un figlio di Date Sanemoto ed era inizialmente conosciuto come Tōgorō. Era cugino di Date Masamune per parte di madre, e un cugino del padre Date Terumune di Masamune per parte di padre. Dopo essersi distinto nella battaglia di Hitadori (1585) gli fu assegnato il castello di Nihonmatsu e un reddito di 38.000 koku. Ebbe un ruolo considerevole nella sconfitta del clan Ashina nel 1589. Nel 1595, scontento per la sua ricompensa per la guerra Imjin, fuggì nel monte Kōya.
Nel 1600, durante la battaglia di Sekigahara, Uesugi Kagekatsu offrì a Shigezane un compenso esorbitante per diventare un vassallo del clan Uesugi, ma egli rifiutò dicendo "Non potrei mai diventare un vassallo." (Uesugi Sadazane, l'ultimo signore di Echigo della linea di sangue Uesugi, in passato voleva adottare il padre di Shigezane, ma il clan Date rifiutò. Se l'adozione fosse avvenuta, Shigezane sarebbe diventato il signore di Echigo dopo suo padre, e Kagekatsu, come uomo del clan Nagao, sarebbe stato un vassallo sotto il servizio di Shigezane).
Tuttavia Shigezane rientrò al servizio di Date Masamune nel 1600 e combatté nell'assedio di Osaka. Assieme a Oniniwa Tsunamoto e Katakura Kagetsuna era conosciuto come uno dei "Tre grandi uomini del clan Date".
Era famoso per la sua abilità nel combattimento.

sabato 9 aprile 2016

Kamayari

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La kamayari (鎌槍) è una lancia giapponese con una falce all'estremità. Di solito ha due sporgenze alla base di una punta di lancia principale ed era usata dai samurai per arpionare gli oggetti, i cavalli o anche i corpi dei nemici.
La kamayari ha avuto anche un uso non militare, infatti veniva utilizzata dai pompieri giapponesi per abbattere i tetti degli edifici incendiati affinché le fiamme si diradassero.

venerdì 8 aprile 2016

Mandato del cielo

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Il mandato del cielo (天命, Tiānmìng) fu un concetto tradizionale di sovranità utilizzato per legittimare e sostenere il regno dei sovrani della dinastia Zhou e successivamente delle dinastie imperiali della Cina. Secondo questo concetto, il cielo benediceva l'autorità del sovrano giusto e virtuoso conferendogli il mandato a regnare, ma poteva ritirare il mandato ad un sovrano corrotto e ingiusto, conferendolo ad un sovrano più meritevole. Cataclismi come alluvioni e carestie potevano essere quindi interpretati come segni del ritiro del mandato da parte delle divinità.
Il Mandato non aveva limiti di tempo, ma richiedeva che il sovrano si comportasse in modo saggio e virtuoso. Un imperatore legittimo non doveva necessariamente essere di nascita nobile; in effetti potenti dinastie come gli Han e i Ming furono fondate da uomini di nascita comune.
I primi documenti scritti che parlano del mandato del cielo sono quelli relativi al Duca di Zhou, fratello minore del re Wu e reggente per il figlio del re, Zhou Cheng. La nozione di Mandato del cielo fu ripresa da Mencio, considerato il secondo pensatore dopo Confucio.
Successivamente, il Mandato del Cielo venne sempre più legato al concetto di ciclo dinastico.



Dinastie Shang e Zhou

Il Mandato del Cielo fu usato per la prima volta dalla dinastia Zhou per giustificare il rovesciamento della dinastia Shang. Durante la dinastia Shang i regnanti erano legittimati dalla loro parentela col potere divino, in quanto i re vantavano ascendenze sovrannaturali, visto che la tradizione voleva i re Shang discendessero dagli dei. Gli Zhou, rifacendosi alla storia tramandata dalla tradizione, sostenevano che anche l'antica dinastia Xia era stata detronizzata perché aveva perso il Mandato del cielo, e questo legittimava la loro ascesa al trono ai danni della dinastia Shang.



Periodo delle Cinque Dinastie

Lo storico Xue Juzheng scrisse la Storia delle Cinque Dinastie (五代史) fra il 960 e il 970, dopo la conquista da parte della dinastia Song della Cina settentrionale, col proposito di giustificare il passaggio del Mandato del Cielo attraverso le cinque dinastie fino alla dinastia Song. Le cinque dinastie avrebbero avuto tutti i requisiti per poter sostenere che fossero in possesso del Mandato del cielo, sebbene non avessero regnato sull'intera Cina. Ma il comportamento tirannico di Zhu Wen e dell'ultima parte della dinastia Liang aveva provocato la revoca del mandato. Le tre dinastie seguenti, le dinastie Tang, Jìn e Han erano state tutte rette da sovrani non cinesi, e nessuna fra loro era riuscita a riunificare la Cina. Questo, nell'opinione di Xue Juzheng, spiegava il passaggio del Mandato del Cielo alla dinastia Song.



