martedì 9 dicembre 2025

L’Illusione del Dojo: Come Distinguere l’Eccellenza Marziale dalle "Fabbriche di Cinture" (McDojos)


Entrare in una scuola di arti marziali per la prima volta è un atto di fiducia. Ci si affida a un istruttore con la speranza di acquisire disciplina, sicurezza e abilità tecniche. Tuttavia, negli ultimi decenni, l'esplosione commerciale delle arti marziali ha dato vita a un fenomeno inquietante: il McDojo. Questo termine descrive una scuola che ha sacrificato la sostanza tecnica sull'altare del profitto, trasformando un percorso di crescita personale in una catena di montaggio estetica.

Riconoscere se una scuola è concentrata sull'apparenza o sul miglioramento effettivo non è solo una questione di soldi; è una questione di sicurezza. Allenarsi in un ambiente che fornisce un falso senso di sicurezza può essere fatale in una situazione reale. Ecco un'analisi enciclopedica dei segnali che indicano che sei finito in una "fabbrica di illusioni".

1. La Corruzione del Sistema dei Gradi: La "Cinturite"

Il segnale più evidente di una scuola focalizzata sull'apparenza è la gestione delle cinture. Originariamente, il sistema dei gradi serviva a indicare la maturità tecnica e spirituale dell'allievo. In un McDojo, la cintura diventa un prodotto commerciale.

La proliferazione delle cinture intermedie

Se noti che tra la cintura bianca e la nera ci sono decine di strisce, punte, colori bizzarri (cinture mimetiche, oro, doppie strisce), probabilmente sei in una scuola che usa la gratificazione istantanea per mantenere alta la motivazione degli allievi (e i pagamenti). Ogni passaggio di grado comporta solitamente una "tassa d'esame". Più gradi ci sono, più entrate genera la scuola.

Bambini con la Cintura Nera

Vedere un bambino di otto o nove anni con una cintura nera è un segnale d'allarme rosso. La cintura nera dovrebbe rappresentare non solo la competenza tecnica, ma anche la maturità fisica e mentale. Un bambino, per quanto talentuoso, non possiede la struttura ossea, la forza o la stabilità emotiva per incarnare ciò che storicamente rappresenta una cintura nera. In queste scuole, la nera viene data per premiare la "fedeltà" (ovvero le rette pagate) piuttosto che l'abilità combattiva.

2. La Scienza del Combattimento: L'Assenza di Attrito

Le arti marziali sono, per definizione, lo studio del conflitto. Se elimini il conflitto dall'allenamento, stai praticando una danza, non un'arte marziale.

Il miglioramento effettivo richiede lo sparring (combattimento controllato). È l'unico momento in cui una tecnica viene testata contro un avversario che non vuole collaborare. Se nel tuo dojo:

  • Non si fa mai sparring.

  • Lo sparring è limitato a colpi che si fermano a 20 cm dal bersaglio.

  • Le tecniche funzionano solo se il compagno "cade" o si blocca quando lo tocchi. ...allora non stai imparando a combattere. Stai imparando una coreografia. Un allievo che non ha mai ricevuto un pugno sul naso o che non ha mai dovuto gestire la pressione di qualcuno che cerca attivamente di proiettarlo a terra, entrerà in stato di shock totale alla prima aggressione reale.

Un classico segnale di una scuola di apparenza è l'istruttore che giustifica l'assenza di sparring dicendo: "Il nostro stile è troppo pericoloso per il ring". Questa è una fallacia logica. Anche le tecniche più brutali (colpi agli occhi, alla gola, alle ginocchia) possono essere allenate con protezioni adeguate o attraverso simulazioni ad alta intensità. Chi si nasconde dietro la "letalità" solitamente non sa gestire la dinamica di un combattimento fluido e imprevedibile.

3. L'Estetica del Maestro: L'Ego sopra la Tecnica

In una scuola concentrata sull'apparenza, la figura dell'istruttore assume contorni quasi religiosi.

Diffida degli istruttori che si fregiano di titoli come "Gran Maestro Supremo", "Decimo Dan" (ottenuto in una federazione creata da loro stessi) o che indossano divise cariche di toppe, ricami dorati e mantelli. In arti marziali serie come il Brazilian Jiu-Jitsu, il Muay Thai o il Judo, l'abbigliamento è funzionale. Se l'uniforme del maestro sembra un costume teatrale, è probabile che anche il suo insegnamento lo sia.

