giovedì 19 febbraio 2026

Svegliati, John Wick. Il Tuo Ninja non è Mai Esistito. Ecco la Verità Sgradevole sugli Shuriken.


Smettila di immaginare il ninja come l'uomo in tuta nera che lancia stelle della morte dal tetto. È ora di fare a pezzi questa favola per bambini e turisti, perché la realtà è molto più interessante, e molto più sporca.

Partiamo dalla domanda: "Come fanno i ninja a trasportare gli shuriken senza farsi male?" La risposta è così semplice che fa male: Nella stragrande maggioranza dei casi, non li trasportavano affatto. Perché non li usavano.

Ti hanno venduto l'idea dello shuriken come l'arma segreta del guerriero ombra. La verità? Gli shuriken compaiono nei manuali dei samurai, non dei ninja. E nei samurai, erano un attrezzo marginale, quasi un passatempo. Non erano armi primarie. Erano un diversivo, un modo per guadagnare un secondo, per infastidire. Contro un'armatura? Inutili. Contro un vestito pesante? Inutili. Servivano solo per un colpo perfetto, da chirurgico, alla gola o all'occhio. Per il resto, erano solo schegge.

Quindi, il problema del "come trasportarli" è irrilevante quanto chiedersi come portare le palline da golf in un campo di battaglia. Non è quello che uccide.

Il Vero Tradimento: Il Ninja non era un Supereroe in Pigiama.

Ora, facciamo piazza pulita dell'icona. Il ninja in calzamaglia nera che si mimetizza nell'ombra è un'immagine da teatro, un costume di scena. Nella vita reale, un uomo vestito di nero in un Giappone feudale sarebbe stato avvistato e ucciso in cinque secondi. Il buio non è un mantello dell'invisibilità.

Il vero ninja era molto più subdolo, molto più intelligente e molto più normale. Assomigliava a questo:

    L'Uomo Qualunque: La maggior parte dei ninja erano spie, infiltrati. E come fa una spia a passare inosservata? Sembra un contadino, un mercante, un monaco. Indossa i loro panni, parla il loro dialetto, si confonde tra la folla. La tuta nera è l'ultima cosa che avrebbe indossato. Era un agente della CIA, non un supereroe della Marvel.

    Il Guerriero in Armatura: Se la missione prevedeva uno scontro, se sapeva che avrebbe dovuto combattere, il ninja non si presentava in kimono. Si presentava da samurai, perché molto spesso lo era. Indossava l'armatura, impugnava la katana, e faceva il suo dovere da soldato. Non c'era nulla di furtivo in questo.

Il confine tra ninja e samurai era labile, a volte inesistente. Erano guerrieri che svolgevano un certo tipo di lavoro (spionaggio, guerriglia), non una razza a parte con poteri magici.

La Lezione Spietata per Oggi.

Perché ti sto raccontando tutto questo? Perché anche nella difesa personale, come nella storia, ci sono due modi di affrontare la realtà:

  • Il modo del Mito: Credere che esista un'arma segreta (lo shuriken, la mossa micidiale, la cintura nera) che ti renderà invincibile. È il pensiero magico di chi cerca la soluzione facile.

  • Il modo del Sopravvissuto: Capire che la vera arma è l'adattamento. Il ninja storico non si affidava a un attrezzo, ma alla sua capacità di diventare chiunque, di essere ovunque e di non essere mai dove lo aspettavano.

La tua sicurezza, come quella del ninja, non sta in un oggetto appuntito in tasca. Sta nella tua capacità di essere invisibile quando serve (consapevolezza situazionale, mimetizzazione nell'ambiente, non attirare l'attenzione), e di essere un duro bersaglio quando non puoi più esserlo (preparazione fisica, uso di armi contingenti, determinazione letale).

Dimentica lo shuriken. Non ti serve. Non ti ha mai servito.

Cerca invece di essere come il vero ninja: una persona che passa inosservata, che non combatte mai una battaglia se non in assoluto vantaggio, e che se deve combattere, lo fa con la ferocia di un guerriero, non con la grazia di un ballerino.

La vera arte marziale non è lanciare stelle. È far sì che nessuno sappia mai che sei stato lì. O che se ti trovano, sia già troppo tardi per loro.


Nessun commento:

Posta un commento