Confronti

Il Mandato del Cielo è un concetto simile al principio europeo del diritto divino dei re, che legittimava il potere monarchico in quanto manifestazione della volontà di Dio. La differenza principale è che il Mandato del Cielo consentiva la detronizzazione del sovrano ingiusto. In entrambi i sistemi la ribellione era considerata ingiusta, ma nel pensiero cinese, una rivolta contro il tiranno che fosse coronata da successo era considerata una prova che il Mandato del cielo era passato in altre mani. Secondo J.P. Duteil, l'Imperatore Kāngxī, il più grande imperatore della storia della Cina, nonché artefice della grande apertura culturale, scientifica e politica verso l'occidente, vedeva di buon grado il Cristianesimo anche in virtù del fatto che questo si faceva portatore di un concetto di Mandato Celeste diverso, che metteva il sovrano al riparo da rovesciamenti di potere giustificati in questo modo.

giovedì 7 aprile 2016

Ammavaru

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Secondo la letteratura minore Hindu, Ammavaru è l'antica divinità che depose l'uovo dal quale vennero generati Brahma, Śiva e Vishnu. Infatti, "Amma" è il termine che indica "madre".
Secondo altre tradizioni Hindu, tuttavia, Śiva non ha né nascita né morte. Simile credenza vi è per Vishnu.
Ogni anno, le donne dell'India meridionale credenti in Ammaravu dedicano una preghiera rituale alla divinità. Viene utilizzato un vaso di metallo contenente riso a simboleggiare il corpo della divinità. Il vaso è rivestito del tradizionale sari. Sulla bocca del vaso vi è dipinta una noce di cocco a simboleggiare la testa. Vengono infine utilizzati diversi elementi per adornare gli occhi, le orecchie e il naso della divinità.

mercoledì 6 aprile 2016

Lucha libre

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La lucha libre (in italiano "lotta libera") è uno stile di wrestling nato in Messico negli anni trenta e molto diffuso in territorio messicano. La caratteristica principale della lucha libre è lo stile di lotta utilizzato, molto più veloce del wrestling tradizionale: si preferisce di gran lunga l'uso di manovre aeree a scapito della forza fisica, sacrificando spesso il realismo dei match. Un praticante della lucha libre viene chiamato luchador al maschile e luchadora al femminile.

Regole

Generalmente le regole della lucha libre sono molto simili a quelle del wrestling statunitense. Esistono tuttavia alcune differenze:
  • È solitamente vietato eseguire un piledriver (detto martinete) sull'avversario, pena la squalifica immediata. Vi è una federazione, la Xtreme Latin American Wrestling, nella quale tale regola non viene applicata.
  • Sono solitamente presenti due arbitri.
  • Il tap out non esiste e la propria resa viene comunicata verbalmente a un arbitro.
  • Nel corso di un tag team match, nel caso in cui l'uomo legale di uno dei due tag team sia fuori dal ring, non è necessario dare il tag per prenderne il posto. Basta semplicemente uscire dal ring per fare intervenire il compagno.
Inoltre nella lucha libre sono molto diffusi i match che vedono tre wrestler affrontarne altri tre, chiamati trios match (six-man tag team match). All'interno dei due team che si affrontano vengono nominati due capitani, uno per parte. Per aggiudicarsi la contesa è necessario schienare/sottomettere o far contare fuori il capitano del team avversario o almeno due membri del team.
Molto comuni sono anche i two out of three falls match, conosciuti come dos de tres caídas o luchas campales, in cui non c'è alcun limite di tempo. Le regole, che si possono applicare sia negli incontri singol, sia in quelli tercias (tre contro tre) o in quelli, molto più rari, atómicos (quattro contro quattro), sono decise dalle Comisión de Box y Lucha che hanno sede nelle capitali dei vari stati messicani. Le federazioni però sono anche libere di non applicarle, preferendo quindi quelle più tradizionali (come ad esempio la Asistencia Asesoría y Administración (AAA), la quale, oltre che per la sua "concezione" americana della disciplina, negli incontri adotta le regole tradizionali del wrestling, meglio conosciute in Messico come sencillos, e previste comunque dal regolamento delle Comisión). In questo tipo d'incontri, che tra le tre federazioni più importanti, tra cui l'AAA, il Consejo Mundial de Lucha Libre (CMLL) e l'International Wrestling Revolution Group (IWRG), li si possono trovare principalmente nella CMLL e nella IWRG, sono al meglio dei tre schienamenti. Nel caso dei match singoli, che nel CMLL e nell'IWRG avvengono principalmente in occasione dei match titolati o nelle luchas de apuesta, si svolge come un normale match sotto le regole del best out of three falls, e spesso i due luchador vengono accompagnati dai second, ossia dei luchador che stanno a bordo ring, di solito con un asciugamano per gettarlo sul ring nel caso il loro assistito non possa più continuare il match, i quali, tra una caída e l'altra, fanno da allenatori dei rispettivi luchador che hanno nell'incontro.
Nel caso degli incontri in cui ci sono due team formati da tre o quattro uomini, ogni team ha un capitano, il quale, se schienato o sottomesso, il team avversario si prende la caída (ovvero il fall), che può avvenire per schienamento, sottomissione o squalifica. Se invece si schiena un membro che non ha lo status di capitano, il team è costretto a schienare tutti i membri della squadra avversaria affinché si possa aggiudicare la caida e quindi prendersi un punto.

