lunedì 5 gennaio 2026

Hijikata Toshizo: Il Samurai della Shinsengumi e le Tecniche Sporche della Guerra


Hijikata Toshizo (土方 歳三) è una delle figure più iconiche e leggendarie nella storia del Giappone, simbolo di lealtà, onore e resistenza. Vicecapo della Shinsengumi, la leggendaria milizia di samurai che ha cercato di difendere lo shogunato Tokugawa durante il periodo Bakumatsu, Hijikata ha incarnato l’ideale del guerriero samurai in un’epoca di profondi cambiamenti sociali e politici. Ma oltre alla sua lealtà e al suo coraggio, un altro aspetto che ha reso la sua figura tanto affascinante e tragica è l’uso delle tecniche sporche durante i combattimenti, un elemento che non solo lo ha reso un formidabile combattente, ma che incarna anche il lato oscuro della guerra e del codice d'onore dei samurai.

La Shinsengumi fu fondata nel 1863 durante il periodo finale dello Shogunato Tokugawa, un periodo segnato dalle crescenti tensioni tra il governo imperiale e i sostenitori dello shogunato. L’unità, composta in gran parte da uomini provenienti da diverse parti del Giappone, si rese famosa per la sua disciplina rigorosa, le sue battaglie eroiche e il suo feroce impegno nella protezione dello shogunato. Hijikata, con il suo temperamento incrollabile, divenne uno dei leader principali, noto per la sua capacità di ispirare le truppe e per la sua severità nel mantenere l'ordine all'interno del gruppo.

Ma nel contesto delle guerre del periodo Bakumatsu, in cui la violenza politica e le azioni brutali erano all'ordine del giorno, la Shinsengumi non si limitò a combattere secondo i canoni tradizionali del codice dei samurai. I combattimenti sporchi, quelli che infrangono il codice d'onore, erano talvolta necessari per sopravvivere e prevalere in un mondo dove la lealtà era tradita e dove il tradimento era una costante.

La figura di Hijikata è legata non solo alla sua intransigenza nel mantenere l’ordine tra i suoi uomini, ma anche alla sua abilità nell’utilizzare tecniche poco ortodosse per garantire la vittoria sul campo di battaglia. Queste tecniche, lontane dal concetto di "onore" e "lealtà" che caratterizzano il bushido, sono invece l’espressione della necessità di combattere in un mondo dove la guerra non faceva sconti. Alcuni di questi metodi sporchi sono passati alla storia grazie alla figura di Hijikata, che li ha utilizzati con grande abilità.

Durante la guerra, un buon combattente deve conoscere i punti deboli del corpo umano per sfruttarli a proprio favore. Hijikata, come molti altri samurai della sua epoca, sapeva che l'efficacia di un colpo non dipende solo dalla forza fisica, ma dalla sua precisione chirurgica. Alcuni dei punti vitali più comuni da colpire in combattimento includono:

  • Gli occhi: Il colpo agli occhi è un metodo rapido ed estremamente efficace per disabilitare un avversario. Colpire in modo deciso gli occhi può causare dolore estremo e temporanea cecità, rendendo il combattimento più facile da vincere.

  • La gola: Un colpo preciso alla gola può compromettere la capacità dell’avversario di respirare e difendersi, abbattendolo rapidamente.

  • Le articolazioni: Gli attacchi alle articolazioni, come gomiti e ginocchia, sono tecniche spesso usate per disabilitare un avversario in modo permanente, rendendo impossibile un combattimento successivo.

  • Il plesso solare: Un colpo al plesso solare può mettere fuori combattimento anche il guerriero più esperto, facendo perdere all’avversario fiato e capacità di combattere.

Queste tecniche erano conosciute in molti stili di combattimento giapponesi e, sebbene disprezzate dal punto di vista del bushido, erano utilizzate come metodi rapidi ed efficaci per ottenere il controllo della situazione. Hijikata, come vicecapo della Shinsengumi, sapeva bene che nei combattimenti reali non c’era spazio per l’onore se la vita era in gioco.

In tempi di guerra, l'uso delle tecniche di difesa sporche era essenziale per mantenere un vantaggio. Un altro esempio di tecniche “sporche” riguarda i colpi alle parti genitali dell'avversario. Colpire in queste aree non è solo doloroso, ma può anche mettere l’avversario fuori combattimento immediatamente, creando un'opportunità per il combattente di agire rapidamente e finire il confronto. Questa mossa, sebbene disonorevole in molti contesti, è stata usata strategicamente nei combattimenti di strada e nelle battaglie.

Una delle tecniche più efficaci usate dai combattenti della Shinsengumi era l’attacco rapido e potente alle mani e braccia dell'avversario, puntando a disarmarlo e impedire che potesse continuare a combattere. Un taglio o una pressione su punti sensibili come i nervi della mano o il polso poteva spezzare l’abilità dell’avversario di utilizzare la spada o qualsiasi altro strumento.

Hijikata era noto per improvvisare durante i combattimenti. Agire con foga e in modo imprevedibile è una tecnica che ha confuso e abbattuto numerosi avversari. Non era sempre il miglior guerriero a vincere, ma quello che sapeva cogliere l'opportunità al momento giusto. L'abilità di apparire imprevedibile e di agire senza preavviso è una delle caratteristiche che rende un combattente particolarmente pericoloso. Hijikata usava questa tecnica in battaglia, confondendo i nemici con attacchi rapidi e cambiando continuamente il suo approccio.

La fine di Hijikata Toshizo avvenne nel 1869 durante la battaglia di Hakodate, quando si trovò a combattere contro le forze imperiali durante la resa del shogunato Tokugawa. Nonostante la fine tragica della sua resistenza, la sua resilienza e la sua abilità sul campo di battaglia rimasero leggendarie. Hijikata si batté fino all'ultimo con determinazione, proprio come aveva vissuto. Ma la sua morte non ha segnato solo la fine della Shinsengumi, ma anche la fine di un'era in cui la guerra seguiva ancora i principi del bushido e l'arte del combattimento era un mix di onore e brutalità.

Nel mondo moderno, l’eredità di Hijikata è celebrata come quella di un grande guerriero che non temeva di usare ogni strumento a sua disposizione, incluse le tecniche sporche che in un contesto moderno potrebbero essere considerate disonorevoli. Ma nel contesto della sua epoca, Hijikata rappresenta il guerriero che non si arrende mai, che utilizza ogni mezzo per proteggere i suoi ideali e la sua gente.

Hijikata Toshizo, pur essendo un uomo di onore, ha saputo usare le tecniche sporche nei combattimenti per sopravvivere in un periodo turbolento della storia giapponese. La sua figura rimane un simbolo di lealtà e coraggio, ma anche di quella parte più grigia della guerra dove la violenza, sebbene sgradita, è necessaria per ottenere il vantaggio. La Shinsengumi, attraverso uomini come Hijikata, ha scritto un capitolo importante della storia giapponese, un capitolo in cui il confine tra l’onore e il pragmatismo è spesso sfumato dalla brutalità della guerra.


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