Un vero maestro suda con i suoi allievi. Se l'istruttore si limita a camminare per la sala correggendo la postura delle dita senza mai dimostrare una tecnica alla massima velocità o senza mai fare sparring con gli allievi più avanzati, probabilmente sta nascondendo il fatto che non è più in grado di applicare ciò che insegna. Un maestro d'apparenza teme che un allievo giovane e atletico possa "smascherarlo" durante un corpo a corpo.

4. L'Isolamento Culturale e il Cross-Training

Le scuole d'eccellenza incoraggiano gli allievi a esplorare, a frequentare seminari e a capire cosa offrono gli altri stili. Le "fabbriche di apparenza", invece, tendono all'isolamento.

Se l'istruttore dice che "il nostro stile è l'unico che funziona" e proibisce di allenarsi altrove, sta cercando di proteggere il suo monopolio economico e intellettuale. Teme che, andando a fare una lezione di prova in una palestra di Boxe o di Wrestling, l'allievo si renda conto che le difese imparate nel dojo sono inefficaci contro un attacco reale.

Sentire un maestro che deride costantemente le MMA, il Krav Maga o la Boxe senza aver mai messo piede in un ring è un segnale di insicurezza. Un vero esperto riconosce il valore di ogni disciplina e ne comprende i limiti. Chi vende apparenza ha bisogno di sminuire gli altri per far sembrare il proprio "prodotto" superiore.

5. La Struttura Economica: Il Profitto prima della Persona

Un'azienda deve guadagnare, ma un dojo non dovrebbe essere un'idrovora finanziaria.

Se ti viene chiesto di firmare un contratto di due anni dopo una sola lezione, scappa. Le scuole serie offrono abbonamenti mensili o trimestrali, fiduciose che la qualità dell'insegnamento tratterrà l'allievo. I McDojos usano la coercizione legale perché sanno che molti allievi abbandoneranno non appena si renderanno conto della scarsa qualità delle lezioni.

In queste scuole, non puoi comprare un paradenti o una divisa qualunque. Devi comprare il kit ufficiale del dojo, venduto con un rincaro del 200%. Ogni evento, ogni "seminario speciale" (che spesso è solo una lezione normale chiamata diversamente) e ogni esame ha un costo sproporzionato. L'obiettivo è massimizzare il Customer Lifetime Value (il valore economico dell'allievo nel tempo).

6. L'Atmosfera in Sala: Disciplina o Teatro?

C'è una differenza tra il rispetto marziale e la sottomissione servile.

Inchini a ogni foto alle pareti, divieto di parlare, rituali complessi che rubano 20 minuti su un'ora di lezione: sono spesso tattiche per "riempire" il tempo e distogliere l'attenzione dalla mancanza di contenuti tecnici. In una scuola di sostanza, il rispetto si vede nel modo in cui ci si allena duramente e ci si aiuta a vicenda, non nel numero di volte in cui si urla "Oss!".

Le arti marziali sono faticose. Se dopo un'ora di lezione i capelli sono ancora in ordine e l'uniforme è perfettamente asciutta, non ti stai allenando; stai facendo ginnastica dolce. Il miglioramento delle abilità richiede un carico di lavoro fisico che metta alla prova il sistema cardiovascolare e la resistenza muscolare.

Per capire se la tua scuola è concentrata sulla sostanza, poniti questa domanda: "Se oggi entrasse un malintenzionato aggressivo e forte fisicamente, quello che ho imparato negli ultimi tre mesi mi servirebbe a qualcosa?"

Se la risposta è "Sì, perché ho provato queste tecniche sotto stress e con resistenza reale", allora sei nel posto giusto. Se la risposta è "Forse, ma dovrei sperare che lui attacchi esattamente come ha fatto il mio compagno di allenamento ieri", allora sei in una scuola di apparenza.

Il vero karate, il vero judo, la vera boxe non hanno bisogno di luci al neon, cinture dorate o titoli altisonanti. Hanno bisogno di un tappeto, di un compagno che oppone resistenza e di un maestro che ha il coraggio di essere onesto con i propri allievi. Non pagare per un'illusione: cerca il sudore, cerca il dubbio e, soprattutto, cerca l'efficacia.


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