Tradizioni

Nella lucha libre è molto diffuso l'utilizzo delle máscaras (maschere), utilizzate dalla maggior parte dei wrestler messicani. Questa aiuta a definire la gimmick dell'atleta e viene spesso messa in palio in match máscara contra máscara: lo sconfitto in match di questo tipo deve consegnare la sua maschera al vincitore e se vorrà rimascherarsi dovrà utilizzare una gimmick completamente diversa. Questi match possono coinvolgere anche due lottatori contro due oppure tre lottatori contro tre; in questi casi l'intera squadra perdente è costretta a smascherarsi. Perdere la propria maschera in uno di questi match viene considerato un grande disonore e solitamente gli organizzatori dello show offrono un premio in denaro ai wrestler per convincerli a perdere una contesa di questo tipo. I wrestler che non utilizzano una maschera possono comunque partecipare a questo tipo di match, mettendo in palio i propri capelli. In questo caso si parla di máscara contra cabellera. Nel caso entrambi i wrestler coinvolti non abbiano una maschera si avrà un match cabellera contra cabellera. Queste tipologie di match, alla cui base c'è una sorta di ulteriore umiliazione in caso di sconfitta, sono dette Lucha de Apuestas.

martedì 5 aprile 2016

Captain New Japan

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Mitsuhide Hirasawa (平澤 光秀 Hirasawa Mitsuhide; Sapporo, 27 marzo 1982) è un wrestler giapponese.
È noto soprattutto per aver combattuto sotto le vesti del personaggio mascherato Captain New Japan (キャプテン・ニュージャパン Kyaputen Nyū Japan) ed è stato attivo anche con il ring name di Hideo Saitō (ヒデオ・サイトー Hideo Saitō).

Carriera

New Japan Pro-Wrestling (2006–2010)

Hirasawa compie il suo debutto per la New Japan Pro Wrestling il 28 gennaio 2006, venendo sconfitto da Takashi Iizuka. Inizia quindi a fare da jobber nei match di basso rilievo della promozione, pratica comune per i nuovi wrestler della promozione. Ottiene la sua prima vittoria il 26 aprile, quando ha la meglio su Yujiro Takahashi. Successivamente fa squadra con Ryusuke Taguchi per partecipare ad un torneo di coppia, senza però ottenere buoni risultati. In questo periodo compie inoltre numerose apparizioni per la Pro Wrestling Zero1, dove fa primariamente coppia con Manabu Nakanishi. Sul termine del 2008 forma un tag team assieme a Yuji Nagata, che porterà alla formazione della stable Seigigun. Con Nagata prende parte al G1 Tag League 2008, dove ottiene solamente un punto dopo un pareggio contro Manabu Nakanishi e Yutaka Yoshie. Nell'autunno 2009 si unisce ufficialmente al Seigigun di Nagata insieme a Wataru Inoue e Super Strong Machine. Nel match di apertura di Wrestle Kingdom IV In Tokyo Dome, assieme ad Inoue e Super Strong Machine sconfigge la squadra composta da Jushin Thunder Liger, Koji Kanemoto e Kazuchika Okada. Pur facendo ora parte di una stable, Hirasawa continua ad essere coinvolto esclusivamente in match di medio-basso livello e nelle competizioni di coppia risulta quasi sempre colui che subisce gli schienamenti.

World Wrestling Council (2010–2011)

Dopo aver svolto una lunga tournée con la promozione portoricana World Wrestling Council (WWC) nel settembre 2010, Hirasawa decide si adottare il nuovo ring name di Hideo Saito come tributo a Masa Saito e Hideo Nomo. Il 25 settembre conquista il suo primo titolo in carriera quando vince una battle royal per la cintura WWC caraibica dei pesi massimi, che perderà dopo un mese di regno. Il 19 febbraio si aggiudica invece il titolo portoricano WWC dei pesi massimi, perso anch'esso il mese seguente. Nel maggio 2011 prende parte all'Invasion Tour 2011, prima tappa della New Japan negli Stati Uniti. Il 13 maggio a Rahway partecipa ad un torneo per determinare il primo campione intercontinentale IWGP, ma viene battuto e quindi eliminato da Yujiro Takahashi già al primo round della competizione.

Ritorno alla NJPW (2011–2017)

