Il concetto di un'arte marziale basata esclusivamente sull'uso delle armi da fuoco in combattimento ravvicinato ha affascinato il pubblico fin dall'uscita del film Equilibrium (2002), dove veniva presentato il Gun-Kata. Successivamente, il termine Gun-Jutsu è entrato nel lessico della cultura pop per descrivere uno stile più orientato ai riflessi sovrumani (tipico di anime come John Wick o opere videoludiche).
Ma se spogliamo queste discipline dalla loro patina hollywoodiana, cosa resta? Quanto di questo sarebbe applicabile in una situazione reale di autodifesa o in un contesto operativo militare? Ecco un'analisi tecnica sul divario tra coreografia e realtà balistica.
1. Gun-Kata: La Matematica dell'Invulnerabilità
Nel film Equilibrium, il Gun-Kata viene descritto come una disciplina statistica. Attraverso l'analisi di migliaia di scontri a fuoco, i maestri avrebbero identificato le posizioni geometriche in cui è più probabile che i nemici si trovino e, simmetricamente, i punti in cui è meno probabile essere colpiti.
L'idea centrale del Gun-Kata è che il praticante possa muoversi attraverso "zone sicure" mentre spara in archi predeterminati. In un combattimento reale, questo approccio fallisce per tre ragioni fondamentali:
L'Imprevedibilità Umana: Gli avversari non sono sagome fisse. Si muovono, cercano riparo e reagiscono istintivamente. Non esiste una "posizione geometrica fissa" garantita in uno scontro dinamico.
Il Tempo di Reazione vs Velocità del Proiettile: Anche conoscendo le traiettorie probabili, un proiettile viaggia a velocità supersoniche (circa 340-400 m/s per una 9mm). È fisicamente impossibile "schivare" un proiettile basandosi su una posizione statistica una volta che il colpo è stato esploso.
Tunnel Vision e Stress: Sotto l'effetto dell'adrenalina, la coordinazione motoria fine necessaria per le pose plastiche del Gun-Kata svanisce, lasciando spazio solo alla risposta motoria grossolana.
2. CQC e Point Shooting: Il "Gun-Jutsu" Reale
Se il Gun-Kata è pura fantasia, esiste un nucleo di verità in ciò che viene definito Gun-Jutsu o, più correttamente, C.Q.C. (Close Quarters Combat) con arma corta. Gli operatori delle unità speciali e gli istruttori di tiro difensivo utilizzano tecniche che, pur meno scenografiche, condividono alcuni obiettivi con le arti marziali cinematografiche.
Il Point Shooting (Tiro d'Istinto)
In un combattimento a brevissima distanza (sotto i 3 metri), non c'è tempo per allineare le tacche di mira. Qui si utilizza il "tiro istintivo", dove l'arma viene considerata un'estensione dell'indice. Si spara "puntando" invece di "mirare". Questa è l'essenza funzionale di ciò che il cinema rende spettacolare: la capacità di colpire bersagli multipli in rapida successione senza guardare l'arma.
CAR System (Center Axis Relock)
Reso celebre dalla saga di John Wick, il sistema C.A.R. è una tecnica di tiro reale sviluppata da Paul Castle. Prevede di tenere l'arma vicino al corpo, inclinata, per massimizzare la ritenzione dell'arma e permettere un tiro rapido in spazi angusti (come l'interno di un'auto). Questo è ciò che più si avvicina a un "Gun-Jutsu" praticabile: non è basato sulla bellezza del movimento, ma sulla biomeccanica e sulla protezione dell'arma da un eventuale tentativo di disarmo.
3. Il Paradosso della Distanza: Il Fattore Marziale
Il Gun-Kata ipotizza scontri corpo a corpo con pistole. Nella realtà, se sei abbastanza vicino da toccare il tuo avversario, l'arma da fuoco diventa un rischio enorme.
La Regola di Tueller (21-Foot Rule)
Un aggressore armato di coltello può coprire una distanza di circa 6 metri (21 piedi) in circa 1.5 secondi — spesso prima che un difensore riesca a estrarre la pistola e sparare. In un "combattimento reale" in stile Gun-Kata, l'aggressore cercherebbe di deviare la volata della tua pistola o di bloccare il carrello.
Un praticante di Gun-Jutsu reale deve essere prima di tutto un lottatore. Deve sapere come liberare una mano, creare spazio (create a gap) e poi utilizzare l'arma. Il cinema inverte questo processo: mostra l'eroe che usa la pistola per parare i colpi, cosa che nella realtà porterebbe quasi certamente a un malfunzionamento dell'arma (inceppamento del carrello) o allo sparo accidentale contro se stessi.
4. Perché Gun-Kata e Gun-Jutsu sono Inefficaci (e Pericolosi)
Se un soldato provasse a usare il Gun-Kata in missione, i risultati sarebbero disastrosi per diversi motivi tecnici:
Mancanza di Riparo (Cover): Il Gun-Kata si basa sull'essere al centro della stanza, esposti a 360 gradi. In un vero scontro a fuoco, il "re" è il riparo. Chi sta fermo o danza in mezzo al campo muore.
Gestione del Rinculo: Le pose scenografiche con le braccia incrociate o distese in angolazioni bizzarre rendono impossibile gestire il rinculo e tornare rapidamente sul bersaglio. La "presa a due mani" (Isoscele o Weaver) esiste perché è la più stabile per la fisica del tiro.
Consumo di Munizioni: Il Gun-Kata prevede un volume di fuoco enorme e indiscriminato. In un contesto reale, ogni proiettile deve essere giustificato e mirato. Sparare a ventaglio "sperando nella statistica" è una violazione di ogni regola di sicurezza e tattica.
5. Cosa possiamo salvare? L'Allenamento alla Consapevolezza
Nonostante l'inefficacia delle mosse specifiche, c'è un elemento che le arti marziali con armi da fuoco insegnano correttamente: la consapevolezza spaziale a 360 gradi.
Nello scenario del Gun-Kata, l'atleta è consapevole della posizione di ogni minaccia intorno a lui. Questo "scansionamento" dell'ambiente è una parte vitale dell'addestramento tattico reale (la cosiddetta situational awareness). Imparare a non focalizzarsi su un singolo bersaglio (target fixation) è una competenza che salva la vita, anche se non la si mette in pratica con una coreografia acrobatica.
Efficacia reale del Gun-Kata: 0%. È un'estetica cinematografica meravigliosa che viola le leggi della fisica, della biomeccanica e della tattica militare. Efficacia reale del Gun-Jutsu (come CQC/CAR): 80%. Se interpretato come l'integrazione della lotta corpo a corpo con l'uso dell'arma corta, è una delle discipline più avanzate per gli operatori di sicurezza moderni.
In un combattimento reale, non vinceresti danzando tra i proiettili, ma trovando un riparo, mantenendo la calma e applicando i principi fondamentali del tiro: allineamento, controllo dello scatto e gestione della distanza. Il Gun-Kata rimane una splendida metafora visiva del controllo totale, ma per la sopravvivenza in strada, meglio affidarsi a un buon corso di Krav Maga combinato con il tiro dinamico sportivo.
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