mercoledì 29 aprile 2015

“Guardi la montagna, ma il tuo cavallo muore”


Il problema delle opinioni tendenziose o non qualificate nelle arti marziali.

Qualche tempo fa mi è stato fatta una domanda.
Perché non scrivi sui forum?
Le ragioni sono tante, ma alla fine partono sempre da un problema di rispetto.
Credo che il rispetto sia una componente fondamentale della pratica marziale: senza il rispetto si perdono infinte occasioni di imparare.
  • Molte delle persone che scrivono sui forum hanno praticato una sola arte marziale. Alcuni nemmeno quella.
Nella migliore delle ipotesi, invece, i più esperti usano i forum per vendere i loro corsi per cui è difficile ricavarne informazioni obiettive. Questo non vuol dire che nei forum non ci siano informazioni utili ma, se ci sono, di sicuro sono sepolte in mezzo a una montagna di inutili commenti.
Io non voglio (e non credo di) far parte di nessuna di queste categorie, e non intendo mancare di rispetto a nessuno. Sicuramente in mezzo alla quantità di discussioni ci saranno spunti interessanti, ma nella maggior parte dei casi si tratta di gossip marziale, quando non ci si trovi direttamente di fronte a informazioni manipolate per tirare acqua al proprio mulino.
Questo problema fa il paio con un altro: sui forum Mike Tyson le può prendere da un ragazzino di 14 anni.
Ovviamente è un’esagerazione, ma non troppo: chiunque si sente autorizzato a dire la propria opinione anche su materie tecniche, con il solo risultato di creare molta disinformazione. E’ come se su un forum di medicina le opinioni di un medico fossero sullo stesso piano di quelle di un ragazzino di prima superiore. E magari dato che il ragazzino è più presente sul forum del medico alla fine acquisisse più prestigio solo in base al numero di post.
Internet ha dato oltre ad un sacco di libertà ed informazione molto spazio a chi nella vita, non riuscendo a costruire niente di buono, critica gli altri e fa il bullo sul web perché ha il coraggio di insultare anche persone che hanno ottenuto risultati molto al di sopra dei suoi.
  • La realtà è che spesso quando fai qualcosa di buono subito ti fai dei nemici
Personalmente non parlo male di nessuno: sul mio Blog mi limito semplicemente a dire cosa secondo me funziona e cosa no, argomentando con spiegazioni ove possibile scientifiche o raccontando la mia esperienza diretta. Non mi sono mai permesso di dire qualcosa per sentito dire. Eppure, anche se non mi riferisco mai a nessuno nello specifico, chi ha la coda di paglia si sente tirato in causa. Così, insieme ai molti apprezzamenti, mi capita di leggere anche qualche mail di chi mi insulta perché secondo lui è tutto sbagliato quello che dico o quello che mostro.
Una volta mi arrabbiavo, me la prendevo e rimanevo amareggiato.
Poi ho pensato che certe manifestazioni non meritano la mia energia (né quella di nessun altro). Quando ricevo certe mail la mia risposta standard è la seguente:
“io non ho nessun interesse a farti cambiare idea. Per cui se credi che il mondo per essere un posto migliore debba conoscere la tua opinione di disprezzo nei miei confronti, organizzati! Apri un tuo blog, scrivi libri, fai dei videocorsi anche tu e prova ad argomentare le tue tesi.”
Inutile dire che raramente c’è un seguito.
A tal proposito vorrei citare un proverbio cinese abbastanza famoso nel kung fu:
WANG SHAN PAO SI MA
“Guardi la montagna, ma il tuo cavallo muore”
Quando si vede qualcosa di grande, di già costruito, è facile valutare e criticare, ma raggiungere gli stessi risultati può risultare molto difficile!
Il detto si riferisce all’errore percettivo in cui si incorre nei grandi spazi: in lontananza una montagna sembra vicina, ma nel raggiungerla ci rendiamo conto della distanza e rischiamo di uccidere il nostro cavallo per la fatica.
Spesso abbiamo la verità in tasca: sappiamo benissimo come le cose dovrebbero o non dovrebbero andare, ma solo quando abbiamo veramente la responsabilità di “fare” ci rendiamo conto delle reali difficoltà.
Per concludere, ritengo che avere un’opinione sia un diritto sacro e inalienabile. Credo anche però che alcune opinioni siano più qualificate di altre: le arti marziali sono frutto di molti anni di studio e pratica: se queste mancano la tua opinione vale molto poco.
Se poi le tue opinioni partono dall’idea che esista una sola arte marziale, un solo maestro, una sola scuola illuminata dalla luce di dio, secondo me la tua opinione vale meno di zero.
Questo è il tipico modo di pensare dei membri delle scuole-setta, che spesso invadono gli spazi in rete per diffondere il loro verbo insultando e mancando di rispetto a chiunque non la pensi come loro.
  • Il fanatismo delle arti marziali-rivelate mi spaventa non poco.
Le arti marziali sono come una montagna che può essere scalata da vari punti, di solito chi critica gli altri è così in basso nella propria risalita da non accorgersi che anche gli altri stanno salendo ma lo stanno facendo da un altro crinale.
Non ho mai sentito un maestro di quelli che hanno dedicato una vita allo studio e che hanno raggiunto la vetta della montagna mancare di rispetto ad altri praticanti.



Nessun commento:

Posta un commento