Poi succede qualcosa che nessuno si aspettava.
Silva si avvicina. Belfort carica un pugno. Silva sposta la testa di pochi centimetri, il pugno gli sfiora il viso. E in quello stesso istante, il piede sinistro di Silva sale dritto come una lancia, colpendo Belfort sotto il mento. Belfort cade all'indietro, già privo di sensi. KO.
La folla esplode. I commentatori impazziscono. Il calcio frontale – front kick, o "coup de pied" per i puristi – non era una novità assoluta nelle MMA. Ma nessuno lo aveva mai visto eseguito con quella precisione chirurgica, in un momento così alto, contro un avversario così temibile.
Dopo l'incontro, nell'intervista nell'ottagono, Anderson Silva viene intervistato.
E lì, con il fiatone ancora caldo, Silva dice qualcosa che farà discutere per anni.
"Ho parlato con Sensei Steven Seagal prima del combattimento... mi ha insegnato questo calcio. L'ho perfezionato con lui."
Steven Seagal.
L'attore.
Il maestro di Aikido.
L'uomo che non ha mai combattuto un incontro di MMA, non ha mai avuto una carriera nelle arti marziali sportive, e la cui credibilità nel combattimento reale è stata messa in discussione da chiunque abbia mai fatto due minuti di sparring serio.
Eppure, in quel momento, Anderson Silva – il più grande lottatore di peso medio nella storia dell'UFC, un uomo con 37 vittorie su 42 incontri – attribuisce a Steven Seagal il merito del calcio che ha appena distrutto Vitor Belfort.
Nei giorni successivi, Steven Seagal non si fece pregare. Anzi.
In una serie di interviste – alcune delle quali ancora disponibili su YouTube – Seagal spiegò che lui aveva "introdotto il calcio frontale nelle MMA". Disse che nessuno, prima dei suoi insegnamenti, lo usava con quella tecnica. Disse che Anderson Silva era stato "un ottimo allievo", anche se "ci sono voluti alcuni anni prima che capisse davvero".
L'atteggiamento era quello del gran maestro che ha svelato un segreto antico al mondo dei combattimenti moderni.
C'era solo un problema.
Non era vero.
Il calcio frontale non è una tecnica segreta. È una tecnica basilare.
Lo usano i muay thai da decenni (si chiama teep, e non si usa solo alla testa). Lo usano i karateka nello kumite. Lo usano i taekwondoin. Lo usano gli artisti marziali di ogni epoca, da quando qualcuno ha imparato ad alzare una gamba.
Anche nelle MMA, il calcio frontale era già stato usato prima di Anderson Silva. Lottatori come Lyoto Machida, ex karateka, lo avevano già impiegato in UFC. Era raro, certo. Non era standard. Ma non era una "novità assoluta".
E soprattutto, Anderson Silva non aveva bisogno di Steven Seagal per impararlo.
Silva aveva un background in taekwondo e muay thai. In quelle discipline, il calcio frontale si impara nei primi mesi, se non nelle prime settimane. Non ci vuole un "maestro di Aikido" per insegnarlo. Ci vuole un qualunque istruttore di kickboxing.
Ma c'è di più.
Nessuno degli allenatori di Anderson Silva ha mai confermato la versione di Seagal.
Il suo head coach, Antônio Rodrigo Nogueira? Silenzio. Il suo allenatore di striking? Silenzio. I suoi compagni di squadra alla Black House? Silenzio, o risposte evasive.
Qualcuno, nel corso degli anni, ha raccontato che Seagal visitò il campo di allenamento di Silva prima dell'incontro con Belfort. Ma non per "insegnare il calcio frontale". Piuttosto per farsi una foto, fare promozione, e magari dare qualche consiglio generico.
La dinamica che descrivono è quella tipica del "maestro famoso che arriva, dà due indicazioni banali, e poi si prende il merito se l'atleta vince". Se l'atleta perde, il maestro non c'era. Se vince, il maestro era fondamentale.
E nel caso di Seagal, la strategia ha funzionato. Per almeno un paio d'anni, una parte del pubblico credette che Steven Seagal fosse il "guru segreto" dietro Anderson Silva.
Non è solo questo episodio.
Il problema di Steven Seagal è che la sua intera carriera marziale è costruita su affermazioni mai verificate, e quasi sempre smentite dai fatti.
Dice di aver addestrato
le forze speciali giapponesi e russe. Nessuna prova.
