Leggi bene, perché quello che sto per dirti non arriva da un manuale di autodifesa con le foto patinate, ma dalla realtà cruda di chi sa che l'asfalto non perdona. Se pensi che "andare verso" uno armato di lama sia una mossa furba perché così "afferri il braccio", allora sei già a metà strada per un lenzuolo bianco in un vicolo cieco.
Parliamoci chiaro, senza giri di parole: il coltello non è come una pistola. La pistola fa paura, ma il coltello è viscerale. Il coltello non finisce i colpi. Il coltello non si inceppa. Il coltello non ha bisogno di mira perfetta; gli basta sfiorarti per aprirti come un sacco di farina. E tu vuoi accorciare la distanza? Vuoi andargli incontro? È pura follia, e ora ti spiego il perché, centimetro per maledetto centimetro.
Quando accorci la distanza, pensi di avere il controllo. Pensi: "Se gli sto addosso, non può caricare il colpo". Sbagliato. Il coltello non ha bisogno di caricamento. Non è un film di Hollywood dove l'aggressore alza il braccio sopra la testa come un cattivo dei cartoni animati. Nella strada, chi sa usare una lama la tiene bassa, vicino al fianco, o nascosta dietro l'avambraccio.
L'effetto "Frullatore": Se ti avvicini per afferrare il braccio, entri nel raggio d'azione di quello che io chiamo il frullatore. Un essere umano sotto adrenalina può muovere la mano dominante con una frequenza di 3-4 fendenti al secondo. Se sbagli la presa di un millimetro, o se lui ritrae il braccio mentre tu avanzi, non verrai colpito una volta. Verrai bucato dieci, quindici volte prima ancora di capire che la tua presa è fallita.
La mano libera: Tutti si dimenticano della mano sinistra (o destra, se è mancino). Mentre tu sei tutto concentrato a cercare di bloccare quel polso che schizza via come un'anguilla insanguinata, l'altro braccio ti sta colpendo in faccia, ti sta cavando gli occhi o ti sta tenendo fermo per facilitare il lavoro della lama.
Il raggio di sterzata: Più sei vicino, meno spazio hai per vedere da dove arriva il colpo. Da lontano puoi intuire il movimento della spalla. Da vicino, sei nel caos totale. Il coltello può arrivare dal basso verso l'alto (sotto le costole), di taglio (alla gola) o di punta (nello stomaco).
Tu dici: "È più facile afferrare il braccio". Ma hai mai provato ad afferrare il braccio di qualcuno che non vuole essere afferrato? Ora aggiungi queste variabili:
Adrenalina: I tuoi riflessi fini spariscono. Non hai più la coordinazione per fare una presa a "C" perfetta sul polso. Le tue mani diventano due pezzi di legno.
Il Fattore Viscido: Entro dieci secondi dall'inizio della colluttazione, ci sarà del sangue. O è il tuo, o è il suo. Il sangue è più scivoloso dell'olio motore. Prova ad afferrare un avambraccio sudato e coperto di sangue che si muove freneticamente. Buona fortuna.
Il "Pump and Stab": Anche se riesci ad afferrargli il braccio, pensi che lui resti fermo? Inizierà a tirare, a strattonare, a usare il peso del corpo. Ogni volta che lui ritrae il braccio e tu non molli, la lama passa vicino ai tuoi tendini, ai tuoi polsi, alle tue arterie. Ti affetti da solo cercando di tenerlo.
In strada non vince chi conosce la tecnica più bella, vince chi è disposto a scendere più in basso nell'inferno. Se vai verso di lui, gli stai dando esattamente quello che vuole: il contatto.
Un aggressore con un coltello ha già deciso che la tua vita vale meno del tuo portafoglio o di un "rispetto" malato. Se tu avanzi, elimini l'unico vantaggio che hai: lo spazio. Lo spazio è tempo. Tempo per scappare, tempo per trovare un'arma di fortuna, tempo per far sì che qualcuno intervenga. Se annulli lo spazio, hai scommesso tutto sulla tua capacità di essere più veloce di un riflesso nervoso. E la biologia dice che perdi. Sempre.
Se entri in "clinch" (corpo a corpo) senza aver neutralizzato istantaneamente l'arma, il tuo fianco è completamente esposto. Un colpo ai reni o alla milza è una sentenza di morte lenta e dolorosa.
Inoltre, se lui passa il coltello dall'altra mano? Molti accoltellatori di strada sanno fare il cambio di mano. Mentre tu lotti con tutte le tue forze per bloccargli il braccio destro, la lama passa alla sinistra e ti finisce nel fianco. Game over.
Il punto che hai toccato alla fine è quello fondamentale: "Se è più cattivo di te". La maggior parte della gente comune ha una barriera mentale all'idea di affondare del metallo nella carne di un altro essere umano. Il criminale da strada quella barriera l'ha bruciata anni fa. Se tu vai verso di lui con l'intenzione di "limitare quello che fa", e lui è lì con l'intenzione di "macellarti", vincerà lui. La sua intenzione è assoluta. La tua è difensiva, esitante.
In un combattimento di coltello, non esiste la vittoria pulita. Esiste solo chi muore in strada e chi muore in ambulanza. Se decidi di accorciare la distanza, devi essere pronto a essere tagliato. Devi accettare che la tua pelle verrà aperta. Se non sei pronto a questo sacrificio, restare a distanza o scappare è l'unica mossa logica.
Andare verso un coltello è un atto di disperazione, non una strategia. Si fa solo se non hai altra scelta, se sei con le spalle al muro e non c'è via d'uscita. E anche in quel caso, non ci vai per "afferrare il braccio" come se fossi in un dojo. Ci vai per distruggere, per colpire i punti vitali con una violenza tale da spegnere la sua centralina elettrica prima che lui possa reagire.
Ma ricordati: ogni centimetro che guadagni verso di lui è un centimetro in meno di vita se non sei perfetto. E nessuno è perfetto quando c'è un pezzo di acciaio di venti centimetri che danza davanti agli occhi.
La strada non è un film. Se vedi una lama, la tua priorità non è il braccio del nemico. È la tua pelle. Metti chilometri tra te e quella punta. Sempre.
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