venerdì 28 novembre 2025

Lame Silenziose: La Verità Storica sul Combattimento dei Samurai


Il cinema ci ha abituati a duelli coreografici dove le katane si incrociano ripetutamente, producendo scintille e suoni metallici. Tuttavia, se un samurai del periodo Sengoku potesse vedere un moderno film d'azione, probabilmente lo troverebbe assurdo. Per un guerriero giapponese, far cozzare la propria lama contro quella dell'avversario non era un segno di abilità, ma un errore tattico.

Il vero combattimento con la spada non era una maratona di forza, ma uno scatto centometrista verso la morte.

1. L'Eleganza dell'Efficienza: Schivare vs Bloccare

Nella scherma tradizionale giapponese (Kenjutsu), l'idea di bloccare un colpo usando la propria spada come scudo era considerata l'ultima risorsa, quasi una prova di scarsa competenza.

Perché evitare il blocco?

  1. Integrità della Lama: La katana è un capolavoro di ingegneria, ma è progettata per tagliare carne e ossa, non per colpire altro acciaio. Un blocco diretto lama contro lama può causare tacche profonde, incrinature o persino la rottura della spada.

  2. Perdita di Tempo: Bloccare ferma il tuo movimento. Schivare, invece, ti permette di muoverti mentre l'avversario va a vuoto, lasciandolo scoperto per un contrattacco immediato.

  3. Il Gioco di Gambe (Tai Sabaki): Le scuole di spada più prestigiose insegnavano che la difesa risiede nei piedi, non nelle mani. Spostare il corpo fuori dalla linea d'attacco era considerato il modo più elegante ed efficiente di combattere.

2. La Brevità Fatale del Duello

A differenza della scherma europea medievale, che in alcuni contesti poteva prevedere scontri prolungati grazie alle pesanti armature a piastre, il duello tra samurai era solitamente rapidissimo.

Moltissimi scontri si risolvevano nel tempo di un respiro. La filosofia dello Iaijutsu (l'arte di estrarre la spada e colpire in un unico movimento) ne è la prova massima. Spesso, il combattimento terminava nell'istante in cui le spade venivano sguainate: chi era più veloce e preciso decideva la vita o la morte in meno di due secondi. Se lo scontro non finiva al primo scambio, raramente superava il terzo.

3. La Katana: L'Ultima Risorsa del Campo di Battaglia

Un altro grande malinteso riguarda l'uso della katana in guerra. Sebbene sia diventata il simbolo dell'anima del samurai, la spada non era quasi mai l'arma principale in battaglia.

In un vero scenario di guerra, il samurai era prima di tutto un arciere a cavallo (Yumi) o un fante d'élite armato di lancia (Yari).

  • L’Arco (Yumi): Per secoli, il "Vangelo" del guerriero non fu la via della spada, ma la "Via dell'Arco e del Cavallo".

  • La Lancia (Yari): In battaglia, la portata era tutto. Un samurai con una lancia poteva uccidere un avversario armato di katana molto prima che quest'ultimo potesse avvicinarsi.

  • La Katana come "Pistola": La katana ricopriva un ruolo simile a quello della pistola per un soldato moderno: un'arma di riserva per il combattimento ravvicinato o per quando l'arma principale veniva persa o rotta.

4. Ashigaru e l'Evoluzione della Guerra

Gli Ashigaru (i fanti comuni) spesso non portavano nemmeno la katana. Il loro equipaggiamento standard era una lunga lancia o, con l'arrivo degli europei, l'archibugio (Tanegashima). Se un samurai fosse stato costretto a estrarre la spada contro una formazione di Ashigaru armati di picche lunghe 5 metri, si sarebbe trovato in uno svantaggio tattico quasi suicida.

Portare la katana era un simbolo di status sociale e un'arma eccellente per l'autodifesa civile o i duelli cerimoniali, ma sul campo di battaglia dominavano la distanza e la potenza di fuoco.

5. Interpretare i Segni del Combattimento

Quando osserviamo le armature dei samurai, notiamo che sono progettate per la mobilità. Questo rinforza l'idea di un combattimento rapido basato sull'evasione. Non c'è spazio per un lungo sferragliare se un solo fendente ben piazzato può terminare lo scontro.

L'immagine del samurai che "danza" con la spada è un prodotto dei teatri Kabuki prima e del cinema poi, creati per intrattenere il pubblico con la tensione narrativa. Il vero samurai cercava di chiudere la pratica nel modo più rapido e silenzioso possibile.

Padroneggiare la katana significava capire che la spada era un bisturi, non una clava. Il duello ideale per un samurai era quello in cui la lama usciva dal fodero solo per il tempo necessario a tagliare l'aria e tornare a riposo, possibilmente senza aver mai toccato l'acciaio nemico.

La bellezza di quest'arte non risiedeva nel fragore dello scontro, ma nella spaventosa velocità di una conclusione inevitabile.


Nessun commento:

Posta un commento