venerdì 12 novembre 2010

La Verità che Nessuno Vuole Sentire: La Migliore Autodifesa non Insegna a Combattere

Ogni giorno, su internet, ragazzi e ragazze mi chiedono: "Qual è lo stile di combattimento migliore per l'autodifesa?". E puntuale arriva la risposta del tizio che ha visto tre video su YouTube: "Krav Maga. È letale. È quello che usano i militari israeliani. Ti insegnano a strappare via i testicoli con le mani e a uccidere con una penna".

Poi arriva qualcuno un filo più sveglio che dice: "No, il Jiu-Jitsu brasiliano, perché la maggior parte dei combattimenti finisce a terra".

Poi arriva il tradizionalista: "Il Wing Chun, perché è nato per la strada".

E tutti quanti litigano, si menano virtualmente, ognuno convinto che la sua arte marziale sia la chiave di volta per sopravvivere all'apocalisse zombie o alla rissa al bar.

E poi arrivi io, e con una lucidità brutale butto giù un concetto così semplice che quasi fa male: la migliore autodifesa è quella in cui non finisci per litigare.

Punto. Fine della discussione. Chiudiamo il thread e andiamo a casa.

Parliamo del Krav Maga, già che ci siamo. Perché è l'elefante nella stanza, il Re Mida delle arti marziali per autodifesa. Quello che i ragazzini citano quando vogliono sentirsi fighi.

Il Krav Maga non è autodifesa. È un corso accelerato per fare male a qualcuno il più velocemente possibile e scappare. Ed è efficace? In un contesto puramente tecnico, sì. Ti insegnano a colpire occhi, gola, inguine. Ti insegnano a reagire da distanza zero. Ti insegnano a non rispettare regole.

Ma c'è un problema enorme, e sono quelle "cose negative" che avete sentito tutti. Il Krav Maga, nella sua declinazione commerciale, è diventato la palestra dei prepotenti. Dei tipi che vogliono imparare a menare per sentirsi potenti. Dei "macho". Quelli che escono dalla palestra e cercano lo sguardo di traverso, quelli che hanno una risma così corta che una spinta diventa un'occasione per "testare" quello che hanno imparato.

E anche nella sua versione più seria, il Krav Maga soffre di un difetto congenito: ti insegna a vincere una rissa, ma non ti insegna a non entrarci. Anzi, spesso ti dà la falsa sicurezza di essere invincibile, e quella sicurezza è esattamente quello che ti farà finire in una situazione di merda.

Il Cobra Kai, la serie, per chi ha occhi per vedere, non è una celebrazione del karate. È una tragedia su come l'ossessione per il combattimento distrugga le vite.

Miguel finisce paralizzato. Paralizzato. Perché? Perché era diventato talmente ossessionato dal "diventare forte", dal vendicare l'onore, dal dimostrare qualcosa, che non ha capito che la vera forza è saper evitare la merda. Ha trasformato una rissa scolastica in una guerra. E ha pagato con la spina dorsale.

E quanti, guardando quella serie, hanno tifato per lui? Quanti hanno pensato "Sì, menali, Cobra Kai never dies"? La serie ve lo ha mostrato chiaramente: quella mentalità ti porta alla distruzione. E voi avete applaudito lo stesso. Poi vi chiedete perché la vostra vita è piena di conflitti.

Allora, visto che siamo qui e vogliamo essere onesti, facciamo la classifica definitiva delle migliori "arti marziali" per l'autodifesa. Quella che nessuno ha il coraggio di pubblicare.

1. La Finanza (1° Dan Cintura Nera in Budget)
Impari a gestire i soldi. Impari a investire. Impari a guadagnare abbastanza da poterti permettere una casa in un quartiere dove la notte puoi uscire senza guardarti le spalle. Questa mossa sconfigge il 90% dei criminali prima ancora di incontrarli.

2. L'Istruzione
Ti iscrivi a una buona università. Impari un mestiere che paga bene. Studi, sudi, ti fai il culo. Perché un laureato con un buon lavoro non ha bisogno di difendersi dai ladri d'auto: ha l'assicurazione, e comunque vive in un posto con un parcheggio sorvegliato. Questa tecnica ha un tasso di successo del 100% contro gli scippi.

3. L'Atletica (Stile "Corri, Coglione, Corri")
Impari a correre. Veloce. Per tanto tempo. Non c'è arte marziale che tenga: se sai correre più veloce di chi ti vuole menare, hai vinto. Hai vinto senza toccare nessuno, senza rischiare una denuncia, senza finire in ospedale. Lo sprint è la mossa più letale che esista.

4. La Consapevolezza Situazionale (Lo Stile Invisibile)
Impari a leggere le situazioni. Impari a capire quando una strada è troppo buia, quando un gruppo di persone è troppo agitato, quando un locale sta per degenerare. Impari ad attraversare la strada, a cambiare marciapiede, a dire "scusa" anche se hai ragione. Questa roba non si insegna in palestra, ma è l'unica che funziona sempre.

5. La Pace Interiore (La Mossa Segreta)
E qui arriviamo al punto più importante. Impari a non avere bisogno di dimostrare un cazzo a nessuno. Impari che il tuo ego non ha bisogno di essere nutrito con le briciole della violenza. Impari che andarsene non è vigliaccheria, è intelligenza. Questa è la tecnica che ti impedisce di diventare come Miguel, come Johnny Lawrence, come tutti quelli che nella vita hanno scambiato la forza con la stupidità.

La verità è che il mondo delle arti marziali è pieno di venditori di fumo che ti promettono di trasformarti in un guerriero. E ci guadagnano, eccome. Perché è più facile vendere l'illusione del potere a un ragazzino insicuro che dirgli: "La cosa migliore che puoi fare è studiare, fare soldi, vivere in un posto sicuro e non rompere i coglioni a nessuno".

Non è sexy. Non fa fare like sui social. Non ti fa sentire come Bruce Lee.

Ma funziona.

Il Krav Maga, il Jiu-Jitsu, la Boxe, il Wing Chun: sono tutti strumenti. Possono essere utili, se usati con la testa. Ma se pensi che lo stile di combattimento sia la risposta al problema della violenza, hai già perso. Perché la violenza non si sconfigge con altra violenza. Si sconfigge non trovandosi mai nella stanza in cui la violenza può accadere.

Quindi la prossima volta che qualcuno ti chiede "qual è il miglior stile per l'autodifesa?", rispondi così:

"Studia. Corri. Guadagna. Vivi in un posto bello. Sii una persona per bene. E se proprio vuoi menare le mani, comprati un sacco da boxe e sfogati lì. Ma ricordati: il vero vincitore è quello che la sera torna a casa senza un graffio, non quello che ha messo K.O. qualcuno."

Questa è la verità. Nuda, brutale, e dannatamente scomoda.



Nessun commento:

Posta un commento