Torna ufficialmente alla New Japan il 18 giugno, utilizzando il nome Hideo Saito ed attaccando Seigigun e Yuji Nagata: ciò sancisce il suo ingresso nella stable Chaos. Ad agosto partecipa al G1 Climax 2011, dove perde sette incontri su otto ed ottiene una vittoria solamente nel match fnale contro il vecchio mentore Yuji Nagata. I due si affrontano nuovamente il 19 settembre, in una sfida che vede invece vittorioso Nagata. I risultati sul ring e i suoi atteggiamenti culminano con la sua esclusione dal Chaos il 4 dicembre 2011. Dopo la sua cacciata dalla stable inizia a sviluppare un alter-ego chiamato Captain New Japan, ispirato al personaggio di Captain America. A novembre partecipa al World Tag League 2012 assieme al campione dei pesi massimi IWGP Hiroshi Tanahashi, con il quale forma il tag team Captain Ace. Il tag team verrà sconfitto in tutti gli incontri e sarà sempre Captain New Japan a subire gli schienamenti. Il 3 marzo 2013 torna dai Seigigun in un match di coppia ad otto uomini, dove assieme a Yuji Nagata, Super Strong Machine e Wataru Inoue viene sconfitto dalla squadra composta da Hirooki Goto, Karl Anderson, Ryusuke Taguchi e Tama Tonga. Il 7 aprile viene attaccato da Bad Luck Fale e Prince Devitt: quest'ultimo riesce addirittura a smascherarlo ma il volto del giapponese non è rivelato al pubblico. A seguito di tale evento Captain New Japan decide di affiancarsi a Ryusuke Taguchi per sfidare senza successo i due aggressori a Wrestling Dontaku 2013. Più tardi ha dei contrasti con il Bullet Club, nuova stable capitanata da Devitt, e si allea nuovamente con Tanahashi. A novembre partecipa come membro dei Captain Ace al World Tag League 2013; come l'annata precedente il duo viene sconfitto nella maggior parte dei suoi match, riuscendo ad ottenere una vittoria solamente all'ultimo contro Fale e Devitt.
Il 13 aprile 2014, nel corso di una tournée in Taiwan, riceve la sua prima opportunità per un titolo quando sfida senza successo, assieme a Hirooki Goto, i rappresentanti del Bullet Club Doc Gallows e Karl Anderson per le cinture di coppia IWGP.
Agli inizi del 2016 diventa membro della nuova stable Hunter Club, creata da Yoshitatsu per contrastare il Bullet Club. Il 12 settembre Yoshitatsu, deluso dalle prestazioni di Captain New Japan, annuncia un sondaggio su Twitter per decretare la sua permanenza nella squadra. Il 25 settembre seguente a Destruction in Kobe, dopo essere stato escluso dall'Hunter Club, Captain New Japan attacca il suo vecchio leader e si unisce al Bullet Club, cambiando nel frattempo il suo ring name in "Bone Soldier". Debutta sotto le vesti del nuovo personaggio l'8 ottobre ed il mese successivo prende parte al World Tag League 2016 assieme al compagno di stable Bad Luck Fale. La rassegna si rivela deludente e i due vengono sconfitti in tutti e sette i match a cui prendono parte; nel match finale dell'8 dicembre incrocia nuovamente la strada di Yoshitatsu, dal quale viene battuto sonoramente. Tali prestazioni portano più tardi Kenny Omega, nuovo leader del Bullet Club, a definire il giapponese come un "disastro intergalattico".

lunedì 4 aprile 2016

Cheng Zongyou

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Cheng Zongyou 程宗猷 (Shu, 1561 – ...) è stato uno scrittore cinese, anche conosciuto come Cheng Chongdou (程冲斗). Fu autore di numerosi scritti sulle arti marziali cinesi e di reportage di viaggio, dimostrò qualità di stratega.

La biografia

Nato in Shu () nella provincia di Anhui nel 1561. Durante la sua infanzia dimostrò un'intelligenza sopra la norma e precocemente studiò i classici, praticò il Wushu e visitò numerosi maestri vicini e lontani. In seguito si recò al Tempio Shaolin dove si fermò a studiare dai monaci per una decina di anni. Durante questi anni apprese l'utilizzo della Balestra (nu ), del dao, del gun, del qiang. Dal monaco Hongji (洪纪) apprese il metodo del bastone (Gunfa); da Liu Yunfeng (刘云峰) dello Zhejiang apprese un metodo della sciabola (Daofa) ripreso da quello dei pirati giapponesi; da Liu Guangdu (刘光渡) dell'Henan apprese un metodo della lancia (Qiangfa) derivato dalla Bamuqiang (八母枪) e dalla Liuheqiang (六合枪). All'età di 62 anni venne chiamato da un ispettore imperiale a Tianjin con ottanta discepoli e lì insegnò all'esercito.

Gli scritti

I suoi scritti sono riconosciuti come documenti importantissimi per lo studio del Wushu, del suo sviluppo, della sua storia. Nel 1616 egli finì Dandao fa xuan (单刀法选) sull'utilizzo della sciabola. Tra le altre sue opere ricordiamo: Shaolin Gunfa Chan Zong (少林棍法阐宗); Jue Zhangxin Fa (蹶张心法); Changqiang fa xuan (长枪法选); ecc.

domenica 3 aprile 2016

Bertrand de Blanchefort

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Bertrand de Blanchefort, o Blanquefort (... – 1169), è stato Gran Maestro dell'Ordine dei Templari dal 1156 alla sua morte, nel 1169.
È conosciuto per essere stato un grande riformatore dell'Ordine.

Vita privata

Egli nacque nel 1109, anche se la sua data di nascita non è mai stata riportata ufficialmente. Il Mortuario di Reims situa la sua data di morte il 2 gennaio 1169. Egli era il figlio minore di una stirpe di figli maschi di Godfrey de Blanchefort, Signore di Guyenne. Egli si allenò al combattimento sin dalla giovane età, ma durante il suo periodo di governo dell'Ordine come Gran Maestro pose maggior enfasi sulla riforma e sui negoziati. Questo aiutò i Templari a garantirsi l'immagine di guardiani, e non di bruti soldati.

Vittorie militari

La sua prima azione da Gran Maestro fu con Baldovino III di Gerusalemme, col quale combatté contro Nur ad-Din. Ad ogni modo, egli venne fatto prigioniero dopo la sconfitta di Baldovino a Banyas, nel 1157. Il fatto fu l'inizio della carriera di Blanchefort, che si era dimesso dall'esercito francese dopo la fine della battaglia. Egli venne mantenuto in prigionia per tre anni ad Aleppo prima di essere rilasciato dall'Imperatore bizantino Manuele I Comneno nel corso dei suoi trattati di pace con Nur ad-Din.
Bertrand accompagnò il Re Amalrico I nel corso della sua spedizione contro l'Egitto nel 1163. La spedizione fu un fallimento, malgrado il considerevole numero di cristiani. Bertrand si rifiutò però di partecipare alla seconda spedizione organizzata nel 1168, dal momento che nella prima aveva subito troppe perdite.

