martedì 18 novembre 2025

Kyokushin vs Shotokan: differenze reali e utilità nell’autodifesa da strada

Il Karate non è un sistema unico: tradizioni, strategie, regole sportive e mentalità cambiano molto da scuola a scuola. Due degli stili più noti, Shotokan e Kyokushin, spesso vengono messi a confronto proprio per capire quale dei due sia più efficace in situazioni di autodifesa reale, come una rissa da strada.

Per rispondere in modo corretto, bisogna distinguere tre piani:

  1. Struttura tecnica dello stile

  2. Regole sportive e tipo di allenamento

  3. Applicabilità nel caos non regolato della strada

Vediamoli uno per uno.

Lo Shotokan moderno deriva in buona parte dall’impostazione sportiva sviluppata nel dopoguerra. La sua forma più diffusa è quella dei tornei WKF.

Caratteristiche tecniche

  • Lavoro in distanza lunga (maai ampia)
    La guardia è estesa, i colpi partono spesso da lontano.

  • Movimenti lineari, molto puliti e molto veloci.

  • Enfasi sul colpire per primo (sen no sen, go no sen).

  • Molte tecniche di braccia alti, pochi colpi alle gambe.

Regole sportive

  • Contatto leggero (o “controllato”).

  • Non si può colpire duro, specialmente al viso.

  • Niente calci bassi, niente trapper, niente lotta.

  • Il punto viene assegnato alla tecnica pulita, non al danno.

Traduzione in autodifesa

Lo Shotokan crea:

  • ottimo timing,

  • velocità,

  • precisione,

  • capacità di colpire per primi.

Ma lascia scoperte zone fondamentali per una rissa:

  • assenza di gestione del clinch,

  • assenza di low kick reali,

  • assenza di lavoro a corta distanza,

  • assenza di abitudine al contatto duro.

Nella strada, il combattimento non è una gara di “chi tocca per primo”.

Il Kyokushin nasce con un’intenzione totalmente diversa: combattimento a pieno contatto, condizionamento pesante e potenza reale.

Caratteristiche tecniche

  • Low kick devastanti, circolari e spazzanti.

  • Lavoro a corta e media distanza.

  • Calci frontali, laterali, circolari alti.

  • Pugni al corpo in combinazioni continue.

  • Possibilità di colpire al volto con calci.

Regole sportive

  • Full contact senza protezioni.

  • KO reale possibile.

  • Pugni al volto vietati, ma calci al volto permessi.

  • Vince chi fa danni, non chi “tocca”.

Traduzione in autodifesa

Il Kyokushin offre:

  • esperienza con il contatto reale,

  • resistenza al dolore,

  • colpi che fanno male davvero,

  • gestione della pressione a distanza corta.

Limiti:

  • Non si allena il pugno al volto (fondamentale in strada).

  • Quasi assente il lavoro di grappling o difesa da prese.

  • La mentalità da “resistere” può essere rischiosa fuori dal tatami.

In una rissa da strada chi sarebbe favorito?

La risposta onesta è: nessuno dei due, se presi da soli.

Ma se compariamo solo i due stili:

Kyokushin è molto più vicino all’autodifesa reale

…perché:

  • abitua al contatto pieno,

  • insegna a colpire sotto stress,

  • sviluppa colpi sulle gambe che fermano davvero una persona,

  • include calci al volto, calci al corpo e attacchi continui.

Uno shotokan-ka NON abituato al contatto pieno rischia uno shock violento nel momento in cui l’avversario lo colpisce duro per la prima volta. Succede anche a pugili e kickboxer principianti: il debutto nel contatto cambia tutto.

Lo Shotokan può essere tirato fuori in strada solo se chi lo pratica lo integra con:

  • sparring realistico,

  • boxe o kickboxing,

  • gestione del clinch,

  • difesa personale vera (scenario training).

Hai capito un punto reale: nelle competizioni Shotokan vince spesso il primo tocco.
Ma la scherma del karate sportivo non ha niente a che vedere con la dinamica caotica della strada.

In strada:

  • Le persone si muovono diversamente.

  • Nessuno arretra in linea retta come in un dojo.

  • Gli avversari possono tirare pugni a raffica, non un colpo singolo.

  • Esiste il clinch.

  • Esistono calci bassi.

  • Esistono prese, spinte, aggressioni multiple.

  • Puoi cadere a terra.

Il “touch and go” da gara non trasferisce automaticamente efficacia in questo contesto.

Se lo scopo è sopravvivere e non vincere, l’autodifesa non è uno stile:
è un insieme di principi, e spesso le opzioni migliori NON sono marziali:

  • scappare,

  • mettere ostacoli tra te e l’aggressore,

  • usare l’ambiente (porte, scale, barriere),

  • attirare attenzione,

  • evitare angoli bui e gruppi,

  • conoscere la legge.

Un’arte marziale può aiutare, ma da sola non risolve una rissa vera, soprattutto se l’avversario ha:

  • un coltello,

  • amici,

  • alcol in corpo,

  • volontà di fare male.

Se uno deve scegliere tra i due solo per l’autodifesa, la classifica è:

1º: Kyokushin

Perché costruisce:

  • durezza mentale,

  • colpi reali,

  • resistenza al contatto,

  • capacità di continuare anche sotto pressione.

2º: Shotokan

Può essere utile per:

  • timing,

  • velocità,

  • distanza,

  • esplosività.

Ma senza integrazione diventa poco realistico.

La scelta migliore in assoluto per l’autodifesa?

Nessuno dei due da solo.

Il percorso più completo è:

Un’arte da colpi full-contact
(Kyokushin, Kickboxing, Muay Thai, Boxing)

Un’arte di gestione delle prese e del corpo a corpo
(Judo, Jiu-Jitsu, Wrestling)

Un programma serio di difesa personale
(scenario stress test, anti-aggressione, legale)

Questa combinazione crea:

  • potenza

  • tecnica

  • controllo

  • consapevolezza reale

Ed è anche ciò che usano le forze dell’ordine più moderne.



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