Ogni volta che si parla di rissa di strada e MMA, spunta fuori l'argomento: "Le MMA hanno troppe regole. In strada, quelle regole non ci sono. E allora le tecniche proibite diventano le uniche che contano."
È un ragionamento che sembra logico. Sembra. Ma è sbagliato. Perché confonde l'eccezione con la regola, la teoria con la pratica, il desiderio con la realtà.
Vediamo perché.
Il punto di partenza è sempre lo stesso: "Se nelle MMA fossero permessi i colpi all'inguine, le dita negli occhi, i calci al ginocchio, i morsi... i combattimenti finirebbero in due secondi."
Forse. Ma il problema è che per sferrare un colpo all'inguine o una dita negli occhi, devi prima arrivare a quella distanza. Devi essere in grado di colpire l'avversario. Devi avere la posizione giusta, il tempismo giusto, il controllo giusto.
E lì, le MMA vincono.
Un combattente professionista sa come muoversi, come gestire la distanza, come difendersi. Un combattente di strada con un "colpo sporco" ma senza tecnica, quando si trova davanti un atleta allenato, non riesce nemmeno a toccarlo. È troppo veloce, troppo mobile, troppo esperto.
Le tecniche proibite sono facili da immaginare, ma difficili da applicare contro qualcuno che sa cosa sta facendo.
Un altro argomento ricorrente: "Le MMA usano guantoni e nastro adesivo. Questo rende i colpi più forti e protegge le mani. In strada, senza guantoni, le mani si rompono."
Vero. Ma è un'arma a doppio taglio.
I guantoni proteggono le mani, ma proteggono anche la testa. I guantoni permettono ai combattenti di colpire più forte e più a lungo, ma rendono anche i colpi meno taglienti. Un pugno con un guantone da 4 once è diverso da un pugno nudo. Ma un pugno nudo, su un avversario che sa schivare e parare, è più difficile da piazzare.
Inoltre, i combattenti di MMA non si allenano solo con i guantoni. Si allenano anche a mani nude. Sanno come colpire senza rompersi le ossa. Sanno come usare il palmo, il polso, il gomito.
Le protezioni non sono una scusa. Sono un adattamento allo sport. Ma non rendono i combattenti "deboli". Li rendono più sicuri. E la sicurezza, in un combattimento, è tutto.
Un altro argomento: "Se fossero permesse le leve articolari del Jujitsu giapponese, i combattimenti finirebbero in 10 secondi."
Forse. Ma anche qui, il problema è applicare la leva. Per rompere un braccio, devi prima afferrare il braccio. Devi controllare l'avversario. Devi avere la posizione giusta.
I combattenti di MMA sanno difendersi dalle leve articolari. Sanno come bloccare le braccia, come uscire da una presa, come evitare di essere intrappolati. Non perché siano "furbi". Perché si allenano.
Le leve articolari sono efficaci, ma non sono magiche. Richiedono tecnica, tempismo, e spesso un vantaggio posizionale. E quel vantaggio, in un combattimento, non è facile da ottenere.
Il Wansu Kata del Karate è spesso citato come esempio di tecniche "letali" che non vengono insegnate nelle MMA.
Forse. Ma le tecniche tradizionali funzionano solo se sei in grado di applicarle. E per applicarle, devi averle testate contro un avversario che resiste.
Molte tecniche tradizionali sono state progettate per un contesto specifico: contro avversari armati, in spazi ristretti, con abiti tradizionali. Non tutte si adattano al combattimento moderno.
Le MMA non hanno "dimenticato" queste tecniche. Le hanno testate. E molte non hanno superato il test. Non perché siano "sbagliate". Ma perché non funzionano contro un avversario che sa cosa sta facendo.
La verità è che le MMA hanno già assorbito e incorporato le tecniche di combattimento efficaci.
I calci all'inguine non funzionano contro un combattente che sa difendersi.
Le dita negli occhi non funzionano contro un combattente che muove la testa.
I morsi non funzionano contro un combattente che sa controllare la distanza.
Le leve articolari funzionano, ma solo se hai il controllo posizionale.
Le MMA non hanno bandito le tecniche "efficaci". Hanno bandito le tecniche che mettono a rischio la salute dei combattenti senza aggiungere valore allo sport. E hanno mantenuto tutto ciò che funziona.
Allora, perché alcune persone pensano che le tecniche di combattimento scorrette siano più efficaci delle abilità di MMA?
Perché confondono la teoria con la pratica.
In teoria, un colpo all'inguine è devastante. In pratica, devi essere abbastanza vicino per sferrarlo, abbastanza veloce per non essere colpito, abbastanza preciso per non mancare.
In teoria, una leva articolare rompe un braccio. In pratica, devi afferrare il braccio, controllare il corpo, applicare la leva.
In teoria, un colpo agli occhi acceca. In pratica, devi colpire un bersaglio in movimento, mentre l'avversario cerca di colpirti.
Le MMA non sono perfette. Hanno regole. Hanno limiti. Ma sono il miglior sistema per testare le tecniche di combattimento contro un avversario che resiste.
Le tecniche "scorrette" possono funzionare in strada, contro un avversario impreparato. Ma contro un combattente allenato, la probabilità di successo è bassa. Perché il combattente allenato sa come difendersi da queste tecniche. Le ha viste, le ha studiate, le ha testate.
E alla fine, la differenza tra un combattente di MMA e un "guerriero da strada" non è la tecnica. È l'allenamento. È l'esperienza. È la capacità di applicare la tecnica sotto pressione.
Le tecniche proibite possono sembrare più efficaci. Ma sono solo un'illusione. Un'illusione che si infrange contro la realtà del combattimento.
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