Le riforme

Blanchefort chiese al Papa di poter utilizzare la titolazione Maestro per Grazia di Dio, fatto che pose i Templari in posizione favorevole nella chiesa. Le sue riforme interne, ad ogni modo, furono ben più importanti. Egli scrisse i "Retraits", che stabilirono difatti la struttura dell'Ordine e chiarì ai cavalieri il loro ruolo nell'Ordine. Egli inoltre stabilì le nomine delle alte cariche dell'Ordine, che fermarono la cattiva abitudine diffusasi che tendeva a far prendere ai soli grandi maestri le decisioni importanti dell'Ordine, senza consultare il consiglio dei cavalieri. La sua opera di negoziato ebbe successo: dopo la sconfitta dell'Egitto, i Templari furono tra i maggiori propugnatori dei concordati di pace.

sabato 2 aprile 2016

William Cheung

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William Cheung (Hong Kong, 10 ottobre 1940) è un artista marziale cinese e maestro di Wing Chun.

Biografia

Nel 1951 a 10 anni inizia a praticare il Wing Chun dal maestro Yip Man. Nel 1959 lascia Hong Kong per studiare economia all'Australian National University di Canberra.
Nel 1973 in Australia fonda una scuola di arti marziali e nel 1976 viene eletto presidente della Australian Kung Fu Federation.
Dal 1979 William Cheung e alcuni suoi allievi dirigono programmi per gruppi speciali delle forze armate statunitensi e altri paesi.
Cheung presiede la World Wing Chun Kung Fu Association.

venerdì 1 aprile 2016

Hōjō Ujimasa

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Hōjō Ujimasa (北条 氏政; 1538 – 10 agosto 1590) fu il quarto capo del clan Hōjō e daimyō di Odawara.
Ujimasa era il figlio maggiore di Hōjō Ujiyasu ed è stato il quarto capo del clan Hōjō. Assunse ufficialmente la guida del clan nel 1570, ma seguì la maggior parte dei consigli del padre fino alla morte di quest'ultimo avvenuta nel 1571. Combatté nella maggior parte delle campagne del padre, e anche se non è ricordato come un grande guerriero, sicuramente fu un abile amministratore. Una delle sue prime azione fu di migliorare le relazioni con i Takeda, con i quali gli Hōjō erano in guerra dal 1570. Questo infastidì Uesugi Kenshin che iniziò ad attaccare le terre a nord possedute dagli Hōjō. Nel 1572 Ujimasa spedì 2.000 soldati ad assistere Takeda Shingen nella campagna contro Tokugawa Ieyasu, e dopo la morte di Shingen (1573) si offrì come mediatore tra Takeda Katsuyori e Oda Nobunaga.
Nel 1578 Kenshin morì, e Uesugi Kagetora, fratello di Ujimasa (adottato in precedenza da Kenshin) fu coinvolto in una disputa per la successione con Uesugi Kagekatsu che indebolì molto il clan Uesugi. Kagetora fu costretto a commettere seppuku prima dell'arrivo delle truppe di rinforzo Hōjō, ma questi eventi misero definitivamente fine alla minaccia Uesugi nei domini Hōjō. Inoltre i Takeda vennero sconfitti pesantemente nella battaglia di Nagashino (1575), lasciando Ujimasa libero di consolidare il potere senza più interferenze esterne.
Lo stesso anno in cui Uesugi Kagekatsu divenne guida del clan fece un'alleanza con Takeda Katsuyori. Questo annullò il trattato di pace Takeda-Hōjō che durava da sette anni, e Katsuyori iniziò subito a muoversi contro gli Hōjō. Nel 1580 la guerrà culminò nella battaglia di Omosu. La guerra tra i due clan continuò sporadicamente fino all'invasione del Kai da parte di Oda Nobunaga e Tokugawa Ieyasu nel 1582. Gli Hōjō contribuirono alla fine del clan Takeda, ma si rammaricarono di ciò, poiché ora ai confini si presentava un avversario molto più pericoloso come Oda Nobunaga. Dopo la morte di Nobunaga nel 1582, Ujimasa raggruppò un'armata ed attaccò Takigawa, sconfiggendolo nella battaglia di Kanagawa. Nel frattempo Tokugawa Ieyasu conquistò la provincia di Kai e Ujimasa protestò. Ieyasu e Ujimasa si scontrarono brevemente prima di firmare una pace, dalla quale gli Hōjō ricevettero la provincia del Kai e Hōjō Ujinao sposò una delle figlie di Ieyasu.
