domenica 21 marzo 2021

Chi era il vero Rocky, il pugile reale al quale Sylvester Stallone si è ispirato per creare il suo celebre film?

Il vero Rocky Balboa si chiamava - si chiama, perché è tuttora vivente - Chuck Wepner, un pugile professionista che nel 1975 si batté contro Muhammad Ali come sfidante per il titolo di campione del mondo dei pesi massimi. Prese una enorme quantità di pugni e l'incontro terminò alla 15° ripresa per KO tecnico, ma all'inizio Wepner era riuscito a mandare al tappeto Alì anche grazie a un'involontaria pestata di piede che gli fece perdere l'equilibrio; si rialzò subito e divenne furioso.

Chuck Wepner era un grande incassatore, soprannominato "il sanguinolento": nella sua carriera ebbe 329 punti di sutura in faccia, un record mondiale superato in seguito solo dal pugile italiano Vito Antuofermo, campione dei pesi medi. Wepner non era un novellino della boxe, in passato aveva sfidato gli ex campioni mondiali George Foreman e Sonny Liston.

Tra gli spettatori c'era Sylvester Stallone che assistendo al match ebbe l'idea di sceneggiare un film basato su un pugile bianco semisconosciuto che sfida un campione affermato e con la sua generosità di combattente riesce a terminare in piedi. Anche il personaggio di Apollo Creed è modellato su quello del campione Muhammad Ali: tutto tecnica, fantasia e velocità. Resistendo alle pressioni dei produttori, che avrebbero voluto dare la parte a un attore affermato, come Burt Reynolds, Stallone pretese di tenerla per sé e i fatti gli diedero ragione.

Piccola curiosità: Chuck Wepner fu scritturato come consulente per la produzione del film e come compenso gli fu chiesto di scegliere tra 70mila dollari o l'1% degli incassi del film: aveva bisogno di soldi e optò per la prima. Peccato perché sarebbe divenuto multimilionario, il film di Rocky ha incassato 30 miliardi di dollari.





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