Nel vasto mondo delle arti marziali miste (MMA), e in particolare nell’UFC, la presa alla testa potrebbe sembrare un’azione intuitiva e basilare, un movimento che un praticante esperto potrebbe utilizzare per neutralizzare un avversario. Tuttavia, nonostante l’efficacia che questa tecnica potrebbe apparire avere in una situazione di combattimento, è sorprendente vedere quanto raramente venga effettivamente impiegata in un incontro di MMA. In questo post, esploreremo le ragioni dietro questa apparente "mancanza" di utilizzo di una semplice presa alla testa durante i combattimenti UFC e analizzeremo le dinamiche tecniche, strategiche e fisiche che portano i combattenti a scegliere altre opzioni.
Prima di tutto, definiamo cosa intendiamo per presa alla testa. In termini semplici, una "presa alla testa" si riferisce a un'azione in cui il combattente cerca di afferrare la testa dell'avversario, in genere con entrambe le mani, per immobilizzarlo o per sfruttare una posizione di controllo per infliggere danni, come nella tecnica del guillotine choke o nel tentativo di portare l’avversario a terra. Si tratta di una manovra che richiede una certa forza fisica, ma anche un'eccellente tecnica di grappling.
In molte arti marziali, come nel Judo o nel Jiu-Jitsu Brasiliano (BJJ), la presa alla testa è una componente importante per il controllo del combattente. Tuttavia, nel contesto dell’UFC e delle MMA, l’uso della presa alla testa come tecnica principale è molto più raro. Questo perché, sebbene possa sembrare una strategia semplice, la sua applicazione nel combattimento reale è complessa e, in molti casi, inefficace rispetto ad altre tecniche di controllo più sofisticate.
La mancanza di uso di una presa alla testa nelle MMA è principalmente legata al rischio di esposizione ai colpi. La testa, essendo una delle aree più vulnerabili del corpo umano, è costantemente protetta da guardie, movimenti e angolazioni più sofisticate. Quando un lottatore afferra la testa di un avversario, espone automaticamente la propria testa e la parte superiore del corpo a possibili colpi al viso o ganci al corpo.
La difesa di un combattente è estremamente importante, e un’azione che espone il combattente ai colpi, come accade con una presa alla testa, è spesso evitata a favore di posizioni di controllo più sicure. Ad esempio, la guardia, l’half guard o la posizione di side control sono tecniche che permettono al combattente di controllare l’avversario senza esporsi ai colpi.
In pratica, nel combattimento UFC, dove i colpi al viso possono terminare un incontro con una knockout o un KO tecnico, la sicurezza durante l’esecuzione di un movimento è fondamentale. La presa alla testa è infatti vista come troppo rischiosa in confronto ad altre manovre di controllo più difensive ed efficaci.
Un altro motivo per cui non vediamo spesso l’utilizzo della presa alla testa nelle MMA è il concetto di controllo del corpo. Un combattente esperto di MMA, specialmente chi ha una solida base in Jiu-Jitsu Brasiliano (BJJ), sa che la vera chiave per dominare un avversario non è afferrare la testa, ma controllare il corpo. La posizione del corpo dell'avversario, piuttosto che quella della testa, determina la sua capacità di muoversi e di reagire.
Se un combattente riesce a controllare il torso o le braccia del suo avversario, impedendo qualsiasi movimento, può facilmente portarlo a terra, neutralizzarlo o persino sottometterlo. La testa, pur essendo un punto vitale, non è sempre la chiave per immobilizzare un avversario. Inoltre, la maggior parte delle sottomissioni più efficaci, come l'armbar, la kimura o il triangle choke, non richiedono una presa diretta sulla testa dell’avversario, ma piuttosto sul braccio, sul collo o sulla gamba.
Controllare il corpo, piuttosto che cercare una presa alla testa, permette di manipolare meglio il movimento dell’avversario e di limitare le sue opzioni difensive. È anche meno rischioso, in quanto mantiene il combattente in una posizione più sicura per l’inizio di una sottomissione o per una transizione verso una mossa finale.
Ci sono, tuttavia, tecniche specifiche in cui una presa alla testa è impiegata, la più famosa delle quali è la guillotine choke. Questo tipo di sottomissione mira a strangolare l’avversario afferrando la sua testa con le braccia mentre si trova in piedi o parzialmente inginocchiato.
Tuttavia, sebbene la guillotine sia una tecnica potente, non è una presa alla testa nel suo significato più ampio: si tratta piuttosto di una mossa di strangolamento, in cui la testa viene afferrata e bloccata in un angolo strategico per limitare l’afflusso di sangue al cervello. La guillotine richiede anche una preparazione e un’esecuzione molto precise, con l’atleta che deve essere pronto a difendersi da un possibile contrattacco o da una transizione verso un’ovragiada di posizioni dominanti.
Nonostante ciò, le sottomissioni come questa sono scelte tattiche che dipendono dalle circostanze, come la posizione del combattente, la resistenza dell’avversario e la capacità di mantenere il controllo. In molti casi, la guillotine è una tecnica usata come opzione finale quando il combattente è già in una posizione avanzata, piuttosto che una mossa iniziale.
Nel contesto delle MMA moderne, i combattenti sono altamente specializzati e addestrati in tutte le discipline di combattimento. Gli striker (come chi proviene dalla boxe o dal Muay Thai) e i grapplers (come i praticanti di BJJ e wrestling) tendono ad adottare strategie diverse per affrontare i propri avversari.
Gli strikers, che sono focalizzati sulla difesa dai colpi e sul contrattacco veloce, si concentrano su movimenti rapidi e angolazioni, mentre i grapplers cercano di portare l’avversario a terra e controllarlo attraverso il ground and pound o con manovre come la kimura o il rear-naked choke.
In questo contesto, la presa alla testa non è sempre la scelta migliore. I combattenti moderni di MMA cercano di evitare mosse che espongano la loro posizione e preferiscono strategie più fluidi e meno rischiose. La combinazione di elementi da diverse arti marziali richiede un adattamento continuo e una profonda comprensione delle dinamiche di movimento, il che rende la semplice presa alla testa un’opzione sempre meno vantaggiosa.
In sintesi, la presa alla testa non è una manovra comune nelle MMA per una serie di motivi, tra cui i rischi associati all’esposizione ai colpi, la preferenza per il controllo del corpo e la tecnica avanzata di sottomissione che non richiede necessariamente una presa diretta sulla testa. Tuttavia, tecniche come la guillotine choke dimostrano che la testa può essere un punto di attacco strategico, ma solo quando le condizioni sono favorevoli e il combattente è in grado di gestire la transizione in modo efficace.
Le MMA moderne richiedono versatilità e la capacità di adattarsi rapidamente. Piuttosto che afferrarsi alla testa, i lottatori scelgono tecniche che li mettano al sicuro e gli consentano di evolversi nel combattimento in base alle necessità del momento.
Nessun commento:
Posta un commento