Nel 1588 Toyotomi Hideyoshi espanse il suo dominio, e richiese agli Hōjō di visitare la capitale. Prima di questo, Ujimasa si era ritirato in favore del figlio Hōjō Ujinao anche se continuò a guidare il clan. La risposta Hōjō fu di ignorare l'invito. Forse rassicurati dalla loro alleanza con i Tokugawa e dalle loro strutture difensive (che includevano le catene montuose attorno ad Hakone), Ujimasa e Ujinao non risposero. I negoziati continuarono infruttosi fino al 1590, quando Hideyoshi ordinò l'invasione dei domini Hōjō. In maggio Toyotomi iniziò a discendere il Kanto con Tokugawa Ieyasu, che avanzava ad est del passo di Hakone. Uesugi Kagekatsu e Maeda Toshiie marciarono nel Kozuke ed i Chosokabe, Wakizaka, Kato ed altri organizzarono un blocco navale ad Odawara.
Gli Hōjō erano indecisi su come muoversi. Ujinao voleva rischiare i suoi 50.000 soldati in una battaglia campale, ma la grandezza dell'esercito avversario fecero si che Ujimasa ed altri servitori suggerissero una tattica difensiva. La maggior parte delle forze Hōjō erano disposte sulle mura difensive del castello di Odawara, lasciando la catena di forti che agivano da satelliti del castello principale di cadere uno ad uno. In giugno quasi 200.000 soldati erano disposti attorno ad Odawara, ed il resto del Kanto era largamente in mano a Hideyoshi. Probabilmente Ujimasa sperava che un prolungato assedio avrebbe provato troppo i rifornimenti per le forze Toyotomi, allo stesso modo dei precedenti assedi avuti da Uesugi e Takeda. Gli Hōjō avevano un'immensa riserva di cibo e munizioni. Sfortunatamente per Ujimasa e Ujinao, Hideyoshi organizzò brillantemente la catena dei rifornimenti ed aveva tutto il tempo dalla sua parte. Mercati, teatri e tornei vennero creati nel campo Toyotomi, creando un sapore quasi da tempo di pace in quella che fu l'ultima e più grande di campagne di Hideyoshi in Giappone. In luglio Hideyoshi chiese agli Hōjō di arrendersi, e Hōjō Ujinori (fratello di Ujimasa) fu inviato per mediare una soluzione pacifica. A quel punto, c'erano pochi combattimenti reali, salvo un paio di schermaglie apparentemente progettate più che altro per rompere la monotonia dell'assedio. Un assalto a tutto campo sarebbe stato di sicuro un bagno di sangue per entrambe le parti.
Alla fine sembra che Ujimasa, nonostante pericoli crescenti di tradimenti all'interno del castello e rifornimenti in esaurimento, fosse determinato a resistere. Ujinao comunque non era della stessa opinione ed alla fine si arrese ai primi di agosto. La guarnigione Hōjō fu così risparmiata, ma Ujimasa e suo fratello Ujiteru furono costretti a commettere seppuku. Le loro tombe, oggi a pochi passi dalla stazione di Odawara, si dice siano state collocate in cima alla stessa pietra in cui i due fratelli eseguirono seppuku. Le tombe sono state sistemate dal clan Inaba nel XVII secolo, e anche se furono danneggiate dal grande terremoto del Kantō del 1923, furono riparate nuovamente l'anno successivo.
I figli di Ujimasa's furono Hōjō Ujinao, Hōjō Ujisada, Hōjō Naoshige, e Hōjō Ujifusa chiamato anche Ota Ujifusa.
Come molti samurai che commisero seppuku per la vergogna di una sconfitta, Ujimasa compose una poesia di morte:
Autunno vento di vigilia
Soffia via le nuvole che si ammassano
Per la luce della luna.
E le nebbie che offuscano la nostra mente
Spazzatele pure via.
(雨雲の おほへる月も 胸の霧も はらひにけりな 秋の夕風)
Ora spariremo
Bene, cosa dobbiamo pensarne?
Dal cielo siamo venuti
Ora possiamo tornare
Questo è almeno un punto di vista.
(我が身今 消ゆとやいかに 思ふべき 空より来たり 空へ帰れば)
(吹きとふく 風な恨みそ 花の春 紅葉も残る 秋あらばこそ)