Dice di
essere un maestro di Aikido di altissimo livello. Diversi esperti di
Aikido hanno fatto notare che la sua tecnica è approssimativa,
rigida, e lontana dagli standard dei veri maestri.
Dice di aver
ottenuto la sua cintura nera in Aikido direttamente in Giappone, in
tempi record. La scuola giapponese che cita non ha mai confermato.
E poi c'è il cinema.
Seagal è famoso per interpretare duro nei film. Ma nessuno dei suoi film è mai stato un capolavoro. Non ha un "Pirati dei Caraibi", non ha un "Die Hard", non ha un "Matrix". Ha una filmografia piena di direct-to-video in cui interpreta lo stesso personaggio (l'uomo che sa fare male) con la stessa espressione (indifferente), contro gli stessi cattivi (anonimi).
L'industria cinematografica non lo considera un regista o attore di talento. Lo considera un prodotto di nicchia che ancora oggi, chissà perché, vende nei mercati dell'Est.
Questa è la domanda interessante.
Perché Anderson Silva, un uomo che non ha mai avuto bisogno di Steven Seagal per nulla, ha deciso di attribuirgli il merito di quel calcio?
La risposta è probabilmente meno affascinante di quanto si creda.
Promozione reciproca. Silva era il campione in carica. Seagal era famoso in Brasile grazie ai suoi film trasmessi in TV. Dare credito a Seagal era un modo per ottenere visibilità su un mercato (quello cinematografico) che a Silva poteva interessare. E Seagal, dal canto suo, ci guadagnava in credibilità marziale.
Traduttore e pressione del momento. Nell'intervista post-fight, Anderson Silva parlava in portoghese, e il traduttore potrebbe aver semplificato o enfatizzato le parole. "Ho parlato con Seagal" non è "Seagal mi ha insegnato la tecnica". Ma nel caos dell'ottagono, la differenza si perde.
Gentilezza. Silva è sempre stato un atleta educato. Forse non ha voluto smentire Seagal sul momento, per non creare imbarazzo. Poi, con il passare degli anni, non ha più avuto motivo di tornare sull'argomento.
Qualunque sia la ragione, il risultato è che la bugia è entrata nell'immaginario collettivo. Ancora oggi, se chiedi a un appassionato medio chi ha insegnato il front kick a Silva, qualcuno ti risponderà "Steven Seagal".
La verità è che Steven Seagal è un uomo che ha costruito una carriera su affermazioni gonfiate, quando non completamente false. Non è un maestro di arti marziali nel senso tradizionale del termine. È un attore che ha studiato abbastanza Aikido da rendere credibili le sue coreografie nei film.
Non ha mai combattuto sul serio. Non ha mai testato le sue tecniche contro un avversario che resiste. Non ha mai avuto il coraggio di entrare in una gabbia, in un ring, o anche solo in un torneo amatoriale.
Le sue cinture nere? Forse le ha ottenute. Ma in alcune scuole di Aikido, le cinture nere si ottengono in pochi anni, senza sparring, senza contatto pieno. Non hanno lo stesso valore di una cintura nera in judo, BJJ o boxe.
I suoi "addestramenti" alle forze speciali? Non esistono prove documentali. Solo sue parole.
Le sue interviste? Sono un campionario di luoghi comuni, esagerazioni, e prese di credito su lavori altrui.
E il calcio frontale di Anderson Silva? Lo sapeva già. Glielo avevano insegnato anni prima, in muay thai e taekwondo. Seagal al massimo glielo ha fatto ripassare. O più probabilmente, ha solo approfittato della gentilezza di Silva per accaparrarsi un po' di gloria.
Se vuoi credere che Steven Seagal sia un maestro leggendario, un guerriero segreto, un uomo che ha insegnato ad Anderson Silva il colpo che ha cambiato la storia delle MMA... sei libero di farlo.
Ma devi anche accettare che:
Non ci sono prove.
Gli esperti di arti marziali lo smentiscono.
I film di Seagal sono oggettivamente brutti.
La sua credibilità è stata distrutta da decenni di bugie documentate.
Un consiglio, se puoi permettertelo: non credere a niente di quello che dice Steven Seagal. Nemmeno sull'ora che è. Soprattutto se sta cercando di venderti qualcosa.
E se un giorno, per caso, incontri Anderson Silva, chiediglielo direttamente.
Ma preparati a sentirti dire quello che già sai: il calcio frontale lo aveva imparato molto prima di incontrare Seagal.
Forse anche prima che Seagal iniziasse a raccontare balle.
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