giovedì 16 luglio 2026

Il pugno che venne dal passato: Come si sferravano i ganci nella boxe a mani nude

 


Prima che i guantoni imbottiti trasformassero la boxe in uno sport di volume e combinazioni, prima che i "powderpuff" e i "tap tap" dei giorni nostri, c'era un'epoca in cui un pugno doveva essere preciso come un bisturi e potente come una mazza. Era l'epoca della boxe a mani nude, e il gancio, che oggi è un'arma universale, aveva una forma e una funzione molto diverse.

La risposta breve è che i ganci di un tempo venivano sferrati quasi esclusivamente con il pugno orizzontale (palmo rivolto verso il basso), ma non per una questione di stile, bensì di sopravvivenza. La risposta lunga è una storia di evoluzione, biomeccanica e di come l'equipaggiamento abbia cambiato per sempre la meccanica del pugno.

Se potessi viaggiare indietro nel tempo fino alla Londra del primo Settecento, non vedresti ganci. Non come li intendiamo oggi. I primi campioni di pugilato, come James Figg, combattevano con un repertorio di pugni dritti, colpi oscillanti e, soprattutto, lotta. La boxe di quell'epoca era un combattimento totale, spesso integrato con l'uso di bastoni e spade. La realtà era che, senza un sistema di polizia moderno, il coltello o la mazza era l'accessorio quotidiano di ogni uomo, e la scherma era una componente essenziale dell'addestramento di un combattente.

In questo contesto, il gancio come lo conosciamo semplicemente non esisteva. "Tutta la boxe tradizionale a livello globale utilizzava pugni diretti, colpi e altre tecniche di percussione". Quello che oggi chiameremmo gancio era in realtà un "colpo oscillante", un movimento che partiva da più lontano e che non aveva la traiettoria circolare e compatta del gancio moderno.

Il merito (o la colpa) dell'invenzione del gancio è attribuito a Jack Broughton, il campione che divenne il "padre della boxe britannica". Fu Broughton a introdurre, probabilmente intorno alla metà del XVIII secolo, un pugno che non era più un colpo oscillante, ma un colpo curvo e preciso. Ed era un gancio orizzontale.

Broughton fu anche il pugile che, dopo aver accidentalmente ucciso un avversario in un incontro, scrisse le prime regole codificate (le regole di Broughton del 1743) e introdusse i primi "muffler" (guantoni imbottiti) per l'allenamento. La sua influenza fu così gigantesca che qualsiasi tecnica utilizzata da lui veniva rapidamente adottata da tutti.

Perché orizzontale?
La risposta è biomeccanica e pratica. Il gancio orizzontale era l'evoluzione naturale del vecchio "colpo oscillante". Inoltre, era un pugno che, se sferrato con la giusta tecnica e sul bersaglio giusto, permetteva di generare una potenza devastante, specialmente da lunga distanza. La forma orizzontale del pugno era considerata più efficace per colpire la parte inferiore e più morbida del volto, un bersaglio che, con le mani nude, era più sicuro da attaccare.

In un'epoca in cui un pugno sbagliato poteva significare una mano fratturata per settimane, la precisione era tutto. I pugili dell'epoca "raramente tiravano colpi se non c'erano aperture nella difesa dell'avversario". Non c'era spazio per il "spara e spera".

Questa era del gancio orizzontale dominò per quasi due secoli. Fino a quando, intorno alla metà del XX secolo, un cambiamento epocale investì la boxe: l'adozione diffusa dei guantoni e un approccio al combattimento sempre più frenetico e basato sul volume di colpi.

Con le mani protette, i pugili potevano permettersi di "sparare" più colpi, sperando che qualcuno andasse a segno. Questo stile "spray & pray" (spara e spera) poneva un problema al gancio orizzontale: se sbagliavi il bersaglio e colpivi il cranio con le ultime due nocche (quelle dell'anulare e del mignolo), rischiavi di fratturarti la mano, anche con un guantone.


La soluzione fu il gancio verticale (pollice verso l'alto o verso il basso). Questa posizione è intrinsecamente più sicura per le mani. Un pugno verticale, con il pollice in alto, stabilizza il polso e allinea meglio le nocche, riducendo il rischio di fratture. Fu così che, in un arco di pochi decenni, il gancio orizzontale, quello che era stato l'originale, venne soppiantato dal gancio verticale, che oggi è lo standard nella boxe.

La differenza tra i due tipi di gancio non è solo storica, ma tattica e biomeccanica.

Caratteristica

Gancio Orizzontale (Europeo)

Gancio Verticale (Americano)

Storicità

La forma originale, popolare nella boxe a mani nude dalla metà del '700.

Divenne lo standard con l'avvento dei guantoni e dello stile "spara e spera", intorno al 1950.

Potenza

Più potente, specialmente sulla lunga distanza. È considerato uno dei pugni legali più devastanti.

Intrinsecamente meno potente, e se eseguito male, può degradarsi in uno "schiaffo".

Sicurezza

Rischio maggiore di fratturare le nocche se non si colpisce il bersaglio con precisione.

Più sicuro per le mani e il polso. Riduce il rischio di fratture se il pugno è sbagliato.

Raggio d'azione

Efficace a corta e lunga distanza. Facile da allungare durante il colpo per adattarsi ai movimenti dell'avversario.

Difficile da usare a lunga distanza. Tipicamente un "swing and miss" quando l'avversario si allontana.

Tattica

Ideale per un colpo secco, potente e mirato, che deve essere preciso.

Ottimo per il combattimento a corta distanza e per aggirare la guardia alta dell'avversario.

La boxe a mani nude non è solo un capitolo di storia, ma un manuale di sopravvivenza. Per le applicazioni di difesa personale, dove non ci sono guantoni, la saggezza del passato torna ad essere attuale. Le fonti moderne concordano: "per autodifesa, è meglio affidarsi alle vecchie forme e tattiche a mani nude, poiché il metodo è concepito per colpire alla testa senza guantoni".

Questo significa che, in strada, il pugno dritto verticale e il gancio orizzontale sono strumenti più sicuri e funzionali. Jack Dempsey, uno dei più grandi pesi massimi di tutti i tempi, quando faceva il buttafuori preferiva usare pugni verticali per una questione di sicurezza. Inoltre, la vecchia scuola ci insegna che un combattimento che si basa solo sui pugni è incompleto: come nel Settecento, la lotta è parte integrante della sopravvivenza.

In sintesi, la storia del gancio è un affascinante esempio di come l'evoluzione tecnica e le regole di uno sport possano modificare la biomeccanica di un gesto apparentemente semplice. Il gancio orizzontale era il pugno del realismo e della precisione; il gancio verticale è il pugno del volume e della sicurezza sportiva. Oggi, molti esperti e tecnici suggeriscono di non scegliere, ma di imparare a padroneggiare entrambi, utilizzando l'uno o l'altro a seconda del momento e della distanza, come facevano i grandi del passato.



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