giovedì 31 marzo 2016

Date Tadamune

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Date Tadamune (伊達 忠宗; 23 gennaio 1600 – 10 agosto 1658) è stato un daimyō giapponese della fine del periodo Sengoku e l'inizio del periodo Edo, appartenente al clan Date.
Secondo figlio di Date Masamune, succedette al padre come daimyō del dominio di Sendai. Nonostante fosse secondo figlio il suo fratellastro Hidemune non poteva essere l'erede di Masamune poiché nato da una concubina. Quando Tadamune morì nel 1658 fu succeduto dal figlio Tsunamune.

mercoledì 30 marzo 2016

Cento scuole di pensiero

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L'espressione Cento scuole di pensiero (諸子百家, 诸子百家, zhūzǐ bǎijiā) viene utilizzata per descrivere il panorama culturale e intellettuale che caratterizzò la Cina nel periodo pre-imperiale, ovvero durante i cosiddetti Periodo delle primavere e degli autunni e Periodo dei regni combattenti, corrispondenti agli anni che vanno dal 770 al 221 a.C..
In questa fase storica il crescente declino della dinastia Zhou aveva gettato l'intero territorio cinese in uno stato di caos e di continui sanguinosi conflitti tra stati confinanti. In corrispondenza di tale situazione di conflitto permanente si assistette alla nascita di svariati intellettuali e pensatori che animarono il dibattito politico e intellettuale dell'epoca, dando vita a una grande varietà di dottrine e teorie filosofiche che di frequente si proponevano la diffusione di nuovi modelli di governo o di organizzazione dello stato. Molti di questi pensatori divennero intellettuali itineranti, che peregrinavano di stato in stato alla ricerca di un sovrano disposto ad ascoltare le loro proposte ed accettare i loro servigi, alla corte dei quali spesso si scontravano con altri intellettuali di diverse convinzioni. Le corti dei sovrani dell'epoca dovettero quindi essere teatro di molte di queste dispute tra pensatori avversari.
Se da un lato l'interpretazione tradizionale cinese ha sempre tramandato l'idea che i letterati dell'epoca fossero divisi in scuole di pensiero ben distinte, basate ciascuna su una propria tradizione testuale e su una trasmissione codificata degli insegnamenti da maestro a discepolo, dall'altro la crescente disponibilità di manoscritti riferibili al periodo in questione ha convinto gli studiosi moderni a mettere in discussione questa interpretazione. Al modello che vuole i pensatori dell'epoca suddivisi in "scuole" e correnti di pensiero codificate, oggi pare più realistica l'interpretazione secondo cui gli intellettuali dell'epoca erano caratterizzati da una impostazione molto meno dogmatica nel pensiero e nel proprio operato. Non si esclude che alcuni di loro potessero costituire dei gruppi accomunati da modelli culturali o ideali affini, ma alla luce delle fonti la definizione di scuola pare appropriata soltanto per gli intellettuali Moisti, da sempre organizzati secondo una struttura organica, gerarchica e codificata intorno agli insegnamenti del proprio maestro. Per tutti gli altri pare più appropriato il titolo di "esperti", a sottolineare il carattere prevalentemente autonomo e indipendente delle loro riflessioni.


Confucianesimo

Il confucianesimo (儒家; Rújiā) è la scuola di pensiero che ha avuto l'influenza più durevole sulla vita cinese. La sua eredità scritta, i classici confuciani, divennero più tardi il fondamento della società tradizionale e per secoli furono la base dell'istruzione richiesta per chiunque volesse occupare cariche pubbliche, attraverso il sistema degli esami imperiali.
Confucio (551-479 a.C.), o Kongzi, "Maestro Kong", guardava agli inizi della Dinastia Zhou come ad un ideale di ordine socio-politico. Egli credeva che un sistema di governo efficace dovesse basarsi su un preciso schema di relazioni fra gli individui, e che il sovrano dovesse essere virtuoso e giusto. Per Confucio, il potere politico e il livello sociale dovevano essere sostenuti da valori etici. Il suo ideale di uomo era lo junzi, l'uomo superiore, il gentiluomo.
Gli uomini dell'Antichità - diceva Confucio - "che volevano organizzare lo stato regolavano prima il loro àmbito familiare; coloro che volevano regolare il loro ambito familiare, miravano prima a sviluppare la propria personalità; coloro che volevano sviluppare la personalità, prima rendevano nobili i loro cuori; coloro che volevano nobilitare il proprio cuore, rendevano prima veritiero il loro pensiero; coloro che volevano rendere veritiero il loro pensiero, perfezionavano prima il loro sapere". Per Confucio gli uomini sono divisi in tre gruppi: 1) gli uomini perfetti ovvero i saggi, coloro che rappresentano il modello da seguire, avendo raggiunto il più alto grado di perfezionamento, come ad esempio, gli imperatori dell'antica Cina; 2) i nobili ovvero gli uomini superiori (junzi); 3) gli uomini comuni che costituiscono la massa.
Il termine "li" rappresenta un concetto assai complesso, che può definirsi come l'armonizzazione dell'uomo con l'ordine generale del mondo in tutti gli aspetti della vita, dall'osservanza dei riti religiosi statali e familiari alle regole di comportamento del vivere sociale. "Li" è dunque una forza ordinatrice che deve guidare l'uomo nei suoi doveri sia verso gli altri uomini (il rispetto, la cortesia, il tatto, il decoro, l'autocontrollo), che verso gli esseri spirituali superiori (il corretto culto reso al mondo divino e agli antenati). "Li" è insieme la forza cosmica che dà forma e ordine allo stato e alla famiglia. Una fondamentale virtù è il ren, cioè l'umanità che è "la benevolenza che un uomo deve mostrare verso i suoi simili, ma in misura proporzionata ad una precisa gerarchia di legami politici e familiari.". La musica è molto importante poiché è "manifestazione di ordine e armonia, ed espressione di sentimenti nobili ed elevati."
Mencio (371-289 a.C.), o Mengzi, fu un seguace di Confucio che diede un importante contributo alla diffusione dell'umanesimo del pensiero confuciano. Mencio sosteneva che l'uomo era buono per natura, e che nessun sovrano poteva regnare senza il tacito consenso dei suoi sudditi. Un sovrano impopolare e dispotico sarebbe stato punito con la perdita del mandato del cielo.
Diametralmente opposta al pensiero di Mencio fu l'interpretazione del pensiero confuciano di Xunzi (ca. 300-237 a.C.), un altro discepolo di Confucio. Xunzi sosteneva che l'uomo non è buono per natura e che la bontà può essere raggiunta solo con il controllo dei desideri e della condotta.


Legismo

Il legismo (法家; Fǎjiā, "scuola della legge"), elaborato da Han Feizi (morto nel 233 a.C.) e Li Si (morto nel 208 a.C.), sosteneva che la natura umana è incorreggibilmente egoista e che l'unico modo di mantenere l'ordine sociale era l'imposizione di leggi dall'alto, applicate con severità. I legisti esaltavano il potere dello stato, e si concentravano più sulla prosperità e sulla forza militare dello stato che non sul benessere dei sudditi. Propugnavano un metodo di governo di tipo autocratico, basato su un sistema legale chiaro e pubblico (, fǎ, "legge"), su stratagemmi politici volti a ottenere l'obbedienza dei sudditi (, shù, "arte", "metodo") e sulla autorità ferrea di colui che è a capo delo Stato (shì, "potere").
Il legismo influenzò profondamente le basi filosofiche della Cina imperiale. Durante la dinastia Han si operò una sintesi di elementi confuciani e legalisti, creando una forma di governo che sarebbe rimasta in gran parte immutata fino alla fine del XIX secolo.


