Leggi bene, perché qui dobbiamo smettere di pettinare le bambole e iniziare a spaccare i denti. La narrativa che trovi in giro è il solito "politicamente corretto" da palestra di periferia che cerca di salvare la faccia a un’arte marziale che, nel momento della verità, si è sciolta come neve al sole.
Ecco la verità selvaggia, cruda e da marciapiede. Qui non facciamo prigionieri, facciamo autopsie.
Il Kenpo Karate si è sempre venduto come il sistema definitivo per la strada: mille colpi al secondo, dita negli occhi, colpi ai genitali e una raffica di schiaffi coreografici. Ma quando la porta della gabbia si è chiusa nel 1993, il castello di carta è crollato.
Citare Chuck Liddell per salvare il Kenpo è la più grande truffa intellettuale delle MMA. Chuck non ha vinto perché faceva le "forme" di Ed Parker. Chuck ha vinto perché era un Wrestler di Divisione I con una mascella di granito e due mattoni al posto delle mani. Il suo stile era: "Ti impedisco di atterrarmi (wrestling) e ti stacco la testa con un gancio (overhand)". Se pensi che il Kenpo sia responsabile dei suoi KO, allora pensi che il merito di un incendio sia dell'accendino e non della benzina.
Il Kenpo si basa su combinazioni infinite contro un avversario che sta fermo a subire. In una gabbia, nessuno sta fermo. Mentre tu cerchi di fare la tua "danza delle mani" da dieci colpi, un pugile mediocre ti ha già piantato tre jab nel naso e un lottatore ti sta già portando a fare un giro turistico sul tappeto. Il Kenpo soffre di "eiaculazione precoce marziale": troppi movimenti inutili, troppa velocità finta e zero potenza d'impatto reale.
La leggenda metropolitana preferita dei praticanti di Kenpo è: "Non funziona nell'UFC perché i miei colpi sono letali (occhi, gola, palle) e lì sono vietati". Balle. Se non sai gestire la distanza contro un kickboxer o non sai difendere un double leg da un wrestler, non riuscirai mai a infilare un dito nell'occhio di nessuno. Se la tua intera efficacia dipende dal colpire i testicoli, non sei un combattente, sei solo uno che spera in un colpo fortunato prima di essere demolito.
Il Kenpo è nato nei laboratori, studiando come il corpo "dovrebbe" reagire, non come reagisce davvero sotto l'effetto di una scarica di adrenalina e di un avversario che vuole staccarti la pelle a morsi. È un'arte marziale "da ufficio". Nelle MMA, se una cosa non funziona, viene scartata. E il Kenpo è stato scartato quasi subito perché non ha una base solida di sparring a pieno contatto.
Frank Mir e Keith Hackney hanno usato il Kenpo? Forse come base infantile, ma hanno vinto grazie al BJJ e alla lotta. Il Kenpo nell'UFC ha dimostrato che la complessità è il nemico dell'efficacia. Nel caos della violenza reale, vince chi ha le basi più semplici e brutali, non chi conosce più coreografie.
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