giovedì 3 settembre 2015

Lo Shaolin del Giappone

“Dato che tutto viene fatto dagli uomini, allora non c’è modo di ottenere una vera pace se non costruendo il più possibile individui con un forte senso della carità, del coraggio e della giustizia” - Doshin So -



Lo Shorinji Kempo è un'arte marziale giapponese nata ufficialmente nel 1947 dal monaco buddista Doshin So nei pressi della cittadina di Tadotsu nella prefettura di Kagawa e, successivamente, diffusa in Europa a partire dal 1972.
Praticata originariamente dai monaci del monastero di Shorinji (traduzione giapponese di Shaolin), nella provincia di Honan (Cina), quest'arte unisce la meditazione Zen e l'esercizio fisico vitalizzante allo scopo di fondere la pratica marziale con i principi spirituali della dottrina buddista. Grazie a Doshin So, lo Shorinji Kempo si diffuse prima in Giappone e, successivamente, nel resto del mondo tramite la federazione internazionale di Shorinji Kempo (W.S.K.O).





I principi fondamentali di questa disciplina sono 6:
  1. Ken Zen Ichinyo - Unione tra il corpo e la mente: al fine di creare un guerriero equilibrato sia mentalmente che fisicamente;
  2. Riki Ai Funi - Unione tra forza e amore il praticante deve utilizzare le proprie capacità per migliorare la comunità in cui vive;
  3. Shushu Koju - La difesa prima dell'attacco: l'obiettivo del praticante è quello di far desistere dall'attacco il suo avversario, utilizzando solo come ultima arma il combattimento;
  4. Fusatsu Katsujin - Non per colpire ma per proteggere: mettere fuori combattimento l'avversario senza creare gravi danni;
  5. Goju Ittai - Unione di tecniche "attive" e "passive": utilizzo combinato di tecniche "morbide" e "dure";
  6. Kumite Shutai - L'importanza del lavoro di coppia: il confronto tra due praticanti è l'unico metro di giudizio per valutare i propri punti di forza e di debolezza.
Come indicate nel principio "Goju Ittai", lo Shorinji Kempo si basa sullo studio di diverse tipologie di tecniche:
  • Goho: rientrano in questa definizione le tecniche "dure" del Shorinji Kempo, come i calci, i pugni e le parate;
  • Juho: ovvero l'arte della "cedevolezza", è il gruppo di tecniche morbide in cui rientrano le schivate, le leve e le proiezioni. Il principio di queste tecniche è lo sfruttamento della forza dell'avversario senza opporre resistenza;
  • Seiho: è lo studio dei punti vitali del corpo umano, non solo consente di aumentare l'efficacia delle tecniche di combattimento (ad es. leve articolari), ma può essere utilizzata per curare determinati disturbi che influenzano i meridiani energetici.



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