Taoismo

Il taoismo (道家; Dàojiā) fu la seconda scuola del pensiero cinese per importanza e influenza. La sua formulazione era attribuita al leggendario saggio Laozi (il "vecchio Maestro") 369-286 a.C.). L'attenzione del taoismo si incentrava sull'individuo inserito nel regno naturale piuttosto che sull'individuo inserito nella società. Di conseguenza, lo scopo finale della vita di ogni individuo era la ricerca dell'armonia, adattandosi al ritmo del mondo naturale (e soprannaturale), seguendo la Via (dao) dell'universo.
Opposto per molti versi alla rigida morale confuciana, il taoismo fu per molti aderenti a questa filosofia un complemento alle loro vite ordinate. Un intellettuale generalmente seguiva i precetti confuciani quando era impegnato in una carica pubblica, mentre poteva dedicarsi alla ricerca taoista di armonia con la natura nel suo tempo libero o quando si ritirava a vita privata.



Scuola dello Yin-yang

La Scuola dei Naturalisti, o dello Yin-yang (陰陽家, 阴阳家, Yīnyángjiā) fu una filosofia del Periodo dei regni combattenti che combinava i concetti di yin e yang e dei cinque elementi. È nata negli ambienti divinatori in cui si andava a sostituire gradualmente la scapulomanzia con la divinazione coi rametti d'achillea. I bastoncini venivano correlati alle linee costituenti i trigrammi e gli esagrammi: i bastoncini spezzati rappresentavano l'yin, pari, mente quelli interi lo yang, dispari. Il più conosciuto teorizzatore della scuola fu Zou Yan. Le teorie filosofiche di questa scuola tentavano di spiegare l'universo in termini di forze primarie della natura: le forze complementari dello yin (buio, freddo, femminile, negativo) e dello yang (luce, caldo, maschile, positivo) e i cinque elementi (acqua, fuoco, legno, metallo, terra). Inizialmente, queste teorie erano strettamente associate agli stati di Yan e Qi; più tardi acquistarono spazio nel pensiero filosofico e nelle credenze popolari.


Moismo

Il moismo (墨家; Mòjiā) fu sviluppato dai discepoli di Mozi (470-ca.391 a.C.). Anche se non sopravvisse alla dinastia Qin, il moismo fu considerato una scuola filosofica rivale del confucianesimo nel periodo delle Cento scuole di pensiero. La sua filosofia era basata sull'idea di amore universale (兼爱 jiān'ài): Mozi credeva che "tutti sono uguali davanti al cielo", e che gli uomini dovrebbero cercare di imitare il cielo impegnandosi nella pratica dell'amore collettivo. Convinto che ogni conoscenza debba essere basata sulle percezioni sensoriali piuttosto che sul pensiero astratto, Mozi può essere considerato un precursore dell'empirismo.
Mozi condannava l'enfasi posta da Confucio sui riti e sulla musica, che considerava una stravaganza. Proclamava la superiorità della pace e considerava la guerra uno spreco di forze. Il raggiungimento degli obiettivi sociali, secondo il suo pensiero, richiedeva unità di pensiero ed azione. La sua idea politica era quella di una monarchia d'ispirazione divina: i sudditi dovevano obbedire al sovrano, e il sovrano doveva sempre seguire la volontà del cielo. Vi erano, inoltre, elementi di meritocrazia: Mozi sosteneva infatti che i sovrani dovevano scegliere le persone da destinare alle cariche pubbliche prendendo in considerazione la loro virtù piuttosto che la loro nascita.
Il moismo non attirò più seguaci dopo la fine della dinastia Qin, ma il suo pensiero trovò eco nel pensiero legalista.


Scuola dei Nomi

La Scuola dei nomi (名家; Míngjiā) fu una derivazione del moismo. La sua filosofia, che è stata avvicinata a quella dei sofisti e dei dialettici greci, era centrata sulla definizione e sulla logica. L'esponente di maggior rilievo della scuola fu Gongsun Longzi.


Storia

Il Taishigong Zixu (太史公自序) nelle Memorie di uno storico (Shiji, 史記) elencava le sei maggiori scuole filosofiche. Lo Yiwenzhi (藝文志) del Libro degli Han (漢書) aggiungeva altre quattro scuole, arrivando ad un totale di dieci (十家; Shijia).
Le scuole di pensiero elencate nel Taishigong Zixu e nel Yiwenzhi furono sviluppate sotto la dinastia Zhou, fino alla repressione operata dall'imperatore Shi Huangdi. Il rogo dei libri e la persecuzione dei filosofi impedì la conservazione della maggior parte dei testi, ma alcune copie esistevano ancora sotto la dinastia Han, come risulta dallo Yiwenzhi. L'imperatore Wudi di Han pose lo studio dei classici confuciani come base degli esami richiesti per accedere alle cariche pubbliche e come fondamenta